







Tra un mese si svolgeranno le elezioni regionali in tredici delle venti regioni italiane.
In questo articolo mi soffermo un po’ ad analizzare candidature, alleanze e mi diverto un po’ ad “azzardare” pronostici.
Naturalmente il mio è uno sguardo da osservatore esterno e lontano fisicamente e quindi esprimo valutazioni di carattere più politico generale, che non hanno la presunzione di conoscere in maniera approfondita le diverse realtà locali coinvolte dal voto.
Per quanto riguarda le alleanze in campo, bisogna premettere che il sistema elettorale previsto, a turno unico, incentiva i partiti a preferire scelte di coalizione fin da subito, rispetto al doppio turno previsto per le elezioni comunali e provinciali. In quest’ottica l’Unione di Centro, l’unica forza politica sopravvissuta al bipolarismo imposto dal “Veltrusconi”, ha deciso di presentarsi agli elettori in maniera diversificata, andando da sola nella maggioranza delle Regioni, oppure presentandosi alleata con il centro-sinistra e in altre con il centro-destra.
L’obiettivo dichiarato da tempo dall’Unione di Centro è quello di combattere e fare saltare questo bipolarismo incentrato da una parte sull’asse Berlusconi-Lega e l’altro schiacciato sulle posizioni di demagogia e opportunismo dettate da Di Pietro e i laicisti alla Radicale. Questo bipolarismo non pare, a distanza di anni, aver portato le necessarie riforme di cui questo Paese ha bisogno. Per questo scegliere un’alleanza organica con uno dei due poli in tutte le Regioni sarebbe stato secondo me un errore e anche poco coerente con il disegno e il percorso intrapreso con le elezioni politiche di due anni fa.
A questo punto le scelte elettorali potevano essere due: andare da soli in tutte le Regioni o fare, come viene detto, accordi a macchia di leopardo: quest’ultima opzione può essere compresa da un punto di vista politico perché rende l’Unione di Centro molto più influente, sia oggi in questa campagna elettorale, che domani nelle scelte di governo laddove l’Unione di Centro si troverà ad amministrare nei governi regionali. Credo che una scelta solitaria sarebbe stata più indicata, dandoci molti elettori in più (però naturalmente diversi assessori e consiglieri in meno), riconosciuto una coerenza maggiore da parte di tutti e mani più libere per costruire nei prossimi mesi un nuovo partito “della Nazione”, capace di aggregare tutti coloro che non sopportano più la politica del berlusconismo e dell’antiberlusconismo e, da posizioni centriste e riformatrici, e offrire al Paese una forza responsabile che, con profondo senso dello Stato, lo provi a modernizzare.
Vedremo cosa accadrà dopo le regionali, intanto vediamo regione per regione cosa ci aspetta ad un mese di distanza dalle elezioni…
P.s.: questo testo è stato preparato prima del caos della presentazione delle liste, emerso in questi giorni. Lo lascio così come era visto che ancora la vicenda non si è conclusa.
Vediamo in ogni Regione i principali candidati in gara e le principali relative liste in appoggio:
PIEMONTE:
Mercedes Bresso (Presidente uscente) (Partito Democratico)
Liste di appoggio: Partito Democratico, Unione di Centro, Italia dei Valori, Sinistra, ecologia e libertà, Lista Pannella-Bonino.
Roberto Cota (Lega Nord)
Liste di appoggio: Popolo della Libertà, Lega Nord, La Destra, Nuovo PSI.
In Piemonte ci troviamo di fronte ad un vero e proprio testa a testa tra i due candidati che credo si deciderà soltanto sul filo di lana. Di fronte alla governatrice uscente Mercedes Bresso, spirito libero del PCI prima e del Partito Democratico poi, con un passato in gioventù di vicinanza all’area liberale-repubblicana e ambientalista, Berlusconi dà alla Lega la candidatura di centro-destra, presentando Roberto Cota.
L’Unione di Centro all’opposizione della Bresso in Regione fino ad oggi, come argine anti-Lega chiede prima al centro-sinistra discontinuità attraverso una candidatura diversa (ad esempio il sindaco di Torino Chiamparino), poi di fronte alle resistenze del centro-sinistra accetta di fare un accordo con la Bresso.
Credo che l’Unione di Centro, insieme all’API di Rutelli che in Piemonte ha esponenti di primo piano, avrebbe fatto meglio a presentare una candidatura autonoma che potesse raccogliere i molti moderati del centro-destra contrari alle deriva leghista e i cattolici democratici del Partito democratico. Avrebbe vinto Cota, ma sicuramente non poteva essere colpevolizzata della sconfitta, vista la propria disponibilità, con una candidatura diversa dalla Bresso, a provare bloccare un leghista a capo del Piemonte.
Pronostico: In base alle liste di appoggio il centro-destra sembra favorito ma credo che alla fine sul filo di lana Mercedes Bresso la spunterà.
LOMBARDIA:
Roberto Formigoni (Presidente uscente) (Popolo della Libertà)
Liste di appoggio: Popolo della Libertà, Lega Nord, La Destra
Filippo Penati (Partito Democratico)
Liste di appoggio: Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra ecologia e libertà
Savino Pezzotta (Unione di Centro)
Liste di appoggio: Unione di Centro
Vittorio Agnoletto (indipendente)
Liste di appoggio: Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani
La regione più ricca d’Italia è stata per parecchi mesi oggetto di contesa tra ex forzisti e leghisti. Alla fine Roberto Formigoni, dal 1995 presidente della Giunta Regionale, l’ha spuntata e si avvia a diventare presidente della Lombardia per la quarta volta. La sfida impossibile tocca a Filippo Penati, già presidente della Provincia di Milano. Qui l’Unione di Centro, in lotta con la Lega in tutto il Nord, si trova a dover andare da sola nonostante il candidato Roberto Formigoni ne rappresenti una posizione politico-culturale molto simile. Lo fa con un’autorevole e forte candidatura, quella di Savino Pezzotta, già segretario cisl, e oggi presidente della costituente di Centro.
Pronostico: scontata la nuova vittoria di Re Formigoni, sarà interessante vedere la sfida Popolo della Libertà – Lega per capire anche quanto la politica del “governatore” del futuro sarà condizionata dall’alleato leghista.
VENETO:
Luca Zaia (Lega Nord)
Liste di appoggio: Popolo della Libertà, Lega Nord
Giuseppe Bortolussi (indipendente)
Liste di appoggio: Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra, ecologia e libertà/Psi, Federazione della Sinistra, Lista Pannella-Bonino, Liga Veneto.
Antonio De Poli (Unione di Centro)
Liste di appoggio: Unione di Centro
La Lega conquista una regione strategica con la candidatura del ministro all’agricoltura Luca Zaia che costringe alla resa il governatore uscente forzista Giancarlo Galan. Quest’ultimo che non si era inizialmente piegato alla resa berlusconiana alla Lega, poteva essere l’unico in grado di contrastare Zaia, perché oltre una propria lista avrebbe avuto l’appoggio dei moderati del Pdl, dell’UDC e di una parte del Pd. Sfumata questa opzione, per decisione di Galan, il centro-sinistra punta comunque su un moderato come l’assessore comunale di Venezia Giuseppe Bortolussi, già presidente dell’Mcgia di Mestre, conosciuto per le battaglie storiche anti-tasse alle imprese. L’Unione di Centro, che aveva corteggiato a lungo Giancarlo Galan, fa corsa solitaria con il leader veneto del partito ed ex assessore regionale Antonio De Poli che incassa l’appoggio anche dell’alleanza per l’Italia di Rutelli e dell’Unione Nord est.
Pronostico: scontato, con vincitore Zaia senza particolari problemi.
LIGURIA:
Claudio Burlando (Presidente uscente) (Partito Democratico)
Liste di appoggio: Partito Democratico, Unione di Centro, Italia dei Valori, Sinistra ecologia e libertà, Federazione della Sinistra.
Sandro Biasotti (Popolo della Libertà)
Liste di appoggio: Popolo della libertà, Lista Biasotti, Lega Nord, Pensionati, Nuovo PSI
In Liguria si ripropone la sfida di cinque anni fa, quando Burlando riuscì a battere l’imprenditore prestato alla politica Sandro Biasotti che nel 2000 aveva sbancato in una regione come la Liguria, storicamente rossa. In forte crescita anche qui la Lega Nord che induce l’Unione di Centro a fare un accordo con quello che fino a pochi mesi fa era l’avversario, cioè Burlando, che avrà tra l’altro anche l’appoggio della sinistra più radicale. Insomma non mi pare ci fossero le condizioni per incassare l’appoggio centrista e anche in questo caso la corsa solitaria sarebbe stata più coerente con il percorso fatto in questi anni.
Pronostico: sfida all’ultimo voto, credo che Biasotti potrebbe alla fine avere la meglio.
EMILIA ROMAGNA
Vasco Errani (Presidente uscente) (Partito Democratico)
Liste di appoggio: Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra ecologia e libertà, federazione della sinistra.
Anna Maria Bernini (Popolo della Libertà)
Liste di appoggio: Popolo della Libertà, Lega Nord, La Destra
Gian Luca Galletti (Unione di Centro)
Liste di appoggio: Unione di Centro
A sfidare il presidente uscente Errani, che si avvia alla sua terza vittoria, il Pdl propone la deputata vicina a Gianfranco Fini, AnnaMaria Bernini. L’Unione di Centro va da sola con Gian Luca Galletti, già assessore di Bologna e leader regionale del partito. Nelle zone rosse è difficile creare le condizioni per l’alternativa, meglio andare perciò da soli anche se rimane il rammarico di non riuscire a trovare, al di là della bravura di Galletti in questo caso, candidature che vadano in maniera più netta oltre l’UDC.
Pronostico: scontato, vince Errani.
TOSCANA:
Enrico Rossi (Partito Democratico)
Liste di appoggio: Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra ecologia e libertà, Federazione della sinistra.
Monica Faenzi (Popolo della Libertà)
Liste di appoggio: Popolo della Libertà, Lega Nord
Francesco Bosi (Unione di Centro)
Liste di appoggio: Unione di Centro
Situazione molto simile alla precedente dove il centro-sinistra propone alla Presidenza il potente assessore alla Sanità Rossi e Berlusconi un po’ a sorpresa, sceglie di contrapporgli una donna, l’On. Monica Faenzi, già sindaco di Castiglione della Pescaia. L’Unione di Centro corre da sola con Francesco Bosi anche perché qui c’è stato un secondo accordo Pdl e Pd pochi mesi fa sul sistema elettorale che conferma l’assenza delle preferenze (richieste a gran voce proprio dall’UDC) e crea uno sbarramento proprio in ottica anti – UDC. Il rammarico più grosso per l’Unione di Centro è, soprattutto dove corre da sola come in Toscana, non essere riuscita a creare una lista che aggregasse di più altre realtà centriste fuori dai poli.
Pronostico: anche qui Rossi facile.
UMBRIA:
Catiuscia Marini (Partito Democratico)
Liste di appoggio: Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra ecologia e libertà, Federazione della Sinistra
Fiammetta Modena (Popolo della Libertà)
Liste di appoggio: Popolo della Libertà, Lega Nord
Paola Binetti (Unione di Centro)
Liste di appoggio: Unione di Centro
Sfida tutta al femminile tra la Marini che ha vinto, un po’ a sorpresa, le primarie del Pd, Fiammetta Modena, capogruppo uscente del Pdl in consiglio regionale e Paola Binetti che, appena uscita dal Partito Democratico, accetta questa sfida per fare crescere il progetto centrista. L’Unione di Centro sceglie di andare da sola vista la volontà del Partito Democratico di privilegiare l’asse con la sinistra e viste le scelte di autosufficienza del Pdl; lo fa con una candidatura autorevole e più conosciuta a livello nazionale, rispetto alle altre due in lizza.
Pronostico: anche qui è abbastanza facile vince la Marini, nonostante il buon risultato accreditato alla Modena.
MARCHE:
Gian Mario Spacca (Presidente uscente) (Partito Democratico)
Liste di appoggio: Partito Democratico, Italia dei Valori, Unione di Centro
Erminio Marinelli (Popolo della Libertà)
Liste di appoggio: Popolo della Libertà, Lega Nord, La Destra, Lista Civica
Massimo Rossi (Rifondazione Comunista)
Liste di appoggio: Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia e libertà
Nelle Marche c’è una novità politica importante perché il presidente uscente Gian Mario Spacca, cattolico del partito democratico, rompe con la sinistra per ottenere l’appoggio dell’Unione di Centro. Il candidato del Popolo della Libertà è invece Erminio Marinelli ed in questo caso la sinistra più radicale si compatta candidando Massimo Rossi, già presidente della Provincia di Ascoli Piceno.
Pronostico: risultato non scontato, con Gian Mario Spacca vincente.
LAZIO: Emma Bonino (Partito Radicale)
Liste di appoggio: Partito Radicale-Lista Emma Bonino, Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra ecologia e libertà, Federazione della Sinistra.
Renata Polverini (Popolo della Libertà)
Liste di appoggio: Popolo della Libertà, Unione di Centro, La Destra, Lista Polverini.
E’ la sfida più affascinante perché mette in campo due donne di qualità e carisma che pescano sicuramente voti al di là dei propri schieramenti. La Bonino, dopo il caso Marrazzo, è stata una scelta “subita” dal Partito Democratico, ma per la sua caratura politica è sicuramente adatta per ribaltare una situazione data assolutamente per persa fino a pochi mesi fa. Anche la Polverini è un personaggio stimato, non organico nel PDL, espressione di un “nuovo centro-destra possibile”. L’Unione di Centro l’ha appoggiata con convinzione per le sue posizioni sociali e di attenzione alla tutela della vita e anche come argine contro la candidature radicale. E’ un appoggio che ci sta tutto anche se in una visione politica centrista non avrei visto male un’altra candidatura al femminile: ci poteva essere quella più cattolico-democratica della Paola Binetti, candidata invece in Umbria, o quella più liberal-democratica della Linda Lanzillotta, già ministro del centro-sinistra e oggi tra le fondatrici del movimento di Rutelli.
Pronostico: come liste il centro-destra è davanti, ma credo che il testa a testa che si profila potrebbe alla fine portare una candidata come Emma Bonino a vincere
CAMPANIA:
Vincenzo De Luca (Partito Democratico)
Liste di appoggio: Partito Democratico, Italia dei valori, Verdi, Socialisti, Sinistra ecologia e libertà, Alleanza per l’Italia, Radicali
Stefano Caldoro (Popolo della Libertà)
Liste di appoggio: Popolo della Libertà, Unione di Centro
Paolo Ferrero (Rifondazione comunista)
Liste di appoggio: Federazione della sinistra
In Campania dopo gli scandali della giunta Bassolino, il centro-sinistra prova a recuperare terreno candidando Vincenzo De Luca, sindaco “sceriffo” di Salerno e personaggio spesso non allineato al partito democratico; il centro-destra, dopo le accuse al discusso candidato in pectore Cosentino, decide la candidatura del socialista berlusconiano Stefano Caldoro. L’Unione di Centro appoggia quest’ultimo, credo più per l’opposizione portata avanti contro il sistema di potere del centro-sinistra di questi anni che per reali convinzioni di appoggio a Caldoro e al centro-destra. Forse anche in questo caso andare da soli poteva rappresentare la soluzione migliore, magari trovando una sintesi con l’API di Rutelli che invece appoggia De Luca. La candidatura di De Luca provoca mal di pancia a sinistra, e in parte anche agli uomini di Di Pietro, che decide di presentare candidato il segretario dei comunisti Paolo Ferrero.
Pronostico: De Luca sembra in leggera rimonta ma credo che Caldoro diventerà il presidente del dopo Bassolino.
BASILICATA:
Vito De Filippo (Presidente uscente) Partito Democratico)
Liste di appoggio: Partito Democratico, Italia dei Valori, Unione di Centro, Sinistra ecologia e libertà, Federazione della sinistra, Partito Socialista, Alleanza per l’Italia
Nicola Pagliuca (Popolo della libertà)
Liste di appoggio: Popolo della libertà, MPA, lista civica
Magdi Cristiano Allam (Io amo la lucania)
Lista di appoggio: Io amo la lucania
Vito De Filippo, presidente uscente costruisce una coalizione molto ampia che dall’estrema sinistra arriva al centro ottenendo l’appoggio dell’Alleanza per l’Italia di Rutelli e dell’Unione di Centro, fino ad oggi all’opposizione. Lo sfidante del Popolo della Libertà è Pagliuca ma la novità un po’a sorpresa è la candidatura di Magdi Cristiano Allam. Da pochi mesi eletto eurodeputato nelle file dell’Unione di Centro, come indipendente avendo già precedentemente fondato un movimento politico, Magdi si candida in Basilicata prima con l’avallo del Cavaliere e poi da solo con la lista Io amo la Lucania. Al di là dell’opportunità di candidarsi in un territorio non propriamente “suo”, è un peccato perché ha spiazzato un po’ l’Unione di Centro che aveva già preso accordi con De Filippo e invece, se costruita per tempo, poteva essere una candidatura che poteva aggregare insieme alla sua lista civica altre liste centriste come l’Unione di Centro e l’API.
Pronostico: super scontato De Filippo.
PUGLIA:
Niki Vendola (Presidente uscente) (Sinistra ecologia e libertà)
Liste di appoggio: Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra ecologia e libertà, Federazione della sinistra-Verdi, Lista Pannella-Bonino
Rocco Palese (Popolo della Libertà)
Liste di appoggio: Popolo della Libertà, Udeur
Adriana Poli Bortone (Io Sud)
Liste di appoggio: Io Sud/Mpa, Unione di Centro
Niki Vendola è candidato nuovamente nonostante i diversi scandali successi in questi anni alla propria giunta e lo fa dopo aver vinto le due sfide prima del voto: quella che prova a tavolino” a modificare l’assetto politico a sue spese, e poi quella delle primarie (contro lo stesso sfidante di cinque anni prima…che fantasia e voglia di sconfitte ha il Pd). Il centro-destra gli contrappone il capogruppo di minoranza in consiglio regionale Rocco Palese, mentre l’Unione di Centro, dopo il tentativo di laboratorio con il Pd, andato in fumo con la vittoria delle primarie di Vendola, cambia giustamente rotta candidando Adriana Poli Bortone, donna di destra, già stimato sindaco di Lecce e ministro del primo governo Berlusconi che, dopo aver militato nel Msi e in An non ha condiviso la nascita del Popolo della Libertà, non aderendovi. Berlusconi, consigliato dagli esponenti pugliesi, ha perso una grossa occasione non candidando a presidente la Poli Bortone che avrebbe avuto molte più possibilità di vittoria, potendo contare sull’appoggio anche dei centristi e della lista civica Io Sud. Per l’Unione di Centro credo che questa pugliese sia la migliore e più autentica candidatura che mette già in atto il percorso del cosiddetto Partito della Nazione.
Pronostico: mi sembra che Vendola sia abituato a vincere e, favorito dalle scelte del Popolo della Libertà, lo farà anche questa volta.
CALABRIA:
Agazio Loiero (Presidente uscente) (Partito Democratico)
Liste di appoggio: Partito Democratico, Sinistra, ecologia e libertà, Alleanza per l’Italia
Giuseppe Scopelliti (Popolo della Libertà)
Liste di appoggio: Popolo della Libertà, Unione di Centro
Pippo Callipo (Lista Civica Io resto in Calabria)
Liste di appoggio: Io resto in Calabria, Italia dei Valori, Lista Bonino-Pannella
Il presidente uscente Agazio Loiero vince le primarie contro l’imprenditore Pippo Callipo che si candida comunque con una sua lista civica, ottenendo l’appoggio dell’Italia dei Valori e dei Radicali. Il centro-destra sceglie l’apprezzato sindaco di Reggio Calabria che incassa anche l’ok dell’Unione di Centro. Tale scelta mi pare comprensibile dopo anni di opposizione insieme e di fronte ad un candidato ex An che mostra attenzione e rispetto verso l’Unione di Centro.
Pronostico: Callipo farà da outsider ma toglierà voti soprattutto a Loiero, quindi Scopelliti dovrebbe vincere abbastanza agevolmente.
In definitiva secondo queste previsioni, ad un mese dalle elezioni, dovrebbe finire così:
- in 8 regioni vince il centrosinistra (in 3 di queste con l’accrodo politico con l’Unione di Centro);
- in 5 ha la meglio il centrodestra (in 2 di queste con l’Unione di Centro).
Vedremo…