Il Blog di Carlo lazzeroni

Aforismi e Pensieri


Giugno 15th, 2010 by admin


consiglio-comunale-pisa.jpgRESPINTA LA RICHIESTA DI CONFERIRE LA CITTADINANZA ONORARIA A GIUSEPPE ENGLARO

Giovedì scorso il Consiglio Comunale ha respinto (15 a favore, 18 contrari e 2 astenuti) la richiesta di conferire a Beppino Englaro la cittadinanza onoraria di Pisa. Sul tema mi ero già espresso (vedi il post sull’argomento)  e fa piacere che il lavoro e le argomentazioni portate avanti da partiti politici dell’opposizione (Popolo della Libertà e Unione di Centro) e dai loro rispettivi consiglieri comunali, da associazioni e da tanti cittadini pisani, abbiano trovato forza e siano stati condivisi anche da alcuni consiglieri della maggioranza che, andando oltre mere logiche di appartenenza, hanno permesso di ottenere un risultato insperato e storico per la nostra città. Hanno votato a favore i consiglieri di Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista, Partito Socialista e gran parte del Partito Democratico, (con la presidente del Consiglio comunale, Titina Maccioni).
Hanno votato contro il Popolo della Libertà, l’Unione di Centro, 4 consiglieri del Pd (Del Torto, Passarelli, Mazzeo e Bongiovanni) e 2 consiglieri della lista civica Per Pisa (Gorreri e Ventura).
2 gli astenuti (Cammilli e De Neri del Pd).

padovese-1.jpgRICORDANDO UN NUOVO MARTIRE CRISTIANO

“Fratelli carissimi, il Signore Nostro vi doni la pace. Prego perché questa sua pace sia sempre con voi. Il compito di un vescovo non é solo quello di interessarsi delle persone che gli sono state affidate, istruirle e guidarle, ma anche e soprattutto pregare per loro. So bene come sta diminuendo il numero della comunità cristiana in Anatolia, vedo bene le sue necessità e sono consapevole del bisogno della preghiera reciproca. Sono quasi tre anni che la bontà del Signore mi ha mandato tra voi. Non posso certo dire che sono stati anni facili. Molti problemi e preoccupazioni hanno cacciato la mia tranquillità e anch’io come Pietro in mezzo al mare ho gridato al Signore: “Aiutami sto affogando”. Ma nello stesso tempo devo dire che ringrazio il Signore per essere stato con voi e per essere stato un pezzo della nostra Chiesa in Anatolia. Le difficoltà che ho vissuto forse dimostrano veramente quanto ho amato o no questa comunità.
Vi invito a leggere le lettere di san Paolo e sia lui sempre la guida delle Chiese in Anatolia da lui fondate e interceda presso Dio perché come Lui possiamo testimoniare il Vangelo”.
Mons. Luigi Padovese - Lettera Pastorale di due anni fa

padovese.jpgSCELTA GIUSTA

“Una giovane sposa in stato interessante fu un giorno ricoverata in ospedale per un attacco di appendicite: i medici dovettero applicarle del ghiaccio sullo stomaco e, alla fine di questi trattamenti, le consigliarono di abortire il bambino: a loro parere si trattava della miglior soluzione, perché il bambino sarebbe nato con qualche disabilità.
Ma la giovane e coraggiosa sposa decise di non interrompere la gravidanza e il bambino nacque. Quella signora era mia madre, e il bambino ero io. Sarò di parte ma credo di poter dire che quella scelta sia stata la scelta giusta. Spero che possa essere di incoraggiamento per tante madri che si trovino in situazioni difficili ma vogliano salvare la vita del loro bambino”.
Andrea Bocelli al pianoforte durante un concerto


gaber-e-luperini.jpgUNA NUOVA COSCIENZA

Io come uomo
io vedo il mondo
come un deserto di antiche rovine.
Io vedo un uomo
che tocca il fondo
ma forse al peggio non c’è mai una fine.
Nel frattempo la vita non si arrende
e la gente si dà un gran da fare
tanti impegni tante storie
con l’inutile idea di colmare
la mancanza
di una nuova coscienza
di una vera coscienza.

È come se dovessimo riempire un vuoto profondo. E allora ci mettiamo dentro: rimasugli di cattolicesimo, pezzetti di sociale, brandelli di antichi ideali, un po’ di antirazzismo, e qualche alberello qua e là.

La decadenza
che viviamo
è un malessere
che ci prende pian piano.
È una specie di assenza
che prevede una sosta obbligata
è la vita che medita
ma si è come assopita.
Siamo vivi
malgrado la nostra apparenza
come uomini al minimo storico di coscienza.

È come se la vecchia morale non ci bastasse più. In compenso se ne sta diffondendo una nuova che consiste nel prendere in considerazione più che altro i doveri degli altri… verso di noi. Sembrerà strano ma sta diventando fortemente morale tutto ciò che ci conviene.
Praticamente un affare.

La decadenza
che subiamo
è uno scivolo
che va giù piano piano.
È una nuova esperienza
che ti toglie qualsiasi entusiasmo
e alla lunga modifica il tuo metabolismo.

Siam lì fermi malgrado la grave emergenza
come uomini al minimo storico di coscienza.

E pensare che basterebbe pochissimo. Basterebbe spostare a stacco la nostra angolazione visiva. Guardare le cose come fosse la prima volta. Lasciare fuori campo tutto il conformismo di cui è permeata la nostra esistenza. Dubitare delle risposte già pronte. Dubitare dei nostri pensieri fermi, sicuri, inamovibili. Dubitare delle nostre convinzioni presuntuose e saccenti. Basterebbe smettere di sentirsi sempre delle brave persone. Smettere di sentirsi vittime delle madri, dei padri, dei figli. Smascherare, smascherare tutto: smascherare l’amore, il riso, il pianto, il cuore, il cervello. Smascherare la nostra falsa coscienza individuale.
Subito. Qui e ora.
Sì, basterebbe pochissimo. Non è poi così difficile. Basterebbe smettere di piagnucolare, criticare, fare il tifo e leggere i giornali. Essere certi solo di ciò che noi viviamo direttamente. Rendersi conto che anche l’uomo più mediocre può diventare geniale se guarda il mondo con i suoi occhi. Basterebbe smascherare qualsiasi falsa partecipazione. Smettere di credere che l’unico obiettivo sia il miglioramento delle nostre condizioni economiche perché la vera posta in gioco… è la nostra vita. Basterebbe smettere di sentirsi vittime del denaro, del lavoro, del destino e persino del potere, perché anche i cattivi governi sono la conseguenza naturale della stupidità degli uomini. Basterebbe rifiutare, rifiutare la libertà di calpestare gli altri, ma anche la finta uguaglianza. Smascherare la nostra bontà isterica. Smascherare la nostra falsa coscienza sociale.
Subito. Qui e ora.
Basterebbe pochissimo. Basterebbe capire che un uomo non può essere veramente vitale se non si sente parte di qualcosa. Basterebbe abbandonare il nostro smisurato bisogno di affermazione, abbandonare anche il nostro appassionato pessimismo e trovare finalmente l’audacia di frequentare il futuro con gioia.
Perché la spinta utopistica non è mai accorata o piangente. La spinta utopistica non ha memoria e non si cura di dolorose attese.
La spinta utopistica è subito. Qui e ora.

Io come uomo
io vedo il mondo
come un deserto di antiche rovine.
Io vedo un uomo
che tocca il fondo
ma forse al peggio non c’è mai una fine.
Perché non c’è nessuno che dia un senso
alle cose più semplici e vere
alla vita di ogni giorno
all’urgenza di un uomo migliore.

Io vedo un uomo
solo e smarrito
come accecato da false paure.
Ma la vita non muore
per le bombe
per la plastica o le acque del mare
e le ansie un po’ inventate
son pretesti per non affrontare
la mancanza di una vera coscienza
che è la sola ragione
della fine di qualsiasi civiltà.

Giorgio Gaber / Sandro Luporini

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