La decisione del Tar di accogliere i ricorsi presentati dalla Bresso sulle presunte irregolarità di alcune liste che appoggiavano il governatore Cota, mi pare che rischi di portare a vivere l’ennesimo pasticcio all’italiana. Il Tar ha fatto, probabilmente, il proprio dovere secondo le norme: ma il problema in questo caso sarebbe tutto politico e del sistema su cui una democrazia si regge.
Se ci sono state, e questo sicuramente è successo, irregolarità nella presentazione delle liste, queste andavano sicuramente fermate: ma prima, non dopo le elezioni.
Dopo il regolare esercizio del voto, si possonoricontare le schede, ma solo se ci sono state delle irregolarità sull’espressione di voto. Questo non è avvenuto nel caso in oggetto ed è assurdo mettere in dubbio un’elezione, togliendo voti a quei cittadini che hanno espresso la preferenza per delle liste che chiaramente erano collegate al candidato presidente Roberto Cota.
Queste non dovevano trovarsi sulla scheda elettorale: ma se ci sono, come si fa ad annullare quei voti correttamente espressi dai cittadini? Vedremo quale decisioni saranno prese nei prossimi mesi, ma il criterio finora adottato credo che indebolirebbe la nostra democrazia. Ricordiamo tra l’altro quello che successe negli Stati Uniti nelle elezioni contestate del 2000 tra Bush e Al Gore, con il decisivo voto in Florida. In quel caso emersero forti irregolarità nel processo di voto ma, di fronte alla decisione della Corte Suprema di non ricontare i voti perché i tempi sarebbero stati troppo lunghi per la proclamazione, lo sconfitto Al Gore accettò quella decisione e, dal giorno dopo, la democrazia americana si mise in moto come nulla fosse accaduto.
Nel caso del Piemonte il risultato è chiarissimo e non può essere messo in dubbio per delle irregolarità commesse dai presentatori delle liste. Chi si è reso colpevole di chiare irregolarità andrà multato e perseguito a norma di legge. Si può anche pensare di revocare il seggio di consigliere regionale eletto in quelle liste, dandolo ad altre liste che appoggiavano lo stesso candidato presidente. Ma mettere in dubbio la vittoria di Cota e della sua maggioranza ricontando le schede (con una forzatura si vorrebbe rendere valido il voto solo se espresso al candidato presidente quando era possibile invece per l’elettore dare il voto solo alla lista che automaticamente andava anche al presidente collegato) oppure fare ripetere le elezioni sarebbero una ferita alla nostra democrazia. Evitatecela.
Luglio 21st, 2010 at 19:32
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Agosto 3rd, 2010 at 23:00
hai ragione, ma purtroppo, nonostante che anche l’on.le Casini non voglia capirlo, certamente per mera convenienza, la nostra Magistratura è legata a doppio filo alla sinistra e si cerca di ribaltare le cose secondo gli intgeressi della ainistra.
Unico presidio, la suprema carica,cioè il Presidente della Repubblica, speriamo che metta ordine in nquesta confgudsiione dei ruoli.