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In questi giorni tramite un consigliere comunale del Partito socialista, Giuliano Bani, alcune associazioni (come quello dell’unione degli atei e degli agnostici razionalisti, la Consulta di Bioetica di Pisa - vicina ai radicali - e la cellula Coscioni di Pisa) stanno spingendo il consiglio comunale della nostra città, tra l’altro la prima in Toscana che ha istituito il registro del testamento biologico, a conferire a Beppino Englaro la cittadinanza onoraria. Sul filo del ragionamento che feci qualche mese fa nel post Testamento biologico e i “primati di Pisa”, gli amministratori della nostra città, invece di provare a risolvere i tanti problemi che la affliggono, non perdono occasione per ideologizzare e dividere l’opinione dei cittadini su temi come quello del fine vita, sicuramente fondamentali, ma di scarsa competenza comunale e che appunto tendono fortemente a dividere l’opinione pubblica. Il tema della cittadinanza onoraria poi è veramente paradossale perchè dovrebbe riguardare qualcuno che ha fatto qualcosa di importante per la città oppure, se è un personaggio a questa esterno, che rappresenti valori talmente forti e condivisi per cui può avere un senso la cittadinanza onoraria. In questo senso quella a Saviano o al Dalai Lama una logica ce l’avevano; Beppino Englaro invece non ce l’ha affatto e lo dico con tutto il rispetto umano per la vicenda che ha toccato così da vicino la sua famiglia. Ora bisogna capire se i movimenti messi in campo nei giorni scorsi, sono tendenzialmente mosse pre-elettorali per unire verso il partito democratico le frange piu’ “radicaleggianti” oppure se c’è una ferma volontà politica sulla scia del consiglio comunale di Firenze, che nonostante i dubbi del sindaco Renzi, ha concesso qualche mese fa la cittadinanza onoraria ad Englaro. Vedremo, anche se non credo, purtroppo che ci saranno nel Partito democratico pisano grossi distinguo. Spero naturalmente di sbagliarmi, ma se è vero quanto scrive oggi il quotidiano Liberal, 25_03_liberal_07.pdf, sembra che dietro a tutto questo movimento ci sia la volontà del Sindaco Marco Filippeschi. Per il momento, ben ha fatto il consigliere regionale e comunale dell’Unione di Centro, Luca Titoni, a contestare oltre i contenuti della mozione proposta, a chiedere ampie convergenze numeriche e regole chiare (non esiste un regolamento che disciplini che maggioranza serva per dare la cittadinanza onoraria) prima di portare in aula la richiesta di conferimento dell’onoreficienza. Il rammarico è che il Partito Democratico e il suo Sindaco, Marco Filippeschi, dopo aver detto di voler essere il sindaco di tutta la comunità e aver avviato alcune strade coraggiose per provare a migliorare la città (ad esempio per combattere l’abusivismo e l’illegalità) su temi come quello in oggetto sposi le tesi più laiciste e lontane dal sentire comune di molti pisani. Ancora siamo in tempo, speriamo ci ripensino… Posted in 3 CommentiScrivi un commento
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Marzo 31st, 2010 at 11:07
E bravo Carlo. Hai fatto con chiarezza il punto di una realtà che ben pochi purtroppo sanno. Sì, speriamo ci ripensino!!!
Per conto mio, perché la gente sappia, ho messo questa pagina sul mio profilo di fb…
Marzo 31st, 2010 at 14:03
Sul sito http://www.udc-pisa.it/ ci sono anche due documenti del 25/03 (attualmente nel riquadro giallo in fondo alla pagina), de La Nazione ed Il Tirreno, in cui l’UDC mostra il suo chiaro disappunto sulle motivazioni e sul metodo
Giugno 15th, 2010 at 15:28
[…] di conferire a Beppino Englaro la cittadinanza onoraria di Pisa. Sul tema mi ero già espresso (vedi il post sull’argomento) e fa piacere che il lavoro e le argomentazioni portate avanti da partiti politici […]