Il Blog di Carlo lazzeroni

Lo scandalo delle dimissioni volontarie


Agosto 28th, 2008 by Carlo Lazzeroni


dimissioni-volontarie.jpgIl ”decretone” di giugno  (decreto Legge n. 112), già convertito in legge dal parlamento, ha riservato almeno una brutta sorpresa per coloro che credano nell’importanza di politiche a favore delle famiglie. Il governo Berlusconi ha infatti abrogato la Legge n. 188 del 2007, approvata dal precedente parlamento. Questa legge poteva forse essere migliorata, ma aveva il pregio di sancire una tutela fondamentale, a favore del lavoratore, soprattutto le donne. Obiettivo della legge approvata dallo scorso parlamento era di neutralizzare la pratica molto diffusa, nel nostro paese, di far sottoscrivere le dimissioni al lavoratore in via preventiva al momento dell’assunzione. Una pratica che veniva (e viene) utilizzata per consentire un licenziamento agevole, soprattutto in caso di maternità. Ripeto, la legge poteva risultare un pò macchinosa, e quindi si poteva pensare a come migliorarla: ma con questa abrogazione voluta dal Ministro Sacconi si torna indietro paurosamente. Non male, per chi dovrebbe mettere in campo politiche a favore della famiglia…

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Incroci pericolosi: quando le rotatorie servirebbero davvero


Agosto 28th, 2008 by admin


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Tra i diversi incroci pericolosi che si registrano nel nostro territorio mi sembra che esistano due casi abbastanza clamorosi:
- l’incrocio con semaforo davanti al centro commerciale del Media World: da circa un anno il semaforo indicato fa passare contemporaneamente, con il verde,  sia quelli che provengono dal centro della Città, cioè da Via Matteucci e che vanno a diritto verso Pisanova, sia quelli che vengono da Via Nenni (stradone a due corsie) e che girano a sinistra, a loro volta verso via Cisanello in direzione Pisanova. Ci sarebbero due corsie, ma la scarsa segnalazione, lo spazio limitato e l’alta velocità delle macchine provenienti da Via Matteucci, mettono a forte rischio l’incolumità di chi ci transita. Di incidenti ce ne sono stati diversi, ma è mai possibile continuare come niente fosse con questa situazione così pericolosa? Tra le tante rotatorie fatte perchè non prevederla uno in quell’incrocio?

- L’altro incrocio è da brividi. Siamo nella Statale Aurelia di fronte all’uscita del casello dell’autostrada Pisa Nord. Ci troviamo in località Migliarino (Comune di Vecchiano) e lì, per chiunque ci sia passato almeno una volta, non sfugge la situazione di caos e pericolo sia di giorno che di notte. Anche in questo caso perchè non fare una rotatoria che risolverebbe il problema? Quanti incidenti e morti ci devono essere prima che i Comuni e le Province interessate facciano qualcosa? Dobbiamo aspettare (e sperare) che arrivi l’Ikea in quell’area per risolvere la situazione del traffico che va avanti da anni?

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Tregua Olimpica


Agosto 28th, 2008 by Carlo Lazzeroni


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Nei tempi antichi 
L’ekecheiria era una specie di tregua generale che veniva accordata in tutta la Grecia a chiunque partecipasse alle grandi feste e ai giochi nazionali; in questo tempo cessavano tutte le inimicizie pubbliche e private, e nessuno poteva essere molestato. In realtà la tregua riuscì soltanto ad interrompere le guerre contro gli Elleni, organizzatori dei giochi olimpici.

Nei tempi moderni 
Dal 1992 il CIO in occasione di ogni Olimpiade chiede ufficialmente alla comunità internazionale (con il supporto dell’ONU) di osservare la tregua olimpica. Il summit del Millennio tenuto a New York nella sede delle Nazioni Unite dal 6 all’8 settembre 2000, che ha visto convenuti più di 150 capi di stato e di governo, adottò la “Dichiarazione dei Millennio” in cui è incluso un paragrafo sulla “Tregua olimpica”.

l’8 AGOSTO 2008 si aprono i giochi a Pechino e inizia la guerra tra Georgia e Russia…c’era una volta la tregua Olimpica.


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Aforismi e pensieri


Agosto 27th, 2008 by admin


LA CURA
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“Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…
io sì, che avrò cura di te”.
LA CURA - Franco Battiato

LA FAMIGLIA
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Nella Chiesa:
“Come il primo millennio è stato del monachesimo, il secondo millennio è stato del presbiterato, il terzo millennio o sarà della famiglia o non sarà”.  
Giovanni Paolo II

Fiori per Wilma e Paul - pellegrini ciclisti olandesi
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“No, dottore. Non voglio prendere gli analgesici. Il dolore di questa tragedia lo voglio vivere tutto. Sopporterò questa croce.” - Wilma, 25 agosto 2008

“Se due turisti vengono a Roma in bicicletta e si vanno ad accampare in un posto abbandonato da Dio e dagli uomini dopo aver chiesto consiglio su dove mettere la tenda a un branco di pastori immigrati, ebbene è difficile garantire loro la sicurezza: la loro è stata una grave imprudenza”. G. Alemanno - sindaco di Roma - 24 agosto 2008

“Vi chiedo scusa a nome della città e vi prometto che faremo di tutto perchè non accadano più queste cose”. G. Alemanno - Sindaco di Roma - 26 agosto 2008

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In vacanza…


Agosto 26th, 2008 by Carlo Lazzeroni


La vacanza in Baviera e nella Foresta Nera io e lei, lei ed io
tra castelli, fiori, belle città, negozi natalizi, ciclisti, natura, memoria, laghi, terme, wurstel e tanta birra…

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A Fussen e ai castelli

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A Monaco e nella bellissima Ratisbona

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Per non dimenticare… la visita a Dachau

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a Nordlingen

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Nella Foresta Nera

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Relax alle terme di Baden Baden

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Famiglie in cammino


Agosto 6th, 2008 by Carlo Lazzeroni


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Con le famiglie in cammino…verso Assisi per il perdono del 2 agosto.

Riprendo un articolo scritto un anno fa, sulla crisi e le nuove sfide per la famiglia:

Da qualche anno sempre di più aumentano le pubblicazioni e gli studi che hanno come oggetto di interesse la coppia e la famiglia; qualche autore recentemente si è spinto, dati statistici alla mano, a dichiararne la morte.
Certo è che i dati allarmano e il numero sempre crescente di giovani-adulti single, di separazioni e di divorzi, la crescita del numero delle coppie di fatto, nonché un inquietante numero di episodi di “violenza domestica”, dipingono un orizzonte offuscato.
Parlare della crisi della famiglia è diverso che parlare di altri tipi di crisi: essa ci tocca in una sfera vicina e privata ed è comprensibile che l’idea ci spaventi e ci induca a varie riflessioni. Però non è detto che l’attuale crisi vada vissuta come un’esperienza inevitabilmente negativa.
Il fatto che attualmente, nonostante il disfattismo di qualche sociologo, la maggioranza dei giovani continui a scegliere la famiglia come luogo privilegiato per la realizzazione dei propri desideri e del loro progetto di vita, ci deve indurre a riflettere su quali possano essere gli strumenti per aiutare le giovani coppie a far sì che queste scelte non si rilevino fallimentari.

La nuova sfida nel rapporto di coppia

Bisogna considerare che coloro che iniziano oggi una storia a due, si portano dentro valori sempre più forti di libertà, individualismo e una cultura auto-referenziale soggetta al mito dell’autonomia, che facilmente scivola verso l’in-differenza e la de-responsabilità, la produttività e la competitività.
Di fronte a tutto questo, può addirittura stupire che ci siano ancora così tanti giovani che, più o meno inconsapevolmente, si avventurino a sfidare la cultura narcisistica nella quale sono cresciuti, e si “buttino” nel “viaggio” di una relazione di coppia.
I giovani delle generazioni precedenti, quando decidevano di sposarsi o iniziare una vita a due, affrontavano tale “viaggio” come se avvenisse in autostrada rispetto alla strada tortuosa di montagna dove sembrano imbattersi le coppie oggi. Nel passato, il matrimonio era ancora un valore socialmente condiviso e supportato e il contesto sociale serviva a stemperare i conflitti e le difficoltà che naturalmente la coppia si trovava di volta in volta a vivere. La coppia però non era sola e negli sposi c’era comunque una mèta precisa e chiara: una vita insieme nella buona e nella cattiva sorte, per sempre.
Oggi è tutto più complicato: innanzitutto perché nella coppia ogni componente si porta dentro molta più “soggettività”; e la conseguente maggiore libertà rende più affascinante, ma anche molto più avventuroso e rischioso il “viaggio”.
La sfida principale per il futuro delle giovani coppie, o di coloro che si stanno avvicinando a fare la scelta di una vita a due, appare quindi principalmente in questo: non esistono coppie perfette e “metà delle mele” che si incastrano alla perfezione. Essere coscienti che la sfida del cammino a due è sempre più affascinante ma anche sempre più difficile, è forse il primo approccio per affrontarlo con la dovuta sicurezza e arrivare lontano. Niente è scontato ed è necessario investirci molte energie; o almeno pari di quelle che mettiamo nel lavoro, nel volontariato e nelle altre mille attività che ci prendono le nostre sempre più frenetiche giornate.
Prima di partire per il “viaggio” serve la condivisione di un progetto, di una mèta comune ed è importante sempre di più capire il contesto sociale e culturale che ci fa da contorno.
Il faticoso tragitto è bene che le coppie non lo vivano in modo “chiuso”, e che si sentano sole nell’affrontare i primi grossi problemi. Sempre di più sarà importante che esse si possano confrontare con altre coppie più collaudate e in esse possano trovare ascolto e accoglienza. E così potrebbe essere utile scoprire che gli stessi problemi da loro vissuti sono stati sperimentati, e superati, da altre coppie.
Anche di fronte a quanto affermato fino ad ora, viene spontaneo domandarsi: ne vale ancora la pena? Sembrerebbe proprio di sì, a partire dalla constatazione che proprio  coloro che hanno vissuto i più grossi fallimenti nelle loro relazioni d’amore, tendono quasi sempre ripartire e a costruire una nuova relazione di coppia.
È una sorta di mistero e paradosso: tutto questo sta dentro un quadro univoco dove è possibile affermare che soltanto nella coppia e nella famiglia, nelle intense relazioni gratuite e nei rapporti che dentro di essa si creano, l’uomo e la donna rispondono all’ esperienza personale di ogni persona che è attratta dalla prossimità, dall’unità, dall’accoglienza reciproca, facendo fare ad essa l’esperienza più profonda dell’altro e di sé.

La nuova sfida della collettività

La società è chiamata, di fronte a bisogni illimitati e a risorse limitate, a compiere sempre di più delle scelte che cerchino di favorire il bene comune.
La famiglia fondata sul matrimonio è stata considerata negli anni, almeno per molte elites,  per il pensiero marxista e per quello ultra-individualista, come un freno allo sviluppo di una società più moderna, giusta e libera. Anche oggi viene vista, nella sua forma naturale, con diffidenza e superficialità e definita “tradizionale”, con un certo senso dispregiativo.
Eppure la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (art. 16) la definisce come “il nucleo fondamentale della società e dello Stato e come tale deve essere riconosciuta e protetta” e la nostra Costituzione all’articolo 29 dichiara: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.
E’ chiaro quindi, ma è necessario ribadirlo con forza, che la dichiarazione di due sposi non riveste soltanto un interesse privato ma bensì un interesse pubblico: i doveri di ciascun coniuge (coabitazione, fedeltà,  assistenza, collaborazione) non sono infatti posti soltanto a tutela dell’altro coniuge, ma hanno rilevanza per la socialità.
La tutela della famiglia ha poi un senso più compiuto verso i minori, nel senso che la comunità ha un interesse pubblico affinché i figli crescano in un ambiente stabile e certo di relazione ed affetti come quello vissuto nel contesto familiare. Tutto ciò è rafforzato dal fatto che, nei casi di adozione ed affido si cerca sempre di più di inserire il minore in un contesto che riproduce il più possibile quello familiare.
Insomma al di là delle mode e le pressioni di certe elite, il ruolo sociale ed economico che la famiglia ricopre nella società appare insostituibile.
Se tutto questo è vero è arrivato il tempo di sostenere con più forza questa cellula fondamentale che le statistiche sembrano dare in profonda crisi.
E quindi la politica delle chiacchiere e dei litigi dovrebbe finalmente provare a mettere in agenda delle vere e proprie politiche familiari. Il buon segnale di avere istituito un Ministero della Famiglia da parte del governo di centro-sinistra non pare aver prodotto i risultati sperati. In Italia si tratta invece di invertire una tendenza che va avanti da anni e che vede il nostro paese molto indietro per quanto riguarda un welfare al servizio della persona e della famiglia rispetto agli altri paesi, anche a quelli più vicini. E complice anche la mancanza di una tutela e un incentivo alla maternità, attraverso un’avanzata conciliazione tempi di vita – tempi di lavoro, l’Italia non ha futuro perché gli italiani non fanno figli. 
Ma non bastano gli incentivi e gli aiuti economici. Come ho cercato di delineare precedentemente le famiglie, e le giovani coppie in particolare, vanno supportate anche nella loro sfera più interna, profonda e relazionale. Le istituzioni, le associazioni di volontariato, le chiese e le confessioni religiose sono quindi chiamate ad una nuova sfida per pensare percorsi che possano, al pari dei tempi, sostenerle e starle accanto. E’ il bene comune delle nostre società che lo reclama, soprattutto i soggetti più deboli che ne fanno parte.

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