Il Blog di Carlo lazzeroni

Elezioni in Piemonte: rispettare la volontà degli elettori


Luglio 21st, 2010 by Carlo Lazzeroni


roberto-cota.jpgLa decisione del Tar di accogliere i ricorsi presentati dalla Bresso sulle presunte irregolarità di alcune liste che appoggiavano il governatore Cota, mi pare che rischi di portare a vivere l’ennesimo pasticcio all’italiana. Il Tar ha fatto, probabilmente, il proprio dovere secondo le norme: ma il problema in questo caso sarebbe tutto politico e del sistema su cui una democrazia si regge.
Se ci sono state, e questo sicuramente è successo, irregolarità nella presentazione delle liste, queste andavano sicuramente fermate: ma prima, non dopo le elezioni.
Dopo il regolare esercizio del voto, si possonoricontare le schede, ma solo se ci sono state delle irregolarità sull’espressione di voto. Questo non è avvenuto nel caso in oggetto ed è assurdo mettere in dubbio un’elezione, togliendo voti a quei cittadini che hanno espresso la preferenza per delle liste che chiaramente erano collegate al candidato presidente Roberto Cota.
Queste non dovevano trovarsi sulla scheda elettorale: ma se ci sono, come si fa ad annullare quei voti correttamente espressi dai cittadini? Vedremo quale decisioni saranno prese nei prossimi mesi, ma il criterio finora adottato credo che indebolirebbe la nostra democrazia. Ricordiamo tra l’altro quello che successe negli Stati Uniti nelle elezioni contestate del 2000 tra Bush e Al Gore, con il decisivo voto in Florida. In quel caso emersero forti irregolarità nel processo di voto ma, di fronte alla decisione della Corte Suprema di non ricontare i voti perché i tempi sarebbero stati troppo lunghi per la proclamazione, lo sconfitto Al Gore accettò quella decisione e, dal giorno dopo, la democrazia americana si mise in moto come nulla fosse accaduto.
Nel caso del Piemonte il risultato è chiarissimo e non può essere messo in dubbio per delle irregolarità commesse dai presentatori delle liste. Chi si è reso colpevole di chiare irregolarità andrà multato e perseguito a norma di legge. Si può anche pensare di revocare il seggio di consigliere regionale eletto in quelle liste, dandolo ad altre liste che appoggiavano lo stesso candidato presidente. Ma mettere in dubbio la vittoria di Cota e della sua maggioranza ricontando le schede (con una forzatura si vorrebbe rendere valido il voto solo se espresso al candidato presidente quando era possibile invece per l’elettore dare il voto solo alla lista che automaticamente andava anche al presidente collegato) oppure fare ripetere le elezioni sarebbero una ferita alla nostra democrazia. Evitatecela.

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Il razzismo comincia dalle parole “normali”


Luglio 19th, 2010 by admin


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Spunti interessanti da questa intervista, pubblicata da City, a Giuseppe Faso, autore del ”lessico del razzismo democratico”. Il suo centro interculturale aiuta le scuole ad insegnare l’italiano ai bimbi di origine straniera.

Leggi l’intervista 

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Il caso Brancher e la miopia della politica


Giugno 29th, 2010 by Carlo Lazzeroni


vyca75icisca2a3nrkca8afbticaj8nuf1cam9jt2jcahn483tcaerpkywca3bsq20cad8bvasca7drfg7ca5co8qlca1ee80kcaa9lluuca3gsintca74oq7lca13qqeaca73bsu5cai1vqk5.jpgNon fosse una cosa seria, potremmo dire che siamo alle comiche finali, o meglio allo sbando più completo. Di fronte al crescente sentimento dell’antipolitica, spesso giustificato, il governo Berlusconi tocca il fondo.  Da un giorno all’altro si è inventato il ministero dell’attuazione del federalismo, qualcuno dice per arginare lo strapotere della Lega. Strano però, perché  il ministro individuato, Aldo Brancher, sottosegretario con delega alle Riforme, da anni è considerato l’uomo di Forza Italia e del PDL più vicino alla Lega.
Per giorni sembra di assistere ad un teatrino con Bossi e la Lega che si lamentano di questa operazione insieme a Tremonti e a molti uomini del PDL (e non solo i “soliti finiani”), che attaccano apertamente l’idea di questo nuovo ministero. Berlusconi però va avanti e qualche giorno fa Brancher diventa ministro; poi il “fattaccio”, quando a poche ore di distanza dal giuramento di fronte al presidente della Repubblica, il neo ministro dichiara di volersi avvalere del legittimo impedimento (Brancher è indagato per appropriazione indebita nel processo della Banca Antonveneta che si sta tenendo in questo periodo). E questo fa emergere con brutale e disarmante chiarezza il perché di questo nuovo ministero creato, è il caso di dirlo, ad personam. Meno male che il Presidente della Repubblica risponde in maniera perentoria al Ministro opponendosi a questa manovra perversa e costringendolo ad una sorta di marcia indietro.  Certo è che questa classe dirigente sembra sempre più chiusa in se stessa e incapace di riformarsi, arrivando così ben presto a decretarne la propria fine. Il punto è che di fronte a tale sfrontatezza si rischia anche di compromettere la credibilità della democrazia, della politica tutta, della separazione dei poteri. Credo che reagire con forza sia necessario e la richiesta della mozione di sfiducia nei confronti del ministro sia un atto dovuto. In uno Stato di diritto sarebbe il minimo.

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La città inaccessibile


Giugno 23rd, 2010 by Carlo Lazzeroni


barriere-architettoniche.jpgSi parla spesso di abbattimento delle barriere architettoniche. Si presentano piani, finanziamenti: tante belle parole che si scontrano poi con i tanti muri formati da marciapiedi e accessi vietati. Se lasciamo da parte il nostro sguardo distratto, ci rendiamo conto di quanto Pisa e molte altre città italiane (purtroppo è un problema comune) siano inaccessibili per i diversamenti abili.
Tale ostilità si manifesta in maniera palese quando si gira la città con un passeggino. Tutto ciò è molto collegato anche con una certa incuria della città (lo stato pietoso dei marciapiedi solo per fare un esempio), e l’inciviltà delle persone (quante volte si parcheggia senza fare caso se si ostacola una discesa dal marciapiede). Basterebbe un po’ di attenzione e di cura in più da parte della pubblica amministrazione,  dei pubblici esercizi e dei cittadini e si potrebbe rendere più facile la vita a coloro che sono costretti a muoversi su una sedia a rotelle. Anche i mezzi pubblici come gli autobus e i treni ancora oggi risultano poco friendly, anche solo per anziani che fanno fatica a fare gradini troppo alti. Così come è sconcertante che nuovi spazi pubblici non siano dotati di apposite pedane. Potrei citare mille esempi, ma proprio nei giorni scorsi ho fatto caso al giardino recuperato pochi anni fa in Via S. Antonio. Questo risulta dotato di un ingresso a scalini che blocca l’accesso ai disabili e anche a chi ha un semplice passeggino. Per un giardino non male proprio…

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Aforismi e Pensieri


Giugno 15th, 2010 by admin


consiglio-comunale-pisa.jpgRESPINTA LA RICHIESTA DI CONFERIRE LA CITTADINANZA ONORARIA A GIUSEPPE ENGLARO

Giovedì scorso il Consiglio Comunale ha respinto (15 a favore, 18 contrari e 2 astenuti) la richiesta di conferire a Beppino Englaro la cittadinanza onoraria di Pisa. Sul tema mi ero già espresso (vedi il post sull’argomento)  e fa piacere che il lavoro e le argomentazioni portate avanti da partiti politici dell’opposizione (Popolo della Libertà e Unione di Centro) e dai loro rispettivi consiglieri comunali, da associazioni e da tanti cittadini pisani, abbiano trovato forza e siano stati condivisi anche da alcuni consiglieri della maggioranza che, andando oltre mere logiche di appartenenza, hanno permesso di ottenere un risultato insperato e storico per la nostra città. Hanno votato a favore i consiglieri di Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista, Partito Socialista e gran parte del Partito Democratico, (con la presidente del Consiglio comunale, Titina Maccioni).
Hanno votato contro il Popolo della Libertà, l’Unione di Centro, 4 consiglieri del Pd (Del Torto, Passarelli, Mazzeo e Bongiovanni) e 2 consiglieri della lista civica Per Pisa (Gorreri e Ventura).
2 gli astenuti (Cammilli e De Neri del Pd).

padovese-1.jpgRICORDANDO UN NUOVO MARTIRE CRISTIANO

“Fratelli carissimi, il Signore Nostro vi doni la pace. Prego perché questa sua pace sia sempre con voi. Il compito di un vescovo non é solo quello di interessarsi delle persone che gli sono state affidate, istruirle e guidarle, ma anche e soprattutto pregare per loro. So bene come sta diminuendo il numero della comunità cristiana in Anatolia, vedo bene le sue necessità e sono consapevole del bisogno della preghiera reciproca. Sono quasi tre anni che la bontà del Signore mi ha mandato tra voi. Non posso certo dire che sono stati anni facili. Molti problemi e preoccupazioni hanno cacciato la mia tranquillità e anch’io come Pietro in mezzo al mare ho gridato al Signore: “Aiutami sto affogando”. Ma nello stesso tempo devo dire che ringrazio il Signore per essere stato con voi e per essere stato un pezzo della nostra Chiesa in Anatolia. Le difficoltà che ho vissuto forse dimostrano veramente quanto ho amato o no questa comunità.
Vi invito a leggere le lettere di san Paolo e sia lui sempre la guida delle Chiese in Anatolia da lui fondate e interceda presso Dio perché come Lui possiamo testimoniare il Vangelo”.
Mons. Luigi Padovese - Lettera Pastorale di due anni fa

padovese.jpgSCELTA GIUSTA

“Una giovane sposa in stato interessante fu un giorno ricoverata in ospedale per un attacco di appendicite: i medici dovettero applicarle del ghiaccio sullo stomaco e, alla fine di questi trattamenti, le consigliarono di abortire il bambino: a loro parere si trattava della miglior soluzione, perché il bambino sarebbe nato con qualche disabilità.
Ma la giovane e coraggiosa sposa decise di non interrompere la gravidanza e il bambino nacque. Quella signora era mia madre, e il bambino ero io. Sarò di parte ma credo di poter dire che quella scelta sia stata la scelta giusta. Spero che possa essere di incoraggiamento per tante madri che si trovino in situazioni difficili ma vogliano salvare la vita del loro bambino”.
Andrea Bocelli al pianoforte durante un concerto


gaber-e-luperini.jpgUNA NUOVA COSCIENZA

Io come uomo
io vedo il mondo
come un deserto di antiche rovine.
Io vedo un uomo
che tocca il fondo
ma forse al peggio non c’è mai una fine.
Nel frattempo la vita non si arrende
e la gente si dà un gran da fare
tanti impegni tante storie
con l’inutile idea di colmare
la mancanza
di una nuova coscienza
di una vera coscienza.

È come se dovessimo riempire un vuoto profondo. E allora ci mettiamo dentro: rimasugli di cattolicesimo, pezzetti di sociale, brandelli di antichi ideali, un po’ di antirazzismo, e qualche alberello qua e là.

La decadenza
che viviamo
è un malessere
che ci prende pian piano.
È una specie di assenza
che prevede una sosta obbligata
è la vita che medita
ma si è come assopita.
Siamo vivi
malgrado la nostra apparenza
come uomini al minimo storico di coscienza.

È come se la vecchia morale non ci bastasse più. In compenso se ne sta diffondendo una nuova che consiste nel prendere in considerazione più che altro i doveri degli altri… verso di noi. Sembrerà strano ma sta diventando fortemente morale tutto ciò che ci conviene.
Praticamente un affare.

La decadenza
che subiamo
è uno scivolo
che va giù piano piano.
È una nuova esperienza
che ti toglie qualsiasi entusiasmo
e alla lunga modifica il tuo metabolismo.

Siam lì fermi malgrado la grave emergenza
come uomini al minimo storico di coscienza.

E pensare che basterebbe pochissimo. Basterebbe spostare a stacco la nostra angolazione visiva. Guardare le cose come fosse la prima volta. Lasciare fuori campo tutto il conformismo di cui è permeata la nostra esistenza. Dubitare delle risposte già pronte. Dubitare dei nostri pensieri fermi, sicuri, inamovibili. Dubitare delle nostre convinzioni presuntuose e saccenti. Basterebbe smettere di sentirsi sempre delle brave persone. Smettere di sentirsi vittime delle madri, dei padri, dei figli. Smascherare, smascherare tutto: smascherare l’amore, il riso, il pianto, il cuore, il cervello. Smascherare la nostra falsa coscienza individuale.
Subito. Qui e ora.
Sì, basterebbe pochissimo. Non è poi così difficile. Basterebbe smettere di piagnucolare, criticare, fare il tifo e leggere i giornali. Essere certi solo di ciò che noi viviamo direttamente. Rendersi conto che anche l’uomo più mediocre può diventare geniale se guarda il mondo con i suoi occhi. Basterebbe smascherare qualsiasi falsa partecipazione. Smettere di credere che l’unico obiettivo sia il miglioramento delle nostre condizioni economiche perché la vera posta in gioco… è la nostra vita. Basterebbe smettere di sentirsi vittime del denaro, del lavoro, del destino e persino del potere, perché anche i cattivi governi sono la conseguenza naturale della stupidità degli uomini. Basterebbe rifiutare, rifiutare la libertà di calpestare gli altri, ma anche la finta uguaglianza. Smascherare la nostra bontà isterica. Smascherare la nostra falsa coscienza sociale.
Subito. Qui e ora.
Basterebbe pochissimo. Basterebbe capire che un uomo non può essere veramente vitale se non si sente parte di qualcosa. Basterebbe abbandonare il nostro smisurato bisogno di affermazione, abbandonare anche il nostro appassionato pessimismo e trovare finalmente l’audacia di frequentare il futuro con gioia.
Perché la spinta utopistica non è mai accorata o piangente. La spinta utopistica non ha memoria e non si cura di dolorose attese.
La spinta utopistica è subito. Qui e ora.

Io come uomo
io vedo il mondo
come un deserto di antiche rovine.
Io vedo un uomo
che tocca il fondo
ma forse al peggio non c’è mai una fine.
Perché non c’è nessuno che dia un senso
alle cose più semplici e vere
alla vita di ogni giorno
all’urgenza di un uomo migliore.

Io vedo un uomo
solo e smarrito
come accecato da false paure.
Ma la vita non muore
per le bombe
per la plastica o le acque del mare
e le ansie un po’ inventate
son pretesti per non affrontare
la mancanza di una vera coscienza
che è la sola ragione
della fine di qualsiasi civiltà.

Giorgio Gaber / Sandro Luporini

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Simonde de Sismondi: l’intellettuale che portò le idee del liberalismo europeo nel Risorgimento italiano


Giugno 12th, 2010 by admin


sismondi.jpgArticolo tratto da Liberal:

Jean-Charles-Léonard Simonde de Sismondi figura a buon diritto nel pantheon dei padri della nuova Italia, il cui processo di gestazione comincia in parallelo con l’arrivo delle truppe francesi nel nostro Paese, sulla scia delle convulsioni politico-militari seguite alla Rivoluzione francese. È questa la ragione che, alla vigilia del 150° dell’Unità, spiega l’organizzazione del convegno internazionale Sismondi e la nuova Italia da parte dell’Associazione di studi sismondiani, che si è tenuto dal 9 all’11 giugno a Pescia
(con apertura il 9 mattina a Firenze presso il Gabinetto G.P. Vieusseux e chiusura a Pisa l’11, presso la facoltà di Economia), con la partecipazione di studiosi italiani e stranieri delle diverse discipline interessate a questa straordinaria figura di intellettuale dell’800: dalla critica letteraria alla teoria politica, dalla scienza economica alla ricerca storica.

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Il pasticcio dell’area camper a Marina di Pisa


Giugno 9th, 2010 by Carlo Lazzeroni


camper-1.jpgNella vicenda dell’area camper a Marina di Pisa si dimostra ancora una volta una grave carenza di pianificazione da parte dell’amministrazione comunale. E’ noto da molto tempo che la realizzazione del porto turistico avrebbe fatto sì che l’area situata alla foce dell’Arno, molto frequentata dai camperisti, avrebbe dovuto trovare una nuova sistemazione. Oppure il Comune, attraverso una  scelta legittima, avrebbe dovuto dire chiaramente che non desiderava investire in un’area camper anche se sarebbe miope rinunciare a molti turisti che, nonostante le critiche di qualcuno, portano vita sul litorale, insieme a soldi alle casse comunali e agli esercizi del litorale. Ma quello che veramente non è accettabile è vedere un’amministrazione che si trova a prendere decisioni sempre di fronte ad un’”emergenza”: in questo caso, l’arrivo di decine e decine di camper che posizionandosi in Piazza Viviani e non solo, hanno provocato le comprensibili proteste da parte degli abitanti. Ma il Comune cosa ha fatto in tutti questi mesi? Ha dovuto aspettare il caos, prevedibile, dei primi we estivi per individuare ed organizzare un’area camper in fretta e furia. Tra l’altro quest’area è provvisoria, quindi con relativo spreco di risorse e mi pare anche con un grosso rischio di insuccesso, vista la posizione non proprio felicissima in cui è stata localizzata.
L’area camper è provvisoria, ma c’è già un’idea di farla una definitiva? Dove sarebbe localizzata? Perché il Comune di Pisa ha atteso tanto tempo per trovare una soluzione definitiva? Secondo me una soluzione opportuna sarebbe quella di individuare uno spazio un po’ più lontano dal mare, ma più bello e accogliente anche per i camperisti, utilizzando ad esempio una parte della pineta nei pressi del campo sportivo di Marina o, se fosse possibile, anche in quella lungo la bigattiera tra Marina di Pisa e Tirrenia.

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La pazzia di Israele


Giugno 3rd, 2010 by Carlo Lazzeroni


nave-pacifista.jpgLunedì è stata una giornata molto triste per coloro che sperano nel processo di pace in Medio Oriente. Molto triste, innanzitutto, perchè in un blitz evitabile, compiuto in acque internazionali, sono rimaste uccise delle persone e perchè la democrazia israeliana conseguentemente si trova ancora più isolata. L’ho difesa spesso in passato nelle proprie azioni, anche in quelle ”forti”, per due ragioni principali: in nome della salvaguardia della sua sicurezza e per il fatto che è uno Stato che nasce per dare una patria a coloro che avevano subito un’immane tragedia per colpe “nostre”. Da lunedì però è la democrazia israeliana e i suoi amici sono più deboli così come, nel fronte opposto, chi cerca la via della convivenza pacifica tra due popoli e due Stati e non la sua cancellazione.
E per poter giustificare un’azione scellerata come quella vista lunedì non basta dire che le navi di “pacifisti” avevano collusioni con Hamas  e non erano composte solo di autentici pacifisti (che sono in generale una rarità) e che molto probabilmente insieme a cibo e viveri portavano anche armi. Come dice Bernard-Henri Levy nell’articolo che allego sotto “schierarsi con lo Stato degli ebrei implica il dovere di criticarne gli errori”. E anche per questo, credo che il governo italiano, da amico di Israele, poteva astenersi, invece di votare contro, nella mozione approvata dall’Onu che chiedeva una commissione d’inchiesta internazionale: del resto l’azione spropositata è avvenuta in acque internazionali…

LA PAURA DI ESSERE SOLO AL MONDO. E’ QUESTO LO SBAGLIO DEL MIO AMICO ISRAEL - di B.H. Levy 

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Aforismi e Pensieri


Maggio 28th, 2010 by admin


Crisi / Vittime

grecia.jpgTre giovani greci che lavoravano in banca sono rimasti uccisi dalla violenza ceca di alcuni pseudo-manifestanti che non volevano uccidere ma per cui era normale dare fuoco a delle banche.
Ricordiamo Paraskeui Zoulia, 35 anni, Aggeliki Papathanasopoulou, 32 anni e Epameinondas Tsakalis, 36 anni, vittime di questa follia.

Crisi / Sacrifici e Bugie tremonti-e-berlsuconi.jpg

Ma non c’era qualcuno che c’ha ripetuto fino alla noia che tutto andava bene e che la crisi era solo un’invenzione dei disfattisti dell’opposizione?

Crisi / Auto bluauto-blu.jpg

Un po’ di numeri in giro sulle auto blu:Stati Uniti: 72 mila auto blu.
Francia: 61 mila auto blu
Regno Unito: 55 mila auto blu
Germania: 54 mila auto blu

E In Italia? Si parla di oltre 600 mila

Ma si sa che in Italia più che il potere conta la sua ostentazione e l’italiano all’ostentazione del potere non ci rinuncia.
intercettazioni-bis.jpgINTERCETTAZIONI

Invece di rischiare di limitare la libertà di stampa non sarebbe molto più semplice iniziare a colpire duramente il capo della procura da dove tali notizie escono?

CARATTERE

indro-montanelli.jpgSe qualcuno ti fa fuori dicendo che hai un brutto carattere, ti devi consolare. In realtà vuol dire solo che hai carattere.

Attribuita a Indro Montanelli

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Via Marsala: garantire legalità e costruire un nuovo patto sociale


Maggio 25th, 2010 by Carlo Lazzeroni


prendo-casa.jpgIl clima di tensione che si sta verificando in questi giorni dopo l’occupazione dell’immobile di Via Marsala ci deve portare ad una serie di riflessione sul disagio abitativo nella nostra città e sul rispetto delle regole della convivenza civile, usando anche un linguaggio della verità. La prima considerazione è quella di ribadire con forza il rifiuto della minaccia fisica e della violenza e per questo è doveroso esprimere la massima solidarietà alla Giunta e personalmente al Sindaco per quanto accaduto nei giorni scorsi.
La prima parola d’ordine che deve scaturire da quanto successo in questi giorni è quindi legalità. Al contrario, a Pisa alcune associazioni hanno l’abitudine di usare il metodo dell’occupazione di alloggi di proprietà privata o addirittura pubblica (perciò di tutti
noi) per poi trattare con il Comune rivendicando diritti inesistenti.
Succede, oggi come nel passato, nell’universo giovanile ed associazionistico (il caso Rebeldia è l’ultimo caso) e lo stesso sta accadendo in maniera pericolosa per gli alloggi, utilizzando in questo caso anche il disagio sociale vissuto da famiglie con minori. Ma questo sistema di illegalità va respinto con forza e l’amministrazione comunale deve una volta per tutte andare avanti sulla strada della legalità per il rispetto dovuto alle moltissime famiglie in disagio che non pensano neanche lontanamente ad usare metodi illegali e violenti.
E’ normale che in queste ore il Comune abbia provato a trovare mediazioni per limitare il disagio sociale e garantire l’ordine pubblico, ma il segnale di rispetto delle regole deve uscire con forza una volta per tutte. Troppe volte invece, anche in passato, c’è stata un’ambiguità di fondo per non rompere con le frange più estremiste della sinistra. E il messaggio conseguente che ne uscirebbe  è devastante: chi urla e chi usa l’illegalità ottiene corsie preferenziali.
Il secondo tema forte che scaturisce da quanto sta succedendo è il crescente disagio sociale dal punto di vista dell’emergenza abitativa. Questa non può essere risolta con un generico “servono più case”. E’ sicuramente vero che in Italia abbiamo investito poco sul tema edilizia pubblica rispetto ad altri paesi ma è anche vero che è necessario un cambio di approccio culturale rispetto a tutto il tema. Oggi nella maggioranza delle case popolari ci vivono le stesse famiglie, spesso figli e nipoti, di chi  aveva avuto la casa anni fa. Serve invece, di fronte a nuove emergenze sociali, che si strutturi un sistema che consideri la casa popolare non come proprietà per una vita intera, ma come una situazione provvisoria, di alcuni anni, da verificare caso per caso ma che deve portare ad un ricambio ciclico dell’utilizzo delle abitazioni per non sfavorire coloro che hanno bisogno e rischiano di rimanere per anni fuori dalle graduatorie. Solo così si potranno evitare ingiustizie palesi che una situazione statica di aiuto alle persone si porta dietro come conseguenza naturale.
Di fronte ad una crescente povertà, il rispetto delle regole di accesso nelle graduatorie e il relativo monitoraggio dovrà essere ancora più costante ed efficiente. In questo senso l’amministrazione comunale ha dato segnali importanti di rispetto delle regole, di accertamenti per evitare che “falsi poveri” usufruiscano delle case lasciando fuori molti veri poveri.
Ma per il rispetto della legalità e delle regole e per mettere in pratica questo approccio  culturale sull’accesso alla casa serve una massima compattezza della politica e delle associazioni che si occupano del tema, per provare ad esercitare delle politiche per la casa che lascino da parte la ricerca del consenso ma che siano tese ad assicurare la massima equità, trasparenza e giustizia. Vale la pena provarci.
 

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