Luglio 29th, 2008 by Carlo Lazzeroni
Sono passati diversi giorni da quello scambio “strano”avvenuto tra Israele ed Hezbollah: 5 prigionieri liberati in cambio di due soldati israeliani, morti.
Nelle parole dello scrittore Amos Oz, tratte da questa intervista apparsa sul Corriere della Sera, sta la forza, secondo me, di un grande popolo:
Come vede lo scambio? “Un giorno di lutto. Ovvio che i fanatici, i terroristi, gli estremisti conoscono bene le debolezze della società israeliana. Mi sembra di poter dire persino che si sono specializzati nello studio della tradizione ebraica, per cui sanno che noi ebrei riportiamo a casa i nostri morti, li vogliamo seppellire secondo il nostro rito. Anche se sono solo cadaveri, forse poche ossa, non importa, si tratta di un obbligo morale, è parte integrante del contratto tra la società ed i giovani soldati che danno la vita per essa. Sono le fondamenta del contratto sociale tra la fabbrica dello Stato ed il suo esercito. Loro, i nostri nemici, lo sanno e ne approfittano”.
Le conseguenze? “Non buone, temo. I fanatici di Hezbollah e quelli di Hamas sono consapevoli di questa nostra debolezza. E faranno di tutto per trarne vantaggio. E’ già accaduto diverse volte nel passato. La conseguenza più ovvia è che cercheranno di prendere altri prigionieri, si moltiplicheranno i loro blitz dal Libano o dalla Striscia di Gaza. E ogni volta noi ci troveremo a dover affrontare lo stesso terribile dilemma: trattare o no? Ogni volta dovremo chiederci se la priorità va al rispettare le fondamenta del nostro contratto sociale, oppure alla lotta contro il nemico. E inevitabilmente tratteremo. Questa è la nostra debolezza, eppure, nel lungo periodo, anche la nostra forza”.
Cosa significa? “Che in questo giorno triste sono fiero di vivere in un mondo di valori dove ogni individuo conta, pesa, gode del pieno rispetto, anche se non è più in vita. In realtà proprio questo principio, che è visto dai nostro nemici come una debolezza, costituisce il nostro vero vantaggio, l’ elemento che garantisce la nostra capacità di resistenza e lotta. Ma tutto ciò Hassan Nasrallah e quelli come lui non lo capiranno mai”.
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Luglio 22nd, 2008 by Carlo Lazzeroni
Sabato 19 luglio 2008 - San Giuliano Terme (PI)
Carabinieri schierati per strada, tensione in consiglio comunale, cortei e proteste, cori contro il fascismo, tre assessori (due di Rifondazione Comunista e uno dei Comunisti Italiani) che sbattono la porta e lasciano la giunta, e molta pubblicità ad An e al suo capogruppo Mannocci.
Tutto ciò succede a San Giuliano Terme perchè An organizza in consiglio comunale la presentazione di un libro “gli orfani di salò”, di Antonio Carioti. L’autore è un giornalista del Corriere della Sera e non proprio un revisionista / negazionista; ha però avuto il “difetto” di studiare e descrivere la storia dei giovani che nel dopoguerra scelsero la destra, il movimento sociale.
Apriti cielo: per giorni non si parla d’altro, i difensori della democrazia leninista si muovono per salvaguardare la Democrazia; i democratici di San Giuliano, con in testa il sindaco e il presidente del consiglio, ondeggiano un pò, seguendo paurosamente la linea dei democratici leninisti. Devono intervenire gli On. Letta, Fontanelli e Veltroni per riportarli ad una più consona concezione di democrazia liberale…
e si arriva, con stanchezza, a sabato 19 luglio…
Qualcuno diceva “Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente” e qualcun altro ”per combattere il nemico bisogna conoscerlo!”…
Ma i fautori della democrazia leninista non hanno dubbi…
Siamo nel 2008, niente di nuovo a San Giuliano Terme!
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Luglio 15th, 2008 by admin
Alcune riflessioni di un amico sul tema…vissuto sulla propria pelle!
“Sui giornali e alla televisione, in questo periodo si sente spesso parlare di rilevazioni scientifiche sul mercato del lavoro, le quali evidenzierebbero come la condizione della donna qui in Italia sia inferiore a quella dell’uomo, sia in termini di accesso al lavoro sia in termini di possibilita’ di carriera. Fra i vari ambiti in cui tale disparita’ di trattamento si verificherebbe, si cita in particolare il mondo dell’universita’ e della ricerca, portando (a sostegno di tali affermazioni) precisi dati di indagine statistica. Ovviamente io non ho a disposizione ne’ le competenze ne’ i dati “globali” relativi a tali ambiti per potere azzardarmi a contestare o smentire le conclusioni e le valutazioni presentate su importanti organi di informazione nazionali. Cio’ che pero’ vorrei dire e’ che la mia personale esperienza nel mio ambito ristretto (in cui sto pagando una forte situazione di disagio) non sembrerebbe accordarsi con tali valutazioni. Io sono uno dei tanti precari nel mondo della ricerca italiana: nonostante abbia da tempo un curriculum abbondantemente sufficiente per aspirare ad una posizione stabile di ricercatore, attualmente sono ancora al palo. I miei principali difetti in questo ambito sembrano essere stati un carattere mite (non carrieristico) ed un lavoro tecnico matematico basato piu’ su una ricerca di base con obiettivi a lungo termine che non su una ricerca del tipo di vendita di un prodotto sul mercato.
Posso testimoniare, con dati oggettivi alla mano, che in tutti questi anni sono stato ingiustamente scavalcato da un discreto numero di persone (uomini e donne) le quali, soltanto perche’ hanno avuto l’appoggio opportuno al momento giusto da parte di professori ordinari, hanno ottenuto una posizione stabile di ricercatore pur avendo decisamente meno titoli di quanti ora ne ho io. Oltre a cio’, altri eventi mi fanno riflettere: ben quattro persone (due uomini e due donne, in una cerchia ristretta di miei conoscenti nell’ambiente di lavoro), che avevano gia’ da tempo posizioni stabili nell’ambito della ricerca, hanno avuto di recente un avanzamento di carriera; ebbene, in tempi di poco successivi ho sentito due di queste persone dire (a qualche precario come me) che non ci sono abbastanza soldi per levare me ed altri dal precariato!
Secondo me, non e’ tanto una questione di uomini o di donne, quanto piuttosto di avere una mentalita’ carrieristica o mite, di sapere “vendere” bene o no le proprie competenze scientifiche, di sapere coltivare o no le “giuste” pubbliche relazioni, indipendentemente dalla propria bravura tecnica. Sempre secondo me, e’ ingiusto e pericoloso ricorrere, nelle analisi sui mezzi di informazione, a categorie generali (come quelle di uomini e donne) prescindendo da quello che e’ il vissuto concreto di chi vive la realta’ del precariato nella ricerca sulla propria pelle.
Infine, un’ultima considerazione. Puo’ essere vero (come riportato dai giornali e dalla televisione) che riguardo alla carriera, verso i posti di dirigente di ricerca o di rettore universitario, ci sia una discriminazione delle donne rispetto agli uomini: tuttavia, pensando al mio status attuale concreto, si tratta pur sempre di persone si’ “discriminate”, ma che vivono in partenza in una situazione gia’ di molto privilegiata rispetto alla mia!”
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Luglio 10th, 2008 by Carlo Lazzeroni

Nella diatriba tra Sabina Guzzanti e Mara Carfagna, dopo le pesanti e volgari accuse mosse dell’artista nei confronti dell’ex soubrette, oggi ministra della Repubblica, durante la manifestazione di Roma, la cosa che più mi ha colpito è la frase con cui la ministra ha dichiarato di voler denunciare la Guzzanti: “sporgo querela alla figlia del parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti”!
Che c’azzecca??? Prima di tutto la figlia del parlamentare di Forza Italia non è che sia proprio una bambina, ha bensì 46 anni. E poi la mentalità da avvertimento “mafioso” che sta dietro questa dichiarazione è odiosa almeno quanto quella, mossa un pò dall’invidia, che sta dietro i beceri e volgari attacchi mossi, aihmè come spesso accade da un’altra donna, nei confronti di una donna giovane e bella che prende il potere.
Insomma la solidarietà in tutta questa vicenda mi pare la meriti innanzitutto Paolo Guzzanti, anche perchè è uno dei pochi spiriti liberi che ancora esistono in politica.
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Luglio 4th, 2008 by admin
LIBERTA’
Bentornata…
“Forse mi uccideranno domani”
I. Betancourt
DIMENTICANZE
“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.”
Antoine De Saint-Exupéry
DEMOCRAZIA
“Anche se detesto quello che dici, difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”
Voltaire
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