Il Blog di Carlo lazzeroni

Stupro: decisione del giudice e l’ipocrisia della politica


Gennaio 28th, 2009 by Carlo Lazzeroni


stupro.jpgGli ultimi episodi di violenza sulle donne e la decisione presa dal giudice di dare gli arresti domiciliari al ragazzo reo confesso dello stupro di Capodanno a Roma, hanno acceso in questi giorni un dibattito serrato. Di fronte alla decisione del giudice credo sia assolutamente comprensibile lo sdegno e l’ira della vittima, dei familiari e della popolazione (un sondaggio dei giorni scorsi sul Corriere della Sera on-line dava il 94,9 di persone contrarie alla decisione del giudice). Dico anche che si può arrivare a comprendere (non a giustificare) la rabbia e la violenza nei confronti degli infami stupratori arrestati ieri e che hanno assalito la giovane coppia a Guidonia qualche giorno fa. Quello che mi pare inaccettabile però è l’atteggiamento dei politici, e in parte anche dei media, sulla decisione di concedere gli arresti domiciliari nel caso di Roma. A partire dalle dichiarazioni del presidente del consiglio Berlusconi fino al Ministro che decide di mandare un’ispezione ministeriale al tribunale, è stato un dare addosso quasi unanime dal mondo politico alla decisione del tribunale. Ma in uno Stato di diritto, un giudice deve prendere una decisione seguendo un sentimento di “pancia” del popolo o rispettare il codice? Credo sarebbe molto pericoloso se prevalesse la prima ipotesi (e a volte qualche giudice lo ha fatto). Ed è compito della politica seguire lo stato emotivo della gente, di fronte ad episodi così ripugnanti, oppure sarebbe opportuno che i politici facessero meno dichiarazioni e provassero a combattere con più forza il fenomeno della violenza e a fare le riforme per migliorare la giustizia nel nostro Paese? I presupposti, da un punto di vista giuridico, per concedere gli arresti domiciliari c’erano tutti e la politica lo sa bene, al di là dello sconcerto della gente.
Dico di più, in uno stato di diritto, le norme che hanno portato a tale decisione credo siano condivisibili. E allora, invece di accusare i magistrati, perché la politica, insieme alla magistratura, non lavora per risolvere i problemi e le contraddizioni vere del nostro sistema giudiziario che sono: la lentezza delle cause, penale e civile che siano, e la non certezza della pena. Anche in questo caso di stupro, infatti, il nostro sistema si dovrà giudicare, piuttosto che dalla concessione degli arresti domiciliari prese oggi, dai tempi del processo, da eventuali benefici o aggravanti che decideranno la durata della condanna e dalla capacità di assicurare l’effettività della pena definitiva.
E perchè la politica non interviene nel dibattito per discutere e provare a fare modificare interpretazioni un pò strampalate, ad esempio sulle attenuanti, che il nostro sistema giudiziario produce: non si parla ad esempio che l’assassino della signora Reggiani, anche questo avvenuto a Roma, ha avuto una pena attenuata perché era ubriaco. Questo potrebbe succedere anche al giovane che ha stuprato la ragazza a capodanno, visto che ha dichiarato che era sotto l’effetto di alcool e di droga. Nel codice della strada mi pare che mettersi alla guida ubriachi non sia un’attenuante, ma un aggravante. Forse sarebbe il caso di indignarsi se questa interpretazione avvenisse ancora una volta. E ancora: lo stesso assassino della povera signora Reggiani ha avuto un’altra attenuante perchè la vittima ha opposto resistenza. Qui ogni commento mi pare superfluo e siamo all’assurdo… sembra un pò di tornare indietro alla famosa sentenza della cassazione sui jeans indossati dalle vittime.
Su queste anomalie della giustizia e sulla lentezza del nostro sistema c’è bisogno di un intervento: ma alla politica degli spot e dei sondaggi questo forse interessa meno.

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Aforismi e pensieri


Gennaio 26th, 2009 by admin


Giornata per la Vita

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Sabato 31 Gennaio 2009 ore 15.30 - Pisa - Stazione Leopolda

Come ultimo atto della sua Presidenza George W. Bush istituisce la giornata per la Vita.

“I nostri valori ci devono guidare quando sfruttiamo i doni della scienza. Nel nostro zelo per nuovi trattamenti e cure, non dobbiamo mai abbandonare i nostri fondamentali valori morali. Possiamo raggiungere le più grandi conquiste che tutti noi cerchiamo rispettando il dono della vita”.
G. W. Bush

“In questo giorno e durante tutto l’anno, noi aspiriamo a costruire una società in cui ogni bambino è benvenuto alla vita e protetto dalla legge”.
Padre Richard John Neuhaus


Soluzioni arabo-israeliane…

gheddafi.jpg“Anziché due Stati uno a fianco dell’altro, uno solo chiamato “Isratina”. Se poi agli israeliani non andasse bene la soluzione di un unico Stato  potrebbero sempre trasferirsi alle Hawaii, in Alaska o in qualche isola del Pacifico. In un luogo isolato potrebbero vivere in pace”.
Muammar Gheddafi

 La strage di Moscaanastasia-baburova.jpg

Dal giornalista di radio radicale Antonio Russo fino alle ultime due vittime, Stanislav Markelov e Anastasia Baburova, sono ben 102 le vittime uccise senza pietà nell’era di Vladimir Putin. Un ricordo a tutti questi giornalisti scomodi e liberi e a tutte le personalità impegnate nella difesa dei diritti dell’uomo, dimenticati dall’Occidente in nome della realpolitik.

Ai Liberi e Forti

sturzo.jpg“Ad uno Stato accentratore tendente a limitare e regolare ogni potere organico e ogni attività civica e individuale, vogliamo sul terreno costituzionale sostituire uno Stato veramente popolare, che riconosca i limiti della sua attività, che rispetti i nuclei e gli organismi naturali - la famiglia, le classi, i Comuni - che rispetti la personalità individuale e incoraggi le iniziative private…
Ma sarebbero queste vane riforme senza il contenuto se non reclamassimo, come anima della nuova Società, il vero senso di libertà, rispondente alla maturità civile del nostro popolo e al più alto sviluppo delle sue energie: libertà religiosa, non solo agl’individui ma anche alla Chiesa, per la esplicazione della sua missione spirituale nel mondo; libertà di insegnamento, senza monopoli statali; libertà alle organizzazioni di classe, senza preferenze e privilegi di parte; libertà comunale e locale secondo le gloriose tradizioni italiche.”
Luigi Sturzo - Roma 18 Gennaio 1919

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La resa a Gheddafi


Gennaio 22nd, 2009 by Carlo Lazzeroni


gheddafi_berlusconi.jpgIl trattato di amicizia tra Italia e Libia è stato votato ieri dal nostro parlamento: è il primo atto votato a unità nazionale, maggioranza e opposizione (quella del PD), anche se ci sono state diverse defezioni in entrambi gli schieramenti.
Di un trattato c’era sicuramente bisogno ma quello messo in atto sembra un pò troppo favorevole al colonnello libico: innanzitutto non c’è nessun richiamo e “spinta” al rispetto dei diritti umani da parte del regime libico; non c’è nessun impegno da parte libica per una politica seria di controllo delle coste contro il mercato degli scafisti; c’è invece un impegno a non usare o permettere l’uso del proprio territorio per atti ostili nei confronti della controparte: e questo mette in discussione la nostra appartenenza alla Nato e, di fronte ad un regime non “propriamente” democratico, porrebbe per assurdo l’Italia nella condizione di non potersi schierare a fianco di uno stato europeo amico se questo fosse attaccato dalla Libia. L’italia poi risarcisce la Libia per i danni subiti durante la dominazione coloniale con 5 miliardi di euro: 200 milioni di euro all’anno per vent’anni. Una bella cifra che speriamo vada a migliorare le condizioni del popolo libico e non quello dei pochi corrotti che l’amministrano.
Insomma Berlusconi sembra aver fatto un bel regalo all’amico Gheddafi.
Il nostro Presidente del Consiglio punta molto sui rapporti personali per quanto riguarda la politica estera. Speriamo faccia presto a farsi amico anche Barack Obama. Dopo la fine del mandato di Bush, gli unici veri due amici del nostro presidente, Putin e Gheddafi, non lasciano molto tranquilli.

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Rifiutopoli a Pisa: sullo scandalo Geofor contestati i reati di truffa, falso e peculato


Gennaio 19th, 2009 by Carlo Lazzeroni


geofor.jpgrifiuti.jpgDopo due anni da quello che fu definito da subito lo scandalo dei rifiuti a Pisa, con l’ammissione dell’amministratore delegato della società addetta allo smaltimento dei rifiuti nella provincia di Pisa, la Geofor, di aver truccato i dati sui quantitativi di rifiuti appartenenti alla raccolta differenziata dal 2003 al primo semestre 2006.
A ricevere gli “aiuti” erano i Comuni più deboli nel servizio per permettergli di raggiungere la quota del 35% di raccolta differenziata.
La Procura di Pisa nei giorni scorsi, dopo due anni di indagini, contesta per sette persone i reati di truffa, falso e peculato. Ma per i nostri cari politici e amministratori? Il Comune di Pisa e gli altri 24 comuni della Provincia di Pisa detengono il 60% delle azioni della Geofor. I conti della Geofor, grazie anche ai famosi “taroccamenti” sono in rosso, il bilancio del 2006 si chiuse con una perdita di 1,47 milioni e a pagare naturalmente sono sempre i cittadini, che si vedono aumentare i costi a fronte di una gestione fallimentare e fraudolenta. Ma allora oltre i privati e i manager dei rifiuti, è giusto che nessuno tra i politici-amministratori, che hanno pensato e messo in piedi questo sistema, debba pagare?

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Solidarietà ai giovani della destra: Pisa è ancora una città a democrazia limitata


Gennaio 13th, 2009 by Carlo Lazzeroni


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Ci risiamo. Pisa si caratterizza ancora una volta per essere una città a democrazia limitata. Sabato scorso, come peraltro annunciato, alcuni gruppi di associazioni antagoniste insieme a diverse sigle di sinistra, tra cui anche partiti istituzionali come Comunisti italiani e Rifondazione, hanno presidiato e occupato fin dal mattino piazza del Carmine, per evitare la manifestazione dei giovani di gioventù italiana - La destra e ci sono riusciti.
Di più. Nel parcheggio scambiatore di via Pietrasantina, dove i giovani di destra si erano nel frattempo radunati, alcuni militanti della sinistra radicale e antagonista hanno cercato e ottenuto lo scontro fisico con i giovani di destra .
Ricordiamo che la manifestazione era autorizzata e veniva proposta da una forza politica nazionale candidata alle ultime elezioni politiche e amministrative e presente nelle istituzioni di diversi comuni italiani. Anche per questo mi pare chiaro che sabato scorso si è compiuto un altro passo falso, e non è il primo, per una vera democrazia nella nostra città.
Non entriamo nel merito della decisione presa del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza di Pisa per evitare che di sabato pomeriggio nel pieno centro di Pisa si assistesse ad uno scontro “armato”, che pensavamo appartenesse ai decenni del passato. Ma certo è che aspettiamo che vengano presi provvedimenti contro chi mette a repentaglio la libertà di manifestare e ancora una volta, a nome di valori come l’antifascismo, pratica la violenza gratuita come forma di lotta politica.
Sentire poi da queste associazioni antagoniste che, grazie a loro, Pisa è stata salvata dalla presenza dei fascisti, è sinceramente troppo da sopportare. Purtroppo sabato scorso non siamo stati salvati dai fascisti ma anzi, grazie a loro, abbiamo avuto a Pisa un classico esempio di comportamento degno del fascismo.

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La guerra nella Striscia e le speranze di nuovi leader


Gennaio 9th, 2009 by Carlo Lazzeroni


striscia.jpgE’ complicato parlare della nuova crisi nella Striscia di Gaza. Israeliani e palestinesi sono ormai abituati a vivere in uno stato permanente di morte e paura e anche l’opinione pubblica del mondo è assuefatta da un conflitto che sembra non avere fine.
Vediamo di provare a fare alcune brevi riflessioni sul dramma di queste ultime settimane e sugli scenari futuri:

- il 19 giugno scorso Israele e Hamas avevano raggiunto una tregua che aveva portato alle interruzioni delle provocazioni militari da parte di Hamas per sei mesi, in cambio del ripristino di aiuti umanitari nella Striscia. Questa tregua si è interrotta qualche giorno fa quando Hamas ha di fatto ricominciato a mettere sotto scacco i cittadini isrealiani pià vicini al confine con la Striscia di Gaza, lanciando centinaia di razzi.

- Da qui è partita la reazione del governo isrealiano che, se da un lato può essere considerata comprensibile e giustificabile, è apparsa fin da subito “sproporzionata” per le vittime civili che ha provocato e perchè, come dimostra l’attacco di terra di queste ultime ore, è teso a dare un colpo mortale ad Hamas. Ma veramente Israele è convinta di poter sradicare in questo modo il fondamentalismo palestinese? 

- L’Onu ha votato poche ore fa una risoluzione che propone una tregua a questa escalation di violenza che la Striscia si trova a vivere. La soluzione più imminente per cercare di allievare il dramma della popolazione e trovare una tregua che possa durare nella zona sta in un nuovo scatto internazionale che porti a forze Onu o arabe nella striscia di Gaza. Israele è sempre stato restio a permettere di assicurare la sicurezza delle zone ad altri eserciti ma ora potrebbe essere una buona via d’uscita a questa prova di forza che lo Stato israeliano ha lanciato sulla Striscia. Come osservato da qualche analista internazionale, da un punto di vista politico Israele potrebbe ottenere molto: non potendo, e non volendo, occupare Gaza, altri la occuperebbero per lui. Se Gaza viene lasciata a se stessa la situazione ritornerebbe ciclicamente la stessa. Con forze internazionali la gestione della Striscia sarebbe di fatto affidata a un commissariamento. Meglio una Gaza governata da paesi arabi amici che da Hamas.

- Speriamo che presto si possa superare la fase di guerra e di morte e parlare di scenari futuri che qualcuno inizia a delineare: le soluzioni, sempre meno praticabili appaiono tre: un controllo israeliano nella striscia, in pratica tornando indietro di circa 40 anni; uno stato palestinese e uno stato binazionale che appare un miraggio dopo la fine degli accordi di Oslo; Qualcuno perciò inizia a delineare un ritorno al passato che vede in campo l’Egitto e la Giordania nella gestione della striscia e della Cisgiordania. Insomma una situazione che potrebbe trasformare la Striscia da spina nel fianco a protettorato di fiducia. E favorirebbe con forza la reintroduzione graduale delle istituzioni palestinesi favorevoli alla pace e con cui poter trattare.

- A proposito di leadership, anche in vista delle prossime scadenze elettorali che hanno giocato un ruolo secondario in questa crisi nella Striscia, il Papa ha invocato il popolo isrealiano e quello palestinese di scegliere nuovi leader capaci e dediti alla pace. Non è un appello a caso, soprattutto per i palestinesi. E’ vero infatti che nelle ultime elezioni del 2005 questi scelsero gli estremisti di Hamas, e su questo D’Alema non ha torto a ricordarlo. Lo fecero però spinti da una classe politica dell’Olp, da Arafat in poi, corrotta e incapace di promuovere un vero dialogo proficuo con lo Stato di Israele. Votarono Hamas per disperazione e inerzia. E’ dura ma la vera svolta arriverebbe da uno slancio dei politici moderati palestinesi che troverebbero il sostegno della maggioranza degli arabi che sempre di più sogna la pace. Speriamo che da questa nuova tragedia in questa terra si trovi la forza per risorgere. 

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