Lunedì è stata una giornata molto triste per coloro che sperano nel processo di pace in Medio Oriente. Molto triste, innanzitutto, perchè in un blitz evitabile, compiuto in acque internazionali, sono rimaste uccise delle persone e perchè la democrazia israeliana conseguentemente si trova ancora più isolata. L’ho difesa spesso in passato nelle proprie azioni, anche in quelle ”forti”, per due ragioni principali: in nome della salvaguardia della sua sicurezza e per il fatto che è uno Stato che nasce per dare una patria a coloro che avevano subito un’immane tragedia per colpe “nostre”. Da lunedì però è la democrazia israeliana e i suoi amici sono più deboli così come, nel fronte opposto, chi cerca la via della convivenza pacifica tra due popoli e due Stati e non la sua cancellazione.
E per poter giustificare un’azione scellerata come quella vista lunedì non basta dire che le navi di “pacifisti” avevano collusioni con Hamas e non erano composte solo di autentici pacifisti (che sono in generale una rarità) e che molto probabilmente insieme a cibo e viveri portavano anche armi. Come dice Bernard-Henri Levy nell’articolo che allego sotto “schierarsi con lo Stato degli ebrei implica il dovere di criticarne gli errori”. E anche per questo, credo che il governo italiano, da amico di Israele, poteva astenersi, invece di votare contro, nella mozione approvata dall’Onu che chiedeva una commissione d’inchiesta internazionale: del resto l’azione spropositata è avvenuta in acque internazionali…
LA PAURA DI ESSERE SOLO AL MONDO. E’ QUESTO LO SBAGLIO DEL MIO AMICO ISRAEL - di B.H. Levy
Giugno 9th, 2010 at 09:47
Israele è uno stato pienamente democratico, le cui istituzioni sono perfettamente in grado di istruire un’inchiesta seria sui fatti, indubbiamente tristi e forse evitabili.
Ma l’integralismo di Gaza non è certo colpa di Israele, o forse sì, nel senso che avrebbero dovuto proseguire l’occupazione. In ogni caso, la maggiore minaccia per le nostre società è costituita dall’avanzata dell’Islam e questa va fermata a tutti i costi. Altro che Turchia nell’Unione Europea!!!
Giugno 9th, 2010 at 09:47
A mio sommesso parere il blitz contro la “flottiglia umanitaria” è da interpretarsi proprio come segno della situazione di isolamento, psicologico oltre che politico, avvertito dagli israeliani. Peraltro tale atto ha sortito effetti senza dubbio negativi nei confronti di Israele e della sua politica, rischiando di compromettere il fronte degli Stati ad esso amici o comunque favorevoli alla sua esistenza per mezzo di una giusta composizione della questione israelo-palestinese, oltre che ad innescare pericolosi meccanismi nel delicatissimo equilibrio di quella regione.
Condivido anche l’opinione dell’opportunità di una astensione dell’Italia in merito alla mozione dell’ONU per l’istituzione di una commissione internazionale.
L’azione compiuta dagli Israeliani ha comunque un evidente significato: richiama fortemente la necessità di dare nuovo e veramente efficace impulso al processo di pace tra Israeliani e palestinesi, in quanto soltanto una pace equa tra le parti che salvaguardi i reciproci diritti può garantire una durevole stabilità di quell’area geo-politica.
Stabilità di cui peraltro gioverebbe ovviamente in primis l’Unione Europea, cui pertanto spetterebbe di fare il massimo sforzo per il raggiungimento di questo fondamentale obiettivo nel più breve tempo possibile.