Il Blog di Carlo lazzeroni

Proteste legittime, democrazia “zoppa” e Giugno pisano da salvaguardare


Giugno 19th, 2008 by Carlo Lazzeroni


luminara.jpgDopo i “buchi neri” nella serata della Luminara, si moltiplicano i comitati spontanei di residenti di diverse aree del centro di Pisa che annunciano nuove e clamorose proteste contro l’amministrazione comunale. Tali proteste sono condivisibili nel merito ed efficaci nel sollevare all’attenzione pubblica il problema della scarsa vivibilità nel centro storico. Di più,  sono segni di una comunità viva.
Appare però singolare che queste proteste si esprimano con questa forza a distanza di due mesi dal rinnovo degli amministratori locali attraverso l’elezione del sindaco e del consiglio comunale. Non credo che il sistema civile e democratico si manifesti soltanto al momento delle elezioni, anzi. Certamente però queste rimangono il momento più alto per la costruzione del rapporto di fiducia tra rappresentanti e rappresentati. E allora mi chiedo: i cittadini che protestano pubblicamente (e i tanti che in questi anni si sono lamentati della cattiva gestione della nostra città) hanno avuto il coraggio di esprimere un voto di cambiamento in occasioni delle ultime elezioni? Mi pare di poter dire di no, o comunque se una volontà di cambiare è emersa durante il ballottaggio, non ha trovato la compiutezza che prefiguravano le tante lamentele in giro per la città.
Per fare un esempio, io mi sono candidato al consiglio comunale in una lista di opposizione chiedendo il voto in base alle mie idee e ai miei valori, ma principalmente denunciando il malgoverno di questi anni nella nostra città. E così molti altri che si sono “messi in gioco”. Tanto che la scelta non mancava, vista la presenza di tutte le liste politiche possibili e di diverse liste civiche. I risultati hanno mostrato che i pisani hanno dato alle forze che appoggiavano il sindaco di centro-sinistra più del 50 % dei consensi al primo turno, avallando quindi le scelte politiche fatte dalle precedenti amministrazioni.
Forse i cittadini dovrebbero utilizzare il momento della scelta dei propri rappresentanti  per dare maggiori segnali di novità. A livello locale si dovrebbe votare dando fiducia agli amministratori e alle forze politiche soltanto in base al loro operato, riuscendo a mettere da parte le appartenenze politiche e ideologiche. Ciò due mesi fa non è avvenuto e, finchè non avverrà, avremo nella nostra città una democrazia “zoppa”, senza alternanza di governo e conseguentemente governi peggiori ed opposizioni sempre più deboli.
Boicottare la luminara e le altre manifestazioni storiche del giugno pisano sono una botta al cuore per chi ama Pisa. Dopo tutto il degrado e l’incuria che questi amministratori ci regalano, il fatto di sapere che non c’è possibilità di costruire una democrazia matura nella nostra città, non date ai pisani che sperano, come voi, in una città migliore, il dispiacere di vedere boicottate le manifestazioni della tradizione più bella della nostra città.

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Intercettazioni: non basterebbe punire chi le divulga?


Giugno 16th, 2008 by Carlo Lazzeroni


intercettazioni.jpgIl governo di centro-destra considera fondamentale mettere mano al fenomeno non più tollerabile delle intercettazioni telefoniche. Si fa un pò di confusione però, nel senso che un pò tutti credono che intollerabile, in un paese serio e liberale come vorrebbe essere il nostro, non sia il loro utilizzo ma la loro diffusione nei giornali soltanto per sfamare la voglia di gossip delle persone.
E allora perchè il centro-destra invece di definire cosa si può ascoltare e cosa no, non si è preoccupato di mettere in atto interventi (come il segreto istruttorio) che garantiscano la tutela dei diritti di ogni cittadino e allo stesso tempo permettano di utilizzare l’unico strumento che possa portare a scoprire molti reati altrimenti non identificabili? 
Libertà per i magistrati di procedere alle intercettazioni, divieto assoluto di divulgarle nella fase istruttoria, pene severe per i media che le pubblicano e aggravanti per i pubblici impiegati che trasmettono i documenti segregati alla stampa non sarebbero stati interventi più corretti ed efficaci?

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Prostituzione: i quartieri a luci rosse la soluzione?


Giugno 11th, 2008 by Carlo Lazzeroni


prost.jpgNel dibattito degli ultimi giorni è tornata alla ribalta la proposta di istituire quartieri a luci rosse nelle nostre città per togliere dalla strada il fenomeno della prostituzione. Di più. Il ministro Maroni vorrebbe debellare il fenomeno inserendolo nel reato di clandestinità. La merceficazione del corpo delle donne, e degli uomini visto che il fenomeno è in aumento, attraverso l’istituzione dei quartieri a luci rosse credo sarebbe un’ulteriore sconfitta per una società evoluta. Si dice che la prostituzione ci sarà sempre perchè è il mestiere più vecchio del mondo. E’ un buon motivo? o forse come diceva don Oreste Benzi la prostituzione è l’ingiustizia più vecchia del mondo…

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Costituzione: 60 anni… e si vedono tutti!


Giugno 4th, 2008 by Carlo Lazzeroni


costituzione.jpgDa molti anni mi sono dissociato da quello che consideravo un’esaltazione eccessiva della nostra costituzione. Mi ha sempre insospettito il fatto che essa non potesse essere modificata, quasi fosse il Vangelo…  
La riflessione dello storico Flavio Felice (che qui puoi vedere) mi dà lo spunto per affrontare questo argomento in occasione della ricorrenza dei 60 anni della nostra Repubblica. 
Mi pare evidente che il testo della nostra Costituzione soffra del fatto che sia stato concepito CONTRO QUALCOSA e non PER (in questo caso contro il fascismo, visto che la nostra Repubblica prende forma dopo 20 anni di regime autoritario) e sia il frutto di una mediazione tra le culture prevalenti: cattolica, comunista e liberale (quest’ultima nettamente minoritaria). Al di là dello sforzo fatto dai grandi uomini che fecero parte della costituente (come i cattolici Dossetti e Fanfani e il comunista Togliatti) è chiaro che essa risulta bizzarra in molte sue parti (una repubblica fondata sul lavoro???),  e ne scaturisca una concezione della democrazia molto più leninista che liberal-democratica. Anche per questo secondo me servirebbe una revisione profonda, non soltanto nella sua seconda parte, come affermato dalla stragrande maggioranza delle persone, ma proprio sui princìpi fondanti, quelli espressi nella parte fondamentale dei primi articoli. Mi fa sorridere inoltre il fatto che ci sia una sorta di pregiudizio negli uomini di oggi, (certo i nostri politici non sono della statura morale dei costituenti), quasi che non fossimo capaci di poter scrivere un nuovo patto che metta al centro quei veri princìpi (libertà, diritti e doveri, giustizia, tolleranza, pluralismo, tutela della persona) per cui vale la pena sentirsi parte di una comunità nazionale.

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