Ottobre 29th, 2009 by Carlo Lazzeroni
Il via ai parcheggi a pagamento, attivati i primi del mese, presso l’Ospedale di Cisanello a Pisa ha creato come era prevedibile feroci polemiche. Anche su questo blog, Lorenzo Frediani ha commentato questa vicenda su un vecchio articolo sul tema dei parcheggi a Pisa.
Al di là dell’opportunità di fare pagare i parcheggi a chi va in ospedale, per di più in una situazione di lontananza dal centro storico (come invece era la situazione del S. Chiara), mi pare di poter dire che il Comune di Pisa abbia gestito male questa vicenda anche nel metodo: una pianificazione più responsabile doveva prevedere infatti l’eventuale avvio di parcheggi a pagamento in una situazione di ultimazione complessiva dell’area della struttura, della viabilità e dei parcheggi, non in una situazione di provvisorietà come quella attuale che crea ulteriori problematiche, con il rischio di fare percepire ancora di più le diverse tipologie di parcheggi esistenti (gratuiti e a pagamento), come parcheggi per cittadini di serie A e di serie B.
Forse il Comune di Pisa dovrebbe riconoscere questo errore ed intanto sospendere per alcuni mesi i parcheggi blu; allo stesso tempo dovrebbe aprire un tavolo con tutte le rappresentanze coinvolte per rivedere la pianificazione di tutto il sistema dei parcheggi nell’area da oggi fino alla conclusione dei lavori;
E poi c’è la discussione sulla sostanza. E’ lecito e opportuno lucrare in qualche modo sulla salute della gente che va a farsi visitare o a trovare parenti ricoverati? Con una operazione come quella di Cisanello e conseguente dismissioni del S. Chiara, è mai possibile che la Regione, la Provincia e il Comune non siano stati capaci di fare prevedere un mega-parcheggio libero o almeno parzialmente libero?
E poi i parcheggi blu nascono per disincentivare l’utilizzo della macchina in centro storico, favorendo magari l’utilizzo dei mezzi pubblici; ma in questo caso l’idea che sta dietro all’origine dei parcheggi blu non c’è proprio e si può pensare poi che si arrivi all’ospedale con i mezzi pubblici, quando la maggioranza delle persone arriva da fuori città?
E poi se oggi si fanno pagare i parcheggi facciamolo per bene: oggi chi va a Cisanello, come avviene per quelli in città, deve pagare prima e vivere con l’ansia di dover andare a pagare nuovamente e poi magari pagare anche una multa visto che la durata di una visita ospedaliera non è che si può programmare come fare un giro in città.
Perlomeno si metta in atto un sistema di badge o contrassegni per i dipendenti ospedalieri e un sistema di pagamento posticipato per tutti gli altri, per evitare appunto che chi si reca all’ospedale corra il rischio di pagare più volte.
O meglio ancora sarebbe riuscire a creare un unico sistema parcheggio che sia misto (libero-pagamento ), cioè preveda uno-due ore di parcheggio libero e le successive ore a pagamento (ma sempre attraverso un sistema di pagamento posticipato), per favorire comunque, come affermato dal Comune, la possibilità di un ricambio continuo di auto nei parcheggi. Insomma il Comune intervenga subito, blocchi per qualche mese la situazione e poi costruisca un sistema parcheggi al passo con i tempi e che rispetti maggiormente le persone, soprattutto quelle che vanno in un Ospedale.
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Ottobre 26th, 2009 by admin

DONNE
“Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente”
Silvio Berlusconi a Rosy Bindi in diretta telefonica a Porta a Porta
“Sono una donna che non è a sua disposizione”
Replica della Bindi
Ora la concezione che Berlusconi ha delle donne è risaputa e non mi stupisce neanche, vista l’età e l’epoca in cui è cresciuto. A me non fa paura Berlusconi: mi spaventano di più la maggioranza degli uomini che la pensano come lui e hanno meno di 40 anni…

Premi Nobel
Premio Nobel per la Pace a Obama.
La fantasia al potere.
A proposito di premi Nobel: da consegnare uno per l’ingegno a chi ha elaborato il regolamento di voto per le primarie del PD: geniali!!

APPELLI
Il famoso regista Roman Polansky è stato fermato e imprigionato a Zurigo da parte delle autorità svizzere, su richiesta di un giudice americano, per una condanna per pedofilia avvenuta negli Stati Uniti dove, nel lontano 1977, aveva stuprato la 13enne Samantha Geimer dopo averle somministrato droga e alcool.
Contro questo fermo si è sollevata la più bella nomenclatura e intellighenzia del cinema italiano ed europeo. E’ vero che sono passati tanti anni, ma di fronte ad un reato così grave come lo stupro verso una minorenne, forse era meglio qualche appello in meno…
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Ottobre 22nd, 2009 by Carlo Lazzeroni
Le parole del Ministro Tremonti sul valore del posto fisso, che tanto clamore hanno suscitato in questi giorni, mi sono sembrate fin da subito un pò “banali”. Provo a spiegarmi: il problema vero nel nostro paese, secondo me, non è quello del posto fisso. Il punto più importante sarebbe riuscire a modificare quella che da un pò definisco come l’Italia bloccata, cioè quel “classismo” italiano che porta uno che ha capacità, ma è povero, a non avere le stesse opportunità di emergere di altri giovani dell’Europa continentale, o inglesi o americani. Le statistiche infatti sono impietose con il nostro paese che è quello che maggiormente tramanda i lavori da padre a figlio…
E’ questo ciò di cui dovrebbero parlare Tremonti e Berlusconi, non del posto fisso. Come Tremonti, e Berlusconi, credo alla famiglia ma sono disponibile a rinunciare al posto fisso se so che ci sono molte opportunità in giro e quindi, per chi vale, non ci sono problemi a cambiare lavoro e mettersi continuamente in discussione dal punto di vista professionale. Anche perchè il posto fisso all’italiana, lo ha ricordato bene la presidente della Confindustria Marcegaglia, si è portata dietro anche un bel pò di inefficienza.
Dopodichè bisognerebbe fin da subito lavorare per trovare soluzioni vere per i giovani precari che sono sfruttati sul lavoro (anche da quegli enti governati da chi poi scende in piazza contro il precariato) e non hanno nessuna tutela. Le due sfida di oggi secondo me dovrebbero essere quelle di creare uno statuto dei lavori che cerchi di tutelare di più coloro che oggi, nel mondo del lavoro, sono tutelati di meno e di cambiare l’approccio culturale di un sistema clientelare e classista che ancora domina il nostro paese.
Per il resto, meglio conservare un pò di flessibilità che tornare alla vecchia concezione del posto fisso. Discutendo ad esempio delle interessanti proposte del Prof. Ichino, con la possibilità di prevedere un’unica tipologia di contratto, quella a tempo indeterminato, ma allo stesso tempo aumentare un po’ di più la flessibilità nel mondo del lavoro, dando ai datori di lavoro maggiori possibilità di licenziamento e di utilizzo degli indennizzi economici nei casi di licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo. Perché ora come ora molti dei ragazzi che si affacciano sul mondo del lavoro non hanno nessuna tutela e quindi la sfida di aprire il mercato d’ingresso coniugando questa flessibilità con una maggiore sicurezza contrattuale, sia la strada più giusta da intraprendere.
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Ottobre 20th, 2009 by Carlo Lazzeroni
Quelle che sembravano fino a poco tempo fa semplici leggende metropolitane si stanno rilevando, purtroppo, verità sempre più allarmanti. Decine di articoli, inchieste della magistratura, una serie di archiviazioni, hanno segnato le tappe di una storia sporca attorno alla quale troppi interessi hanno finito per convergere con l’unico scopo di insabbiare la verità.
Ora sembra certo: la nave “Cunski” giace a meno di 500 metri di profondità, a circa 20 miglia dalla costa di Cetraro (Cosenza), esattamente come indicato da un pentito di mafia, Francesco Fonti: ed è soltanto una delle tante navi dei veleni che si troverebbero nei fondali dei nostri mari, qualcuno parla addirittura tra le 40 e le 100 unità.
I misteri ora si intensificano con il possibile collegamento con alcune famose e meno famose ”morti sospette”, tra cui Ilaria Alpi, sicuramente comunque le organizzazioni che stanno dietro il business dei rifiuti sono tante e senza scrupoli e hanno goduto di ampie complicità.
Quello che lascia sconvolti è che le notizie di questi giorni sono assolutamente “vecchie” in quanto risulta da più atti che la magistratura, i governi nazionali e regionale (calabrese) fossero al corrente ma nulla è stato fatto, solo Legambiente e qualche altra associazione civica-ambientalista c’ha creduto costantemente e ora, purtroppo, sembra avere avuto ragione.
Il punto drammatico è che ora a più di un mese dal ritrovamento della ‘Cunski’, non è dato sapere quando sarà rimossa, né sono stati stanziati extra fondi per l’operazione, quale sia l’effettiva entità dell’impatto ambientale e sanitario non è stato ancora verificato.
Intanto la popolazione dei comuni limitrofi sembra aver accertato un incremento anomalo della mortalità per tumori maligni tra il 1992 ed il 2001.
Assicurare con urgenza adeguati finanziamenti per la bonifica delle zone interessate e procedere nella ricerca di eventuali ulteriori relitti al fine di salvaguardare la salute dei cittadini, dovrebbe essere una cosa normale in qualsiasi paese civile e invece un silenzio assordante sembra continuare a circondare la nave e le navi dei veleni.
Questa tragedia ambientale italiana mostra come il nostro paese manchi, oggi come ieri, di una seria politica di smaltimento dei rifiuti in generale e di quelli tossici in particolare. Speriamo che da oggi ci sia una ribellione popolare a quanto accaduto ma allo stesso tempo si riesca finalmente a programmare politiche ed investimenti per impianti che, senza ideologia barricadiera, contribuiscano a risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti di oggi e di domani.
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Ottobre 2nd, 2009 by Carlo Lazzeroni
Nel mese scorso a Pisa si è aperto un dibattito, aperto dalla richiesta fatta dal presidente della Consulta Provinciale degli Stranieri, Matar Ndiaye, di costruire una nuova moschea per permettere ai molti mussulmani presenti nella nostra città di espletare i riti di culto. Tale necessità si manifesta tutti gli anni, in maniera palese, nel periodo sacro per eccellenza, il Ramadan, con un grosso afflusso di partecipanti alle preghiere.
In questi anni il Comune di Pisa ha concesso l’utilizzo del Palazzetto dello Sport, che chiaramente dovrebbe avere ben altre funzioni.
Credo che il Comune debba mettere in agenda la soluzione del problema individuando una struttura esistente o un terreno da concedere alla comunità islamica per la costruzione di un nuovo luogo di preghiera. Credo però che non si dovrebbe fermare a questo, ma dovrebbe sfruttare quest’occasione per cercare di costruire un percorso, insieme agli organi preposti, per aiutare una vera integrazione degli stranieri, lavorando molto sul tema dei diritti e dei doveri.
Poche settimane successive al dibattito che si è aperto a Pisa, alla ribalta nazionale è tornato un episodio sconvolgente: un padre mussulmano che uccide la figlia perchè sceglie di fidanzarsi con un italiano. E non possiamo liquidare questo episodio (come quello successo nel 2006 quando venne sgozzata dal padre la ventenne pachistana Hina Salem perchè voleva vivere all’occidentale) come un episodio isolato. Noi dobbiamo adoperarci perchè non accada mai più, ma non possiamo tacere sul fatto che i comportamenti di questi padri sembrano spinti da doveri per non venir meno alla fedeltà all’Islam e al rispetto alla propria tradizione. E quindi il problema si fa molto complicato.
Perchè è vero che l’Islam è un mondo molto variegato al proprio interno, ma tali comportamenti non sembrano siano stati mai sufficientemente condannati da qualche esponente delle varie comunità islamiche.
Tornando alla possibile costruzione di una moschea o di un centro culturale islamico a Pisa, insisto a dire che potrebbe essere un’ottima occasione, rispetto alla situazione di oggi, per la costruzione di un processo di integrazione e di rispetto delle regole.
A tale proposito mi vengono in mente alcuni paletti e spunti di riflessione:
- individuare un luogo adatto considerando i numeri crescenti di afflusso nel periodo del Ramadan (e quindi in pieno centro storico non sarebbe il massimo);
- evitare di concedere una Chiesa sconsacrata. E’ vero che sarebbe sconsacrata ma per i mussulmani diventerebbe territorio islamico a tutti gli effetti e forse sarebbe opportuno evitare;
- in tale luogo si predichi in italiano e l’accesso sia libero a tutti;
- che l’Imam e i responsabili dewl centro/moschea dicano parole chiare e inequivocabili sull’interpretazione del Corano in alcuni passaggi sulla violenza, sul rispetto delle altre religioni, sugli episodi di violenza sulle donne, sul terrorismo.
- che in tale centro sia costituito un “percorso per la cittadinanza” fatto dalle istituzioni italiane (insegnamento lingua italiana, conoscenza della Costituzione Italiana, diffusione dei diritti delle donne, ecc…).
- che i responsabili delle varie comunità presenti a Pisa promuovino e incentivino, laddove non sia previsto, progetti per favorire il principio di reciprocità, per aiutare la libera espressione del culto cristiano nei loro paesi.
Il dibattito sugli anni da concedere agli stranieri per avere la cittadinza italiana credo non appassioni la genete: più che gli anni contano i criteri che noi vogliamo dare per concederla. Il nostro paese e la nostra città non possono permettersi più atteggiamenti relativisti: la sfida vera è affrontare il problema dell’integrazione stabilendo noi, a casa nostra, un modello di convivenza fondato su delle regole che valgano per tutti, compresi i mussulmani.
Sicuramente è una sfida difficile ma finchè da quel mondo religioso e culturale non arriverà pubblicamente la condanna della violenza e finchè essi non vivranno concretamente nella condivisione dei valori non negoziabili, sussisterà un problema. E per questo a noi è chiesto di provare a giocare con più forza questa sfida.
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