Il Blog di Carlo lazzeroni

Il caso Brancher e la miopia della politica


Giugno 29th, 2010 by Carlo Lazzeroni


vyca75icisca2a3nrkca8afbticaj8nuf1cam9jt2jcahn483tcaerpkywca3bsq20cad8bvasca7drfg7ca5co8qlca1ee80kcaa9lluuca3gsintca74oq7lca13qqeaca73bsu5cai1vqk5.jpgNon fosse una cosa seria, potremmo dire che siamo alle comiche finali, o meglio allo sbando più completo. Di fronte al crescente sentimento dell’antipolitica, spesso giustificato, il governo Berlusconi tocca il fondo.  Da un giorno all’altro si è inventato il ministero dell’attuazione del federalismo, qualcuno dice per arginare lo strapotere della Lega. Strano però, perché  il ministro individuato, Aldo Brancher, sottosegretario con delega alle Riforme, da anni è considerato l’uomo di Forza Italia e del PDL più vicino alla Lega.
Per giorni sembra di assistere ad un teatrino con Bossi e la Lega che si lamentano di questa operazione insieme a Tremonti e a molti uomini del PDL (e non solo i “soliti finiani”), che attaccano apertamente l’idea di questo nuovo ministero. Berlusconi però va avanti e qualche giorno fa Brancher diventa ministro; poi il “fattaccio”, quando a poche ore di distanza dal giuramento di fronte al presidente della Repubblica, il neo ministro dichiara di volersi avvalere del legittimo impedimento (Brancher è indagato per appropriazione indebita nel processo della Banca Antonveneta che si sta tenendo in questo periodo). E questo fa emergere con brutale e disarmante chiarezza il perché di questo nuovo ministero creato, è il caso di dirlo, ad personam. Meno male che il Presidente della Repubblica risponde in maniera perentoria al Ministro opponendosi a questa manovra perversa e costringendolo ad una sorta di marcia indietro.  Certo è che questa classe dirigente sembra sempre più chiusa in se stessa e incapace di riformarsi, arrivando così ben presto a decretarne la propria fine. Il punto è che di fronte a tale sfrontatezza si rischia anche di compromettere la credibilità della democrazia, della politica tutta, della separazione dei poteri. Credo che reagire con forza sia necessario e la richiesta della mozione di sfiducia nei confronti del ministro sia un atto dovuto. In uno Stato di diritto sarebbe il minimo.

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