Aprile 30th, 2009 by Carlo Lazzeroni
 Ci avviciniamo alle elezioni europee e amministrative. Prendo ad esempio i casi della città di Firenze e della Provincia di Pisa per dire: niente di nuovo.
A Firenze infatti, con la vittoria alle primarie, Matteo Renzi ha rappresentato la novità possibile. Un candidato moderato, giovane, brillante, contro gli schemi convenzionali di partito. L’UDC, secondo me giustamente, proprio per questo aveva posto a lui una mano per costruire un percorso di alleanza di governo della città. Naturalmente il baricentro di questo nuovo potenziale asse politico si doveva spostare ancora più al centro. Renzi non ha avuto il coraggio e la forza necessaria, dentro il Pd, per fare il passo di rottura necessario nei confronti del passato. E alla fine ha riproposto alla città di Firenze un’alleanza dove ci sono dentro parte dei comunisti italiani e la lista comunale di Sinistra e libertà (cioè vendoliani, la sinistra democratica, i verdi, ecc…). Certo ci sono un paio di liste civiche “renziane” per attirare i voti dei moderati, ma la svolta vera, politica, non c’è stata. Peccato. Il centrodestra in questa situazione non sembra intenzionato, nonostante la crescente popolarità del Premier, a giocare fino in fondo la partita e ha candidato Giovanni Galli: un personaggio sì della società civile, ma che non pare avere le caratteristiche giuste per attirare su di sè i consensi di quella maggioranza di fiorentini delusi dalla sinistra, per poter creare un’alternativa di governo credibile al Comune di Firenze.
Anche a Pisa, per le elezioni provinciali, il candidato del centrosinistra e Presidente uscente Andrea Pieroni, ha scelto un’alleanza classica, rinunciando ad una novità politica che secondo me poteva stare in un Pd che andava da solo, almeno al primo turno, e poi eventualmente poteva costruire alleanze sui programmi. In questo caso l’Unione di Centro poteva essere una forza disponibile a dialogare per costruire un’allenza elettorale che governasse il territorio. Invece il Pd e Pieroni, nonostante il pisano Enrico Letta dica e scriva che non si dovrebbero fare alleanze con i populisti e con la sinistra radicale, chiudono l’accordo fin dal primo turno con Di Pietro e la lista La Sinistra (vendoliani, verdi, sinistra democratica).
E hanno il coraggio di dire che hanno rotto con la sinistra radicale perchè i comunisti italiani e rifondazione andranno per conto loro. Ma questo è un imbroglio! Nella lista La Sinistra per Pisa ci sono molte persone che hanno rappresentato e rappresentano nei partiti e nelle istituzioni la sinistra antagonista. Niente di nuovo quindi.
E in questa situazione il Popolo della Libertà che fa? Esagera. E candida, seguendo una logica nazionale, un candidato alla presidenza che è un leghista… No comment.
Anche per questo esisterebbe uno spazio politico enorme per una forza moderata come l’UDC. In bocca al lupo, in attesa che anche attraverso un buon risultato alle europee, nasca per davvero una forza centrista e moderata che possa veramente coprire uno spazio politico al centro. Centro inteso non come spazio di opportunismo politico, ma come luogo in cui si possano aggregare le persone e i partiti più responsabili del paese. Ce n’è bisogno.
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Aprile 24th, 2009 by Carlo Lazzeroni
Silvio Berlusconi ha deciso di partecipare alla festa della Liberazione di domani.
Molto bene, è veramente il tempo che tutti gli italiani si riapproprino, senza distinzioni, di una festa di cui la sinistra ne ha fatto nel tempo una bandiera di parte. Questa cosa ha assunto ancora maggiore evidenza con l’evvento della cosiddetta seconda repubblica, la conseguente discesa in campo del Cavaliere e lo sdoganamento definitivo della destra politica italiana. Il Cavaliere oggi si è deciso a fare un passo che poteva e doveva fare negli anni scorsi, soprattutto quando si è trovato, come ora, al Governo. Ma certo anche la sinistra deve mostrare ancora maggiore maturità isolando quelle minoranze di estremisti che cercano di rovinare una festa che è e deve essere di tutti gli italiani. Quello che è successo nel passato a Milano al sindaco Letizia Moratti, costretta a lasciare il corteo della propria città, non dovrebbe accadere mai più. Al nostro paese serve, ora come non mai, che tutti lavorino per riappropriarsi di una cultura nazionale condivisa per poter consolidare e migliorare una democrazia che, se è sempre stata un pò zoppicante, oggi rischia di peggiorare in maniera irreparabile. Speriamo che domani venga fatto, attraverso il concorso di tutti, un passo in avanti per renderla migliore.
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Aprile 16th, 2009 by Carlo Lazzeroni
Sulla vicenda Santoro-Anno Zero di queste ore mi pare che in Rai si stia superando veramente il limite della decenza. Sono abituato a pensare che non esistano trasmissioni oggettive e quindi a non prendere come verità assolute le informazioni che escono dai media: le trasmissioni di Santoro non fanno naturalmente eccezione. Per questo mi pare difficile da accettare, come cittadini liberi, che si imponga ad Anno Zero di fare una trasmissione “riparatrice” di fronte a quanto detto nel corso dell’ultima puntata riguardante il terremoto in Abruzzo. Anche perchè, se uno in trasmissione dice cose false c’è sempre la magistratura che può intervenire. Di più, si è arrivati a sospendere il vignettista Vauro che in quella trasmissione rappresenta la satira, che da sempre dovrebbe rappresentare lo strumento più alto di libertà. E se la vignetta è stata di cattivo gusto, la gente è capace di giudicare da sola: lasciamo stare le sospensioni da regime.
E invece il nuovo direttore generale della Rai Mauro Masi è arrivato in solo sette giorni a mettere sotto inchiesta “Annozero”, a sospendere Vauro e ad inviare al comitato etico dell’azienda una puntata di “Report” che non sarebbe piaciuta al ministro Tremonti: come ha detto qualcuno, l’inquisitore Torquemada sarebbe stato più cauto…
Dopodichè, come successo in passato per molti altri giornalisti televisivi “scomodi”, ad esempio Antonio Socci, la dirigenza Rai può essere libera in futuro di decidere di non fare più Anno Zero e dare spazio ad altri giornalisti. Ma lasciamo stare le trasmissioni “riparatrici” e le sospensioni di comici e vignettisti come Vauro, perchè allora si rischia veramente uno scivolamento dei diritti minimi di libertà. Con il risultato peraltro di di trovarci nuovamente Michele Santoro come il martire del nuovo millennio. Insopportabile questa Italia che su ciò che è pubblico, inteso come proprietà dello Stato, mette le mani come una piovra, attraverso i vari partiti. E prima o seconda repubblica nulla è cambiato.
E allora veramente dovremmo ribellarci e fare un grande appello per liberare la Rai, privatizzandola!
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Aprile 9th, 2009 by admin
Terremoto e Scandali
“…Davvero lei lavora all’ospedale dell’Aquila? Lì in parecchi ci hanno mangiato!…”
da un colloquio tra Francesco De Lorenzo (ex ministro della sanità) e un medico dell’Aquila.
Terremoto e altruismo
…“Un vicino ha salvato mia figlia: lo conoscevo di vista ma in fondo eravamo estranei, ha rischiato di morire arrampicandosi su un cornicione per salvare una bambina che non era la sua”.
Dal racconto di una mamma dell’Aquila. Elezioni Europee (1)
l’anomalia italiana
“Purtroppo anche Di Pietro, oltre a Berlusconi, chiede preferenze per andare in un posto dal quale dovrà dimettersi un minuto dopo essere stato eletto. Questi sono voti e preferenze buttate via. Noi manderemo a Strasburgo solo persone autorevoli che ci resteranno per tutto il mandato”.
Dario Franceschini - segretario PD
Bravo Franceschini, speriamo stavolta sia davvero così…
questo però è quello che è capitato nelle ultime elezioni del 2004 nelle liste dell’Ulivo: Massimo D’Alema è stato eletto al Parlamento Europeo nel giugno 2004 e si è dimesso nell’aprile 2006 per entrare come ministro nel governo Prodi. Lo stesso è accaduto per Pierluigi Bersani ed Enrico Letta: dimessi anche loro dopo meno di due anni con destinazione governo. Mercedes Bresso, anche lei eletta nel 2004, resiste anche di meno: a maggio del 2005 si dimette per fare il governatore del Piemonte. Dura un po’ di più Marta Vincenzi che lascia nel 2007 per fare il sindaco di Genova. Più recentemente si sono dimessi anche Lapo Pistelli, per fare il deputato italiano e Nicola Zingaretti per presiedere la provincia del Lazio.
Ma non basta, vi ricordate di Michele Santoro? La vittima del famigerato “editto di Sofia” venne trionfalmente portato a Strasburgo da ben 730.000 voti di preferenza. Ma si dimette e torna in tv appena gli è possibile, lascia infatti già nell’ottobre del 2005 per fare l’ospite di Celentano a Rockpolitik. Va un po’ meglio con un’altra eroina del piccolo schermo, Lilly Gruber, che, grazie ai suoi 1.100.000 voti, resiste fino a settembre 2008…
Elezioni Europee (2)
Da Bologna a Strasburgo, cambiare idea si può…Aveva deciso di lasciare la politica per la famiglia…
“Per me la politica è servizio. Ma qualunque cosa faccia la farò a Genova dove sono mio figlio e la mia compagna”
Sergio Cofferati - 9 ottobre 2008 “Franceschini candida Cofferati capolista nel Nord-Ovest per le elezioni europee”
9 aprile 2009
“Diritti Umani e uomini coraggiosi”…
UE e Usa sono determinati a monitorare in modo approfondito la situazione in Cina – anche in riferimento al Tibet – e in Russia, Bielorussia, Birmania, Corea del Nord, a Cuba, in Sudan e in altri paesi…”
Questo è parte del testo scritto da Vaclav Havel (primo presidente della Cecoslovacchia libera dopo che lui guidò la Rivoluzione di Velluto che nel 1989 rovesciò il regime comunista) in occasione del vertice USA-UE dei giorni scorsi. E’ inutile dire che il testo è stato chiuso in un cassetto…
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Aprile 7th, 2009 by Carlo Lazzeroni
Il bilancio delle vittime del terribile terremoto in Abruzzo continua a salire: in queste ore siamo ancora nella fase del lutto e sicuramente non è il caso di fare facili polemiche. La macchina organizzativa, tra l’altro, per gli aiuti e la solidarietà del popolo italiano, sta sicuramente alleviando le sofferenze e il vuoto dei parenti delle vittime e delle tante persone che hanno scampato il peggio, ma che da ieri si ritrovano senza più le loro case. Già nelle ore scorse si sono mosse però accuse sulla scarsa considerazione data alle parole e alle predizioni del tecnico che aveva preannunciato l’arrivo di un violento scisma. Credo sia difficile, dal sistema di strumentazione in nostro possesso ad oggi, avere la possibilità di sapere precisamente il momento e le aree in cui il terremoto sprigionerà la propria violenza; mi parrebbe più serio lavorare per costruire, come la legge prevede, gli edifici con sistemi di costruzione anti-sismica e operare per formare di più la popolazione. E’ vero infatti che è stata una scossa molto forte, ma gli esperti continuano a dirci che se fosse successa in California o in Giappone non avrebbe fatto vittime. Se è difficile intervenire sui centri storici più vecchi, è veramente inammissibile che edifici pubblici come scuole, ospedali, case degli studenti ed edifici privati costruiti negli ultimi anni, non abbiano retto a tali scosse. E ancora, che paese è il nostro che, colpito ogni 5-6 anni da terremoti che provocano morti, continua a fare “falsi” corsi di evacuazione nelle scuole o negli edifici pubblici chiedendo il giorno prima di sgomberare il parcheggio sotto la scuola…purtroppo il terremoto non è un gioco.
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