Il Blog di Carlo lazzeroni

Aforismi e Pensieri


Maggio 28th, 2010 by admin


Crisi / Vittime

grecia.jpgTre giovani greci che lavoravano in banca sono rimasti uccisi dalla violenza ceca di alcuni pseudo-manifestanti che non volevano uccidere ma per cui era normale dare fuoco a delle banche.
Ricordiamo Paraskeui Zoulia, 35 anni, Aggeliki Papathanasopoulou, 32 anni e Epameinondas Tsakalis, 36 anni, vittime di questa follia.

Crisi / Sacrifici e Bugie tremonti-e-berlsuconi.jpg

Ma non c’era qualcuno che c’ha ripetuto fino alla noia che tutto andava bene e che la crisi era solo un’invenzione dei disfattisti dell’opposizione?

Crisi / Auto bluauto-blu.jpg

Un po’ di numeri in giro sulle auto blu:Stati Uniti: 72 mila auto blu.
Francia: 61 mila auto blu
Regno Unito: 55 mila auto blu
Germania: 54 mila auto blu

E In Italia? Si parla di oltre 600 mila

Ma si sa che in Italia più che il potere conta la sua ostentazione e l’italiano all’ostentazione del potere non ci rinuncia.
intercettazioni-bis.jpgINTERCETTAZIONI

Invece di rischiare di limitare la libertà di stampa non sarebbe molto più semplice iniziare a colpire duramente il capo della procura da dove tali notizie escono?

CARATTERE

indro-montanelli.jpgSe qualcuno ti fa fuori dicendo che hai un brutto carattere, ti devi consolare. In realtà vuol dire solo che hai carattere.

Attribuita a Indro Montanelli

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Via Marsala: garantire legalità e costruire un nuovo patto sociale


Maggio 25th, 2010 by Carlo Lazzeroni


prendo-casa.jpgIl clima di tensione che si sta verificando in questi giorni dopo l’occupazione dell’immobile di Via Marsala ci deve portare ad una serie di riflessione sul disagio abitativo nella nostra città e sul rispetto delle regole della convivenza civile, usando anche un linguaggio della verità. La prima considerazione è quella di ribadire con forza il rifiuto della minaccia fisica e della violenza e per questo è doveroso esprimere la massima solidarietà alla Giunta e personalmente al Sindaco per quanto accaduto nei giorni scorsi.
La prima parola d’ordine che deve scaturire da quanto successo in questi giorni è quindi legalità. Al contrario, a Pisa alcune associazioni hanno l’abitudine di usare il metodo dell’occupazione di alloggi di proprietà privata o addirittura pubblica (perciò di tutti
noi) per poi trattare con il Comune rivendicando diritti inesistenti.
Succede, oggi come nel passato, nell’universo giovanile ed associazionistico (il caso Rebeldia è l’ultimo caso) e lo stesso sta accadendo in maniera pericolosa per gli alloggi, utilizzando in questo caso anche il disagio sociale vissuto da famiglie con minori. Ma questo sistema di illegalità va respinto con forza e l’amministrazione comunale deve una volta per tutte andare avanti sulla strada della legalità per il rispetto dovuto alle moltissime famiglie in disagio che non pensano neanche lontanamente ad usare metodi illegali e violenti.
E’ normale che in queste ore il Comune abbia provato a trovare mediazioni per limitare il disagio sociale e garantire l’ordine pubblico, ma il segnale di rispetto delle regole deve uscire con forza una volta per tutte. Troppe volte invece, anche in passato, c’è stata un’ambiguità di fondo per non rompere con le frange più estremiste della sinistra. E il messaggio conseguente che ne uscirebbe  è devastante: chi urla e chi usa l’illegalità ottiene corsie preferenziali.
Il secondo tema forte che scaturisce da quanto sta succedendo è il crescente disagio sociale dal punto di vista dell’emergenza abitativa. Questa non può essere risolta con un generico “servono più case”. E’ sicuramente vero che in Italia abbiamo investito poco sul tema edilizia pubblica rispetto ad altri paesi ma è anche vero che è necessario un cambio di approccio culturale rispetto a tutto il tema. Oggi nella maggioranza delle case popolari ci vivono le stesse famiglie, spesso figli e nipoti, di chi  aveva avuto la casa anni fa. Serve invece, di fronte a nuove emergenze sociali, che si strutturi un sistema che consideri la casa popolare non come proprietà per una vita intera, ma come una situazione provvisoria, di alcuni anni, da verificare caso per caso ma che deve portare ad un ricambio ciclico dell’utilizzo delle abitazioni per non sfavorire coloro che hanno bisogno e rischiano di rimanere per anni fuori dalle graduatorie. Solo così si potranno evitare ingiustizie palesi che una situazione statica di aiuto alle persone si porta dietro come conseguenza naturale.
Di fronte ad una crescente povertà, il rispetto delle regole di accesso nelle graduatorie e il relativo monitoraggio dovrà essere ancora più costante ed efficiente. In questo senso l’amministrazione comunale ha dato segnali importanti di rispetto delle regole, di accertamenti per evitare che “falsi poveri” usufruiscano delle case lasciando fuori molti veri poveri.
Ma per il rispetto della legalità e delle regole e per mettere in pratica questo approccio  culturale sull’accesso alla casa serve una massima compattezza della politica e delle associazioni che si occupano del tema, per provare ad esercitare delle politiche per la casa che lascino da parte la ricerca del consenso ma che siano tese ad assicurare la massima equità, trasparenza e giustizia. Vale la pena provarci.
 

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Verso il partito della Nazione


Maggio 19th, 2010 by Carlo Lazzeroni


casini.jpgDa Giovedì a Sabato si terrà a Todi il seminario organizzato dalla fondazione Liberal “Verso il partito della Nazione”. Gli On. Casini e Cesa nei giorni scorsi hanno lanciato segnali importanti, con lo scioglimento degli organi nazionali del partito dell’UDC, di voler veramente dare il via alla costruzione di un nuovo soggetto politico.
Io sarò a Todi con entusiasmo, sperando che questo sia rinforzato dall’assistere ad un’analisi seria sulla situazione storico-politica che il nostro paese sta vivendo e dalla progettazione di un altrettanto serio  percorso futuro da intraprendere come partito politico.
Da tempo, lo dico da giovane dirigente politico prima del CCD e poi dell’UDC, speravo di poter assistere alla costruzione di un partito che superasse pienamente quelli post-democristiani nati nell’epoca bipolare.
Ora l’Unione di Centro, forte della scelta della corsa solitaria alle elezioni del 2008 e confermata poi nelle tornate elettorali successive, si trova veramente ad un bivio. O fare alleanze con uno dei due schieramenti, oppure stare da solo al centro costruendo però un contenitore ben più ampio di quanto possa rappresentare il partito di Casini. O almeno provare a costruirlo, per dare una casa politica ai tanti elettori delusi dal sistema politico italiano attuale.
Per fare questo sarà importante costruire un percorso aperto per alcuni mesi che possa fare sentire parte di questo progetto anche leader politici, cittadini, forze sociali ed associative che ora appartengono o sono vicine ad altre forze o schieramenti politici. Ci vorrà coraggio ma certo è che il cosiddetto Partito della Nazione avrà veramente successo se, oltre a Casini e all’UDC, ci saranno fin da subito molti altri che stanno soffrendo questo bipolarismo.
Tutto questo per costruire un partito che mette al centro i valori, quelli ispirati dalla dottrina sociale della Chiesa, ma aperto a tutti i laici che ne condividano quelli fondamentali.
Un partito che potrebbe essere definito “conservatore” nei valori, ma profondamente riformatore dal punto di vista istituzionale ed economico, per riuscire a fare le riforme di cui il nostro paese ha da anni bisogno e che la crisi di questo periodo accentuerà ulteriormente.
Un grande partito che metta insieme uomini e donne con storie diverse ma non culturalmente incompatibili come hanno fatto invece negli ultimi anni il Pd e il Pdl.
Un partito che riesca, veramente e oltre i proclami, ad essere molto più democratico di quelli che esistono nella seconda repubblica, UDC compreso: che faccia emergere la propria classe dirigente e il proprio leader politico attraverso la meritocrazia e la democrazia interna.
Speriamo che a Todi venga veramente impressa un’accelerata e poi, partendo dal basso, tutti potremo contribuire a costruirlo.

- La relazione introduttiva dell’On. Ferdinando Adornato - Presidente Fondazione Liberal

- L’intervento dell’On. Lorenzo Cesa - Segretario UDC

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Pisa e l’assenza di politiche per il turismo


Maggio 16th, 2010 by Carlo Lazzeroni


turismo-a-pisa.jpgI turisti che anche in questo periodo stanno arrivando nella nostra città confermano come questa rimanga una tappa obbligatoria per migliaia di persone provenienti da tutto il mondo. Tutto questo nonostante che l’amministrazione non riesca a mettere in piedi interventi adeguati per migliorare l’accoglienza di coloro che scelgono Pisa per qualche ora della giornata o per qualche giorno.
Da anni si parla di grandi progetti che dovrebbero migliorare il volto di Pisa anche da questo punto di vista; progetti che però tardano ad essere avviati e nel frattempo i turisti si trovano ad arrivare in una città che pare rassegnata a “tirare a campare” e a vivere di rendita, grazie alla presenza della piazza più bella del mondo ed ad una situazione geografica e logistica favorevole.
Più volte è stato raccontato cosa si trovano a vivere coloro che arrivano in pullman o con i propri mezzi al parcheggio scambiatore di Via Pietrasantina: il primo biglietto da visita della città è un percorso pedonale abbastanza “desolante” e pieno di ostacoli che li dovrebbe portare alla Torre; si inizia con l’attraversamento del passaggio a livello tra via Rindi e via del Marmigliaio e poi di Via Contessa Matilde, attraversamento quest’ultimo che, nonostante il semaforo, rappresenta un’impresa non facile per i gruppi di turisti e possibile causa di intoppi per gli automobilisti che se li trovano davanti.
C’è, inoltre, l’assalto dei molti venditori abusivi e la vista dei molti chiostri che da anni non dovrebbero trovarsi più in quella piazza.
Girando in città un turista si trova poi in forte difficoltà per l’assenza di servizi igienici pubblici gratuiti o a piccola offerta, tranne quelli, non sempre aperti e mai segnalati, di sotto le logge dei Banchi.
E ancora, se un turista chiedesse ad un cittadino pisano dove trovare un ufficio informazioni credo che la maggioranza degli intervistati non saprebbe cosa rispondere. In realtà ne risultano quattro, gestiti dall’ente provinciale preposto, l’APT (agenzia pisana per il turismo): al Duomo,  all’Aeroporto, in Piazza Vittorio Emanuele II  e di fronte al Comune di Pisa.
Sarebbe importante un ufficio dentro o nei pressi della Stazione ferroviaria e, più in generale, un miglioramento delle strutture e, soprattutto, un’attività di marketing più appropriata per  una città che praticamente di turismo vive (distribuzione di piantine della città, supporto di personale qualificato magari con postazioni internet per prenotazioni istantanee nelle diverse strutture ricettive della città).
E’ vero che ormai prima di partire, molti prenotano tramite internet ma avere uno o più uffici di informazioni di un certo livello sarebbe il miglior biglietto da visita per coloro che si trovano ad arrivare nella nostra città.
E a proposito di prenotazioni tramite internet. Pochi giorni fa i sindaci di Pisa e Lucca, insieme alla società che gestisce l’aeroporto Galilei, hanno presentato alla stampa un progetto di coordinamento che punta ad offrire, nel periodo di bassa stagione, un pacchetto che incentivi la visita e la sosta sul territorio nelle due città, dei molti turisti che atterrano nello scalo pisano.
Tutto ciò dovrebbe avvenire attraverso il nuovo portale www.visitpisalucca.it che però al momento risulta vuoto. E’vero che il progetto è proiettato per il futuro, ma visto che è stato presentato in pompa magna, iniziare ad inserire in quel sito qualche politica di marketing o, se ancora non c’è, qualche piccola informazione turistica che già esiste nel web, non sarebbe affatto male.
Speriamo, Pisa ha le carte in regola per vincere le sfide che il mondo globalizzato offre da un punto di vista turistico. Gli amministratori e gli operatori preposti per lo sviluppo turistico potrebbero fare sicuramente qualcosa in più.

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Crisi internazionale: analisi e proposte per il cambiamento


Maggio 10th, 2010 by admin


crisi.jpgPubblico alcune riflessioni sulla crisi che da mesi sta investendo il mondo occidentale,  e che ci tocca sempre più da vicino.

la prima è l’articolo di Carlo Lottieri, uscito qualche giorno fa su Liberal intitolato:

Vi ricordate quando Grecia e Spagna erano dei modelli? 

L’altra sono le ricette indicate dal filosofo americano Michael Novak per uscire dalla crisi espresse nella sua relazione durante il convegno del Vaticano “Crisis in a Global Economy. Re-planning the Journey” e pubblicate nei giorni scorsi sempre su Liberal.

Tre passi oltre la crisi - di Michael Novak

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