<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!-- generator="wordpress/2.3.2" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>IL BLOG di CARLO LAZZERONI</title>
	<link>http://www.carlolazzeroni-blog.it</link>
	<description>A PISA l'alternativa c'è. Costruiamola INSIEME!!</description>
	<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 14:56:31 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.3.2</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>Rom: una terza via oltre i rimpatri di Sarkozy (e Filppeschi) e i progetti come &#8220;Città sottili&#8221;</title>
		<link>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=574</link>
		<comments>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=574#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 14:56:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lazzeroni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità &amp; politica]]></category>

		<category><![CDATA[Cambiare Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[Carlo Lazzeroni]]></category>

		<category><![CDATA[Circolo Liberal Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[città sottili]]></category>

		<category><![CDATA[cultura rom]]></category>

		<category><![CDATA[filippeschi razzista]]></category>

		<category><![CDATA[la chiesa difende i rom]]></category>

		<category><![CDATA[liberal pisa]]></category>

		<category><![CDATA[nomadi a pisa]]></category>

		<category><![CDATA[rom a Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[sarkozy e espulsione dei rom]]></category>

		<category><![CDATA[tuteliamo le minoranze rom]]></category>

		<category><![CDATA[via i rom da Pisa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=574</guid>
		<description><![CDATA[La decisione di rimpatriare i rom presa dal presidente Sarkozy ha fatto molto discutere in questi giorni. A partire da questa scelta e dalle politiche sul tema intraprese a Pisa, mi piacerebbe provare a discutere di questo argomento, così spinoso e complesso, anche per il variegato mondo che costituisce la minoranza etnica dei rom e sinti.
Credo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="0" vspace="6" align="left" width="123" src="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/09/rom.thumbnail.jpg" hspace="6" alt="rom.jpg" height="131" />La decisione di rimpatriare i rom presa dal presidente Sarkozy ha fatto molto discutere in questi giorni. A partire da questa scelta e dalle politiche sul tema intraprese a Pisa, mi piacerebbe provare a discutere di questo argomento, così spinoso e complesso, anche per il variegato mondo che costituisce la minoranza etnica dei rom e sinti.<br />
Credo innanzitutto che quanto intrapreso da Sarkozy, condiviso verbalmente anche dal nostro ministro Maroni, sia un passo molto pericoloso che ci fa rivivere una storia di intolleranza che speravamo di non vedere mai più riproposta in Europa.<br />
Questo rischio di deriva culturale e politica non viene solo da destra ma, a livello locale, è stato intrapreso con azioni concrete anche da amministratori di sinistra: a Pisa infatti lo scorso anno, per limitare e contenere il crescente numero di rom presenti in città e il pericoloso proliferare di campi abusivi, diverse famiglie di rom sono state “aiutate” a lasciare il territorio del Comune con il viaggio pagato e un bonus di uscita di 1500 euro. Ho espresso su queste politiche tutti i miei dubbi “etici”, così come avevo espresso critiche ancora prima alle decisioni portate avanti dalla precedente amministrazione (sempre di centro-sinistra), che aveva messo in piedi il progetto di inclusione sociale denominato “Città sottili”, che proprio in questi giorni si è concluso con la consegna ai rom delle case appositamente costruite. Tale progetto infatti, oltre al censimento dei rom presenti nel territorio e il tentativo di scolarizzazione dei ragazzi, prevedeva la costruzione di una serie di villette a schiera nel campo di Coltano, lo storico e più grande insediamento rom nel Comune di Pisa. Questo progetto all’inizio così tanto decantato dalla sinistra pisana e non solo (il segretario dei Ds Piero Fassino in televisione a Porta a Porta lo citò come esempio riuscito (sic!) per risolvere il “problema” dei Rom), ha mostrato tutti i limiti di un processo troppo “burocratico”, che tra vari ritardi si sta per concludere oggi tra i malumori e le tensioni del mondo dei rom (molti infatti come era prevedibili rimarranno fuori dagli alloggi, perché il progetto era limitato a quelli presenti in quel campo diversi anni fa quando tale progetto prese avvio) e grossi malumori tra i pisani (è un classico sentire dire tra i cittadini pisani più in difficoltà, con un po’ di cinismo, “l’amministrazione aiuta gli zingari invece di pensare a noi!”).<br />
E comunque è un dato di fatto che il progetto Città sottili, come prevedibile, non risolve la questione dei molti altri rom presenti in città che vivono in altri insediamenti abusivi che nel frattempo si sono costituiti.<br />
Ma al di là delle questioni economiche a me di questo progetto lasciavano forti dubbi i tentativi di voler integrare e omologare alla nostra cultura quella di popoli ed etnie di così antiche tradizioni e culture che nascono e rimangono nel tempo molto diverse dalle nostre: culture con cui è giusto convivere, ma che non vanno cercate di omologare a quella nostra. Per questo credo che potevano essere utilizzati quei tanti soldi avuti per il progetto città sottili (più di 900 milioni di euro sono costate soltanto le villette costruite) per un patto diritti-doveri da mettere in piedi con il coinvolgimento dei Rom del territorio.<br />
Questo patto che il sindaco di Pisa doveva portare avanti, insieme naturalmente agli altri sindaci delle città dove esistono grossi insediamenti rom, doveva essere incentrato  nell’individuazione di una o più aree per rom, da poi rendere vivibili da un punto di vista igienico-sanitario con roulotte, prefabbricati o costruzioni di legno; da un controllo periodico per la salvaguardia di tali aree e poi si doveva passare con l’aiuto e il coinvolgimento di mediatori culturali, associazioni e magari uno o più figure di riferimento-rappresentanza dei rom (a Roma il sindaco Alemanno ha deciso di delegare un Rom, come persona di propria fiducia per i rapporti con le comunità rom e sinte della Città) per un percorso di convivenza possibile. E questa convivenza passa nel riconoscere e rispettare una cultura come quella nomade,  ma chiede allo stesso tempo con forza che in nome di una certa cultura non si sfruttino ad esempio i minori per l’accattonaggio e non si tollerino furti o borseggi che una parte di questi nomadi usano fare con troppa disinvoltura. E per quanta riguarda la doverosa istruzione e scolarizzazione, invece che costringerli a frequentare le nostre scuole, con costi e risultati insoddisfacenti, forse si poteva pensare a predisporre corsi scolastici da fare all’interno dei campi rom.<br />
Costruire insomma un tipo di integrazione e di società più all’americana che alla francese o all’europea, tesa cioè a cercare di costruire una società dove le varie culture convivano esaltandone le differenze, piuttosto che cercare a tutti i costi l’uguaglianza e l’omologazione.<br />
Tra le due opzioni “estreme”, cioè le espulsioni alla Sarkozy (e alla Filippeschi) e il tentativo di inclusione sociale di progetti troppo dispendiosi e farraginosi come quello di Città sottili, mi pare questa una via possibile per coniugare il rispetto delle persone, delle culture e dei popoli con quella di una cittadinanza che chiede sempre di più maggiore sicurezza e il rigoroso rispetto delle regole. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?feed=rss2&amp;p=574</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>I messaggi di Gheddafi e le nostre risposte</title>
		<link>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=570</link>
		<comments>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=570#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 19:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lazzeroni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità &amp; politica]]></category>

		<category><![CDATA[Carlo Lazzeroni]]></category>

		<category><![CDATA[Circolo Liberal Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[diritti umani in libia]]></category>

		<category><![CDATA[gheddafi e berlusconi]]></category>

		<category><![CDATA[gheddafi e le hostess]]></category>

		<category><![CDATA[islam ed europa]]></category>

		<category><![CDATA[islamizzazione italia]]></category>

		<category><![CDATA[Liberal]]></category>

		<category><![CDATA[messaggi di gheddafi]]></category>

		<category><![CDATA[Partito della nazione pisa]]></category>

		<category><![CDATA[putin e gheddafi amici di berlusconi]]></category>

		<category><![CDATA[show di gheddafi a roma]]></category>

		<category><![CDATA[trattato di amicizia italia-libia]]></category>

		<category><![CDATA[Trattato di Bengasi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=570</guid>
		<description><![CDATA[

    

La visita di Gheddafi in Italia ha confermato lo spettacolo imbarazzante, l’ennesimo, a cui il nostro paese è sottoposto, come conseguenza della spregiudicata politica estera, sempre più incentrata sui rapporti unilaterali, che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi porta avanti.
La seconda visita di Gheddafi in Italia ha celebrato lo storico trattato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><meta name="Titolo" /><meta name="Parole chiave" /><meta name="ProgId" content="Word.Document" /><meta name="Generator" content="Microsoft Word 2008" /><meta name="Originator" content="Microsoft Word 2008" /></p>
<link rel="File-List" href="file://localhost/Users/utente/Library/Caches/TemporaryItems/msoclip/0clip_filelist.xml" /><a href="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/08/gheddafi_berlusconi.jpg" title="gheddafi_berlusconi.jpg"></a><br />
<style>   <!--  /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --> </style>
<p><!--StartFragment--></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><font face="Georgia"><img border="0" vspace="6" align="left" width="130" src="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/09/gheddafi2.thumbnail.jpg" hspace="6" alt="gheddafi2.jpg" height="92" />La visita di Gheddafi in Italia ha confermato lo spettacolo imbarazzante, l’ennesimo, a cui il nostro paese è sottoposto, come conseguenza della spregiudicata politica estera, sempre più incentrata sui rapporti unilaterali, che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi porta avanti.<br />
La seconda visita di Gheddafi in Italia ha celebrato lo storico trattato di amicizia stipulato due anni fa tra l’Italia e la Libia. Lasciando da parte quegli aspetti economici, sociali, di sicurezza e di contenziosi storici da chiudere che hanno contribuito all’accordo, se valutiamo il trattato da un punto di vista storico e giuridico, può essere considerato anche giusto che l’Italia risarcisca per i crimini commessi durante l’occupazione della Libia (può essere anche un precedente positivo nel diritto internazionale che però anche altri Stati responsabili di gravi crimini è auspicabile vogliano seguire). Quello che lascia forti dubbi però è se un accordo del genere possa essere fatto con uno Stato non propriamente democratico, come quello guidato da decenni dal colonnello libico Gheddafi.<br />
Forse sì, ma allora doveva essere incentrato sulla sottoscrizione di un impegno per un maggior rispetto dei diritti umani e dei valori della libertà. E in quel caso già sognavo un Berlusconi prima maniera (quello della discesa in campo per la rivoluzione liberale) che andava a Tripoli e, insieme ai tanti soldi, proclamasse, forse con uno stile un po’ americano, l’esportazione della democrazia in forma pacifica, richiamando il dittatore libico al rispetto dei diritti umani, dei dissidenti politici e  della libertà religiosa. E invece sta succedendo esattamente il contrario: come in un incubo, vediamo Gheddafi, per la seconda volta a Roma, diventare il protagonista assoluto di questi incontri bilaterali; prenderci sempre più gusto e, nell’assordante silenzio della maggioranza (anche quella più beceramente anti-islamica), esaltare lo Stato libico contro le decadenti democrazie occidentali, celebrare con pubbliche manifestazioni le conversioni di alcune donne all’Islam, invitare l’Italia e tutta l’Europa decadente a convertirsi alla “Vera e Ultima” religione, tenere lezioni a centinaia di giovani e belle donne e infine chiedere sempre più soldi all’Europa per “riuscire” a contenere l’arrivo di nuovi immigrati in fuga dalle coste libiche. Insomma un vero capolavoro quello che ci fa vivere la diplomazia berlusconiana.<br />
Ma i tre giorni di spettacolo “folkloristico” offerto da Gheddafi, tra i silenzi del governo italiano, ci danno l’occasione anche per fare qualche riflessione su di noi. Infatti i messaggi provocatori, e allo stesso tempo tristemente seri, del colonnello libico fanno inesorabilmente da specchio della nostra società; ad esempio sul valore e il ruolo della donna, così maledettamente simile a quello che sembra offrire gran parte della società italiana e della nostra classe politica.<br />
Così come i tentativi di colonizzazione della religione islamica, se da una parte si scontrano con una democrazia liberale che ha gli anticorpi per tenere a distanza l’impostazione da Stato etico di Gheddafi, dall’altra trovano terreno fertile in una società dove sempre più forte risulta la deriva etica relativista, che renderà sempre più difficile il confronto con le altre culture e le altre religioni, soprattutto quelle emergenti ed “aggressive”; confronto che non è aiutato neppure da una presunta  tutela della Cristianità e dei suoi valori, se questa passa attraverso interlocutori assai poco credibili che, con la scusa del crocifisso, seminano i germi della violenza, della xenofobia e  dell’intolleranza.<br />
Insomma l’“incubo” che la diplomazia italiana ci ha fatto vivere in questi giorni si porta dietro, insieme allo sdegno crescente per una politica estera di Berlusconi incentrata sempre di più da rapporti stretti e consolidati con i nemici dei diritti umani e della libertà (Putin, Gheddafi e il leader bielorusso Alexander Lukashenko), anche l’occasione per riflettere un po’ meglio su di noi e provare a migliorare: la nostra politica, ma non solo.</font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?feed=rss2&amp;p=570</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>La tessera della discordia e il calcio ad un bivio</title>
		<link>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=568</link>
		<comments>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=568#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 20:53:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lazzeroni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità &amp; politica]]></category>

		<category><![CDATA[Cambiare Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[assedio a Maroni]]></category>

		<category><![CDATA[calcio ad un bivio]]></category>

		<category><![CDATA[calcio malato in italia]]></category>

		<category><![CDATA[Carlo Lazzeroni]]></category>

		<category><![CDATA[esperimento Firenze]]></category>

		<category><![CDATA[Franchi senza agenti di polizia]]></category>

		<category><![CDATA[Maroni boia]]></category>

		<category><![CDATA[meglio il calcio inglese]]></category>

		<category><![CDATA[pier ferdinando Casini]]></category>

		<category><![CDATA[scontri a Pisa tra tifosi per tessera]]></category>

		<category><![CDATA[Tessera del tifoso]]></category>

		<category><![CDATA[tessere dei tifosi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=568</guid>
		<description><![CDATA[
    

Il mondo del calcio si è rimesso in moto in queste ore, con la (grande?) novità della tessera del tifoso.
Abbiamo assistito in questi giorni a veementi proteste degli ultras un po’ in tutta Italia, a divisioni tra tifosi della stessa squadra (nella mia città, Pisa, domenica scorsa si è arrivati allo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><meta name="Titolo" /><meta name="Parole chiave" /><meta name="ProgId" content="Word.Document" /><meta name="Generator" content="Microsoft Word 2008" /><meta name="Originator" content="Microsoft Word 2008" /></p>
<style>   <!--  /* Font Definitions */ @font-face 	{font-family:Verdana; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:auto; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:3 0 0 0 1 0;} @font-face 	{font-family:Tahoma; 	panose-1:2 11 6 4 3 5 4 4 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:auto; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:3 0 0 0 1 0;}  /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman";} a:link, span.MsoHyperlink 	{color:blue; 	text-decoration:underline; 	text-underline:single;} a:visited, span.MsoHyperlinkFollowed 	{mso-style-noshow:yes; 	color:purple; 	text-decoration:underline; 	text-underline:single;} span.nowrap1 	{mso-style-name:nowrap1;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --> </style>
<p><!--StartFragment--></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><font color="#000000"><span class="nowrap1"><span style="font-size: 11pt; color: black; font-family: Tahoma"><img border="0" vspace="6" align="left" width="131" src="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/09/tessera-del-tifoso.thumbnail.jpg" hspace="6" alt="tessera-del-tifoso.jpg" height="101" />Il mondo del calcio si è rimesso in moto in queste ore, con la (grande?) novità della tessera del tifoso.<br />
Abbiamo assistito in questi giorni a veementi proteste degli ultras un po’ in tutta Italia, a divisioni tra tifosi della stessa squadra (nella mia città, Pisa, domenica scorsa si è arrivati allo scontro, prima verbale e poi fisico, tra la minoranza più oltranzista della curva e la maggioranza degli sportivi che ha invece accettato di fare la tessera) e, per finire in bellezza, alla violenta contestazione al ministro dell’interno Maroni, con assalti da parte degli ultras bergamaschi durante un comizio ad una festa leghista. Ma cosa è questa tessera e perché è tanto ostacolata? La tessera del tifoso è una sorta di bancomat personale con cui i tifosi avranno una serie di servizi  (acquistare i biglietti in modo più veloce, passare attraverso varchi preferenziali negli stadi, accedere allo stadio anche nei casi di partite soggette a restrizioni per ragioni di sicurezza). Il punto più importante infine è che questa serve necessariamente per assistere ad una partita in trasferta, visto che le società hanno l’obbligo di vendere i biglietti riservati ai settori ospiti esclusivamente ai possessori della tessera del tifoso.Insomma non è una schedatura vera e propria ma poco ci manca. Per questo è chiaramente rifiutata dagli ultras e perché, con questo sistema i tifosi sottoposti alla Daspo non potranno più, contrariamente e quanto avveniva fino ad ora, eludere il provvedimento di divieto ad entrare negli stadi. Insomma questa tessera non sarà la panacea di tutti i mali, ma è un passo avanti per responsabilizzare tutti gli sportivi che vanno allo stadio. E quei tifosi che non hanno niente da temere con la giustizia, forse ci guadagnano qualcosa. Ma questo provvedimento non potrà, da solo, cambiare un sistema calcistico che nel tempo sta diventando insostenibile. Servirà molto altro per provare a mettere in campo quella rivoluzione culturale di cui il calcio avrebbe bisogno. Vediamo alcuni spunti: innanzitutto, l’istituzione di questa tessera dovrebbe bloccare, fin da subito, le decisioni prese dall’Osservatorio Nazionale delle manifestazioni sportive  e il Casms (Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive) di negare ai tifosi di una squadra ospite di partecipare ad una trasferta, o di disputare partite a porte chiuse. Questo infatti va proprio contro la nuova filosofia che servirebbe per migliorare il nostro calcio. La politica e le istituzioni che garantiscono la sicurezza dovrebbero, d’accordo con la Figc, avere inoltre maggior coraggio e ridurre drasticamente la militarizzazione della domenica, con intere zone delle città chiuse e blindate per una partita di calcio. Ogni cittadino di buon senso sa, con la crisi in corso e con i problemi di criminalità che abbiamo, che lo sproporzionato numero di forze dell’ordine negli stadi è un costo non più sostenibile, oltre che un affronto allo sport, quello vero. A questo proposito qualcosa si sta muovendo; ad esempio, negli ultimi anni la città di Firenze ha sperimentato la graduale riduzione di impiego delle forze di polizia e solo nelle aree più esterne dello stadio. Su questo tema dovrebbero rischiare di più anche le società calcistiche, che in troppi casi tengono rapporti troppo stretti con i violenti di casa propria. Alle società invece dovrebbe essere affidata, attraverso gli steward,  la completa gestione della sicurezza negli impianti, con la polizia soltanto in supporto. Inoltre basterebbe poco per prendere iniziative tese a svelenare il clima tra opposte tifoserie, ad esempio organizzando “terzi tempi” tra tifosi, con punti di accoglienza prima e dopo la gara per i tifosi ospiti. E infine si dovrebbe avere il coraggio di abbattere le barriere degli stadi, da noi troppe volte concepiti come un campo di battaglia, con divisioni e gabbie per i tifosi. In attesa di costruire nuove stadi più adatti ad accogliere bambini e famiglie, che almeno si facciano delle piccole migliorie su quelli vecchi. Se in Inghilterra e in altri paesi europei non esistono divisioni tra tifosi e tra i tifosi e il terreno di gioco, se ai mondiali o agli europei è normale per i tifosi vedere le gare stando fianco a fianco, perché non deve essere possibile, nei nostri stadi, vedere tifosi di squadre avversarie sedere gli uni accanto agli altri? Come in Inghilterra, serve anche da noi il pugno durissimo contro chi sgarra (ricordo che all’interno degli stadi inglesi esistono delle celle dove i tifosi sono messi in attesa di essere arrestati), ma anche una nuova cultura sportiva di vivere il calcio che, guarda caso, viene evidenziato da ogni allenatore italiano che va ad allenare all’estero. Non sarà facile e sarà un processo lungo, ma siamo ad un bivio. La tessera del tifoso deve essere solo un piccolo tassello inserito in una serie di azioni per dare vita ad una nuova era: senza, il calcio sopravvivrà ancora per un po’, ma non avrà un grande futuro.<br />
    </span></span></font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?feed=rss2&amp;p=568</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Aforismi e Pensieri</title>
		<link>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=564</link>
		<comments>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=564#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 10:27:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Aforismi e Pensieri]]></category>

		<category><![CDATA[aforismi su cossiga]]></category>

		<category><![CDATA[aforismi tamaro]]></category>

		<category><![CDATA[carlo lazzeronim]]></category>

		<category><![CDATA[Chiesa e nuova evangelizzazione]]></category>

		<category><![CDATA[chiesa e poveri]]></category>

		<category><![CDATA[chiesa poco accogliente]]></category>

		<category><![CDATA[Ciao Francesco Cossiga]]></category>

		<category><![CDATA[Cossiga e la massoneria]]></category>

		<category><![CDATA[Cossiga era di sinistra?]]></category>

		<category><![CDATA[Cossiga il picconatore/pompiere]]></category>

		<category><![CDATA[Elisabetta Tulliani]]></category>

		<category><![CDATA[Francesco Cossiga cattolico-liberale]]></category>

		<category><![CDATA[Giancarlo Tulliani]]></category>

		<category><![CDATA[Gianfranco Fini e l'appartamento a Montecarlo]]></category>

		<category><![CDATA[Giusta causa e fini]]></category>

		<category><![CDATA[Kossiga]]></category>

		<category><![CDATA[massoneria e misteri italiani]]></category>

		<category><![CDATA[Moro e Cossiga]]></category>

		<category><![CDATA[pensieri e aforismi di cossiga]]></category>

		<category><![CDATA[picconatore]]></category>

		<category><![CDATA[politici distratti e case agevolate]]></category>

		<category><![CDATA[Scajola]]></category>

		<category><![CDATA[Susanna Tamaro e la Chiesa]]></category>

		<category><![CDATA[Tulliani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=564</guid>
		<description><![CDATA[Ieri si è spento Francesco Cossiga, democristiano anomalo, espressione autentica di politico cattolico-liberale. Mi ha sempre incuriosito e affascinato dal punto di vista politico-culturale tanto che, dopo le precedenti speranze riposte nel rinnovamento proposto da Mariotto Segni, è proprio con Cossiga che nel 1998 mi affacciai per la prima volta in politica per vivere e condividere, anche in questo caso molto brevemente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="0" vspace="4" align="left" width="171" src="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/08/francesco-cossiga.thumbnail.jpg" hspace="4" alt="francesco-cossiga.jpg" height="105" />Ieri si è spento Francesco Cossiga, democristiano anomalo, espressione autentica di politico cattolico-liberale. Mi ha sempre incuriosito e affascinato dal punto di vista politico-culturale tanto che, dopo le precedenti speranze riposte nel rinnovamento proposto da Mariotto Segni, è proprio con Cossiga che nel 1998 mi affacciai per la prima volta in politica per vivere e condividere, anche in questo caso molto brevemente, quella che fu l&#8217;esperienza, &#8220;fallimentare&#8221;,  degli &#8221;<em>Straccioni di Valmy</em>&#8220;.</p>
<p><strong><br />
IL RIFORMATORE<br />
</strong><br />
&#8220;Se potessi tornare indietro, me ne starei zitto e buono. Non impugnerei più il piccone perchè la fasulla Seconda Repubblica di oggi ha dimostrato che i miei sforzi sono stati inutili. Avevo denunciato che il sistema non reggeva più e che, se la classe politica non avesse fatto nulla, ci avrebbero preso a pietrate per le strade. Credevo, dopo aver lanciato quell&#8217;avvertimento, di poter patrocinare una grande riforma in grado di rigenerare il Paese. Nessuno volle raccogliere il messaggio. Nessuno capì l&#8217;allarme, comunque mi esprimessi, e mi ritrovai circondato dai sospetti e invitato a togliermi dai piedi. Avevo proposto un salto nel futuro, ma ero troppo in anticipo sui tempi&#8230;avrei fatto meglio a tacere&#8221;.<br />
<em>Francesco Cossiga</em></p>
<p><strong><br />
IL PICCONATORE / POMPIERE </strong></p>
<p>“In realtà io non davo colpi. Mi sono sempre definito un pompiere che vedeva le crepe dei muri. Quando io denunciavo le crepe dei muri, gli altri ritenevano che io le facessi.”<br />
<em>Francesco Cossiga<br />
</em><br />
<strong>CATTOLICESIMO E MASSONERIA </strong>&#8220;E&#8217; anche vero che io abbia una origine familiare di grandi tradizioni repubblicane, antifasciste, radicali e massoniche. Ma non sono stato e non potrò mai essere massone perchè sono cattolico.&#8221;<br />
<em>Francesco Cossiga<br />
</em></p>
<p><strong>DIETROLOGIA</strong></p>
<p>“La dietrologia è la fantasia insoddisfatta della storia”.<br />
<em>Francesco Cossiga</em><strong><em><img border="0" vspace="4" align="right" width="143" src="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/08/casamontecarlo.thumbnail.jpg" hspace="4" alt="casamontecarlo.jpg" height="110" /><br />
</em></strong><strong><br />
CASE E POLITICI DISTRATTI</strong><strong> </strong>&#8220;Qualche tempo dopo la vendita ho appreso da Elisabetta Tulliani che il fratello Giancarlo aveva in locazione l&#8217;appartamento. La mia sorpresa ed il mio disappunto possono essere facilmente intuite&#8221;.<br />
<em>Gianfranco Fini</p>
<p></em><em>Certo sono un pò distratti questi politici&#8230;<br />
Dopo il caso Scajola, quando l&#8217;ex ministro dello Sviluppo economico dichiarò di aver acquistato nel 2004 un appartamento di 180 metri quadri nel centro di Roma, vicino al Colosseo, pagandolo 610 mila euro e di non essersi mai avvalso dei 900 mila euro suddivisi in 80 assegni circolari forniti dal gruppo Anemone, e che quel versamento poteva anche essere stato effettuato, ma a totale sua insaputa&#8230;, ora è il Presidente della Camera Gianfranco Fini a fare dichiarazioni un pò poco credibili a  proposito dell&#8217;appartamento di Montecarlo, ricevuto in eredità per portare avanti la &#8220;giusta causa&#8221;.</em><em><strong><em><img border="0" vspace="4" align="left" width="78" src="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/08/tamaro.thumbnail.jpg" hspace="4" alt="tamaro.jpg" height="131" /></em></strong><strong>CHIESA E NUOVA EVANGELIZZAZIONE</strong></p>
<p></em>&#8220;Malgrado tutti i discorsi sull’apertura, sulla nuova evangelizzazione, la Chiesa continua a essere una struttura solo apparentemente accogliente: accoglie giustamente i poveri, si prodiga con generosità per alleviare le sofferenze degli ultimi, ma spesso, in questa bulimia di buone azioni, si dimentica delle inquietudini delle persone normali. Mancano i padri e le madri spirituali, persone credibili, che abbiano fatto un cammino, che conoscano la complessità e la contraddittorietà della vita e che, con umiltà e pazienza, sappiano accompagnare le persone lungo questa strada, senza giudicare e senza chiedere risultati. Nel padre o nella madre spirituale non c’è niente di nuovo, bensì qualcosa di straordinariamente antico: la sete di un’anima che incontra un’altra anima in grado di aiutarla a cercare l’acqua. Non occorrono nuovi «input», nuovi dicasteri, nuove sfide, nuovi raduni oceanici. Occorre soltanto ricordarsi che nell’uomo esiste una parte di mistero e che questa parte va nutrita. La natura umana è sempre uguale e, per crescere interiormente, richiede le stesse cose oggi come ai tempi dei padri del deserto.&#8221;<br />
<em>Susanna Tamaro</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?feed=rss2&amp;p=564</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il tormentone della Mattonaia, tra ritardi ed indugi</title>
		<link>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=562</link>
		<comments>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=562#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 13:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lazzeroni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cambiare Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[appartamenti mattonaia pisa]]></category>

		<category><![CDATA[arch. carmassi]]></category>

		<category><![CDATA[asta mattonai]]></category>

		<category><![CDATA[Carlo Lazzeroni]]></category>

		<category><![CDATA[liberal pisa]]></category>

		<category><![CDATA[Mattonaia a Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[negozi mattonaia pisa]]></category>

		<category><![CDATA[occupazione mattonaia]]></category>

		<category><![CDATA[Partito della nazione pisa]]></category>

		<category><![CDATA[piazza mattonaia]]></category>

		<category><![CDATA[Pisa blog]]></category>

		<category><![CDATA[san michele in borgo pisa]]></category>

		<category><![CDATA[serfogli]]></category>

		<category><![CDATA[tormentone della mattonaia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=562</guid>
		<description><![CDATA[Dovrebbe tenersi a breve l&#8217;apertura di una nuova asta, e sarebbe ormai la terza, per il complesso della Mattonaia, al centro ormai di un vero e proprio tormentone. Dal 1985 infatti, data di inizio dei lavori del progetto dell&#8217;architetto Carmassi, l&#8217;ex chiostro di San Michele in Borgo non sembra trovare pace nè proprietari, dopo aver subito negli anni ferite varie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="0" vspace="4" align="left" width="150" src="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/08/mattonaia.thumbnail.jpg" hspace="4" alt="mattonaia.jpg" height="116" />Dovrebbe tenersi a breve l&#8217;apertura di una nuova asta, e sarebbe ormai la terza, per il complesso della Mattonaia, al centro ormai di un vero e proprio tormentone. Dal 1985 infatti, data di inizio dei lavori del progetto dell&#8217;architetto Carmassi, l&#8217;ex chiostro di San Michele in Borgo non sembra trovare pace nè proprietari, dopo aver subito negli anni ferite varie dovute all&#8217;incuria, al degrado e a diverse occupazioni. Speriamo che questa sia la volta buona, anche se i dubbi esistono, probabilmente anche perchè il Comune di Pisa non è riuscito mai riuscito ad ultimare i lavori della piazza pubblica, e questo è probabilmente un ostacolo alla vendita del complesso. Se anche questa asta dovesse andare deserta, comunque ci sono due offerte private che però, a detta del Comune, presenterebbero alcune criticità. Forti critiche però mi pare possano essere fatte al Comune di Pisa sulla gestione di questa vendita. Perchè, come di solito si fa in questi casi, non sono stati messi all&#8217;asta separatamente gli 11 alloggi (da 67 a 130 mq) e i 7 fondi commerciali (da 17 a 70 mq)? Ci sono stati impedimenti tecnici? Probabilmente si pensava che la vendita di tutto il blocco fosse più semplice e veloce&#8230;<br />
Certo che gli uffici comunali avrebbero dovuto organizzarsi molto meglio per garantire la buona riuscita della vendita all&#8217;asta dei singoli appartamenti e negozi, ma da tale operazioni si sarebbe guadagnato molto di più e con quei soldi si sarebbe potuto completare i lavori alla piazza. Inoltre si sarebbero potuto evitare possibili speculazioni edilizie, sempre in agguato di fronte ad un unico acquirente. Perchè il Comune non ha seguito queste procedure? Speriamo che almeno con questa nuova asta il Comune riesca a trovare il giusto acquirente che consenta, attraverso il trasferimento di nuove famiglie, di ridare vita sociale ed economica a una parte così vitale del centro della città. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?feed=rss2&amp;p=562</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Tre idee opposte di Repubblica: Berlusconi, l&#8217;opposizione e la Lega</title>
		<link>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=560</link>
		<comments>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=560#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 12:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità &amp; politica]]></category>

		<category><![CDATA[Angelo Panebianco]]></category>

		<category><![CDATA[articoli di Angelo Panebianco]]></category>

		<category><![CDATA[Carlo Lazzeroni]]></category>

		<category><![CDATA[Circolo Liberal Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[il dittatore Berlusconi]]></category>

		<category><![CDATA[Lega Nord e secessione]]></category>

		<category><![CDATA[partito della nazione cosa è? partito della nazione pis]]></category>

		<category><![CDATA[Repubblica e la Lega]]></category>

		<category><![CDATA[Repubblica plebiscitaria]]></category>

		<category><![CDATA[Repubblica presidenziale]]></category>

		<category><![CDATA[Tre idee opposte di Repubblica]]></category>

		<category><![CDATA[UDC Pisa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=560</guid>
		<description><![CDATA[Editoriale di Angelo Panebianco - Corriere della Sera - 9 agosto 2010
Al termine della votazione sulla sfiducia a Caliendo, un finiano avrebbe esclamato: «È finita la monarchia». È una perfetta descrizione del passaggio dei finiani allo schieramento antiberlusconiano. Non nel senso superficiale di una loro diversa collocazione parlamentare, ma nel senso profondo dell’adesione a una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img border="0" vspace="4" align="left" width="84" src="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/08/angelo_panebianco.thumbnail.jpg" hspace="4" alt="angelo_panebianco.jpg" height="131" />Editoriale di Angelo Panebianco - Corriere della Sera - 9 agosto 2010</em></p>
<p>Al termine della votazione sulla sfiducia a Caliendo, un finiano avrebbe esclamato: «È finita la monarchia». È una perfetta descrizione del passaggio dei finiani allo schieramento antiberlusconiano. Non nel senso superficiale di una loro diversa collocazione parlamentare, ma nel senso profondo dell’adesione a una «idea di repubblica» opposta a quella incarnata da Berlusconi.<br />
È dal 1994 che a scontrarsi in Italia non sono solo schieramenti che rappresentano interessi diversi. La violenza verbale che accompagna il conflitto è spiegata dal fatto che a duellare sono idee diverse di repubblica. Sono ben tre e si fronteggiano dagli anni Novanta. Il bipolarismo, però, risolvendo la politica in un confronto fra due soli schieramenti, ha obbligato le fazioni sostenitrici di due di esse a stipulare fra loro un’alleanza strumentale. Nessuna di queste tre idee di repubblica ha fin qui prevalso sulle altre. L’Italia è quindi, dagli anni Novanta, in una condizione di stallo politico. A scontrarsi sono, prima di tutto, la variante berlusconiana della «democrazia plebiscitaria» e la «democrazia acefala» (senza un leader) sostenuta dalla maggioranza dei suoi nemici. C’è poi in campo una terza idea di repubblica, incarnata dalla Lega, e definibile, a seconda dei gusti, federalista, nordista o separatista.<br />
La democrazia plebiscitaria nasce sempre per la comparsa di un capo carismatico. La sua caratteristica è la fragilità. Dipende dalle sorti di un uomo. O trova uno sbocco istituzionale (presidenzialismo, premierato: forme di democrazia che rafforzino il vertice del potere esecutivo) oppure si dissolve quando egli esce di scena. «Plebiscitarismo» è per molti sinonimo di tirannia. In realtà, indica solo il rapporto diretto fra un leader e i seguaci. Può darsi in certi regimi autoritari come nelle democrazie che hanno istituzionalizzato la dimensione plebiscitaria. La democrazia plebiscitaria è «sul piatto» in Italia da quando c’è Berlusconi. Ricchezza, controllo di televisioni e carisma sono state le sue risorse. Ma Berlusconi, a differenza di de Gaulle e di altri capi carismatici, ha fallito (ammesso, ma non è sicuro, che i suoi scopi andassero oltre le situazioni contingenti), non ha saputo dare uno sbocco istituzionale alla democrazia plebiscitaria.<br />
I suoi nemici gli hanno opposto la difesa della democrazia acefala. Se la democrazia plebiscitaria ruota intorno a un singolo leader, la democrazia acefala ha una struttura oligarchica (più capi che si controllano a vicenda). La cosiddetta Prima Repubblica ne è un esempio. In essa i leader che cercavano di elevarsi al di sopra del resto dell’oligarchia (Fanfani, Craxi) suscitavano forti resistenze e venivano prima o poi abbattuti. La Costituzione del ’48, consegnandoci un esecutivo debole, ha dato vita a una forma di «parlamentarismo integrale» (come lo chiamava Gianfranco Miglio) che è un perfetto abito istituzionale per la democrazia acefala. Se i fautori della democrazia acefala sono stati in grado, quanto meno, di resistere al ciclone Berlusconi è perché hanno dalla loro la forza della tradizione e, con essa, il sostegno dei custodi della tradizione, come magistrati e intellettuali.<br />
Si noti un altro aspetto. La democrazia acefala, a differenza di quella plebiscitaria, mal si concilia con il bipolarismo. Il bipolarismo, effetto combinato dell&#8217;abbandono della proporzionale e dell&#8217;irruzione di un capo carismatico, è fragile perché incompatibile con la tuttora vigente forma istituzionale della democrazia acefala. E&#8217; probabilmente destinato a scomparire quando uscirà di scena Berlusconi. In questa incompatibilità fra bipolarismo e forma istituzionale della Prima Repubblica c&#8217;è anche il vizio d&#8217;origine del Partito democratico. Nato sulla scia del bipolarismo, può esistere solo grazie ad esso. Ma il conservatorismo costituzionale che impregna la sua cultura politica gli impedisce di puntare a uno sbocco istituzionale (una riforma della Costituzione) che superi la democrazia acefala, mettendo così in sicurezza il bipolarismo.<br />
La terza idea di repubblica è quella leghista. Ha conseguito grandi successi (ha imposto il federalismo come tema prioritario dell&#8217;agenda politica) ma non ha ancora ottenuto la vittoria decisiva. Mentre democrazia plebiscitaria e democrazia acefala sono «progetti» nazionali, quella di Bossi è una rivendicazione regionale: il federalismo è la via per dare forza alle regioni del Nord. L&#8217;alleanza fra Berlusconi e Bossi e il conseguente compromesso fra due idee di repubblica, plebiscitaria e federalista, sono stati possibili ma non senza tensioni. Basti pensare alla potenziale incompatibilità fra l&#8217;individualismo (che è la vera cifra culturale del berlusconismo) e il «comunitarismo» leghista. Questa è anche la ragione per cui non penso che i leghisti possano assorbire facilmente il grosso dell&#8217;elettorato berlusconiano del Nord, anche dopo l&#8217;eventuale uscita di scena di Berlusconi.<br />
Si potrebbe ora scommettere su una vittoria della democrazia acefala, per quanto mal messi siano i suoi sostenitori. Possiedono la forza della tradizione, un atout che può rivelarsi decisivo dato il fallimento di Berlusconi, la sua incapacità di dare un ancoraggio costituzionale alla democrazia plebiscitaria.<br />
 Sarebbe però una vittoria di Pirro. Per tre ragioni. Perché la democrazia acefala può essere resa stabile solo dalla presenza di grandi partiti, forti e radicati. Ma in Italia non li resuscita più nessuno. In secondo luogo, perché necessita di un ambiente internazionale protetto (come era, per l&#8217;Italia, quello della guerra fredda, della politica dei blocchi). Nel sistema internazionale fluido e iper-competitivo di oggi la democrazia acefala è poco attrezzata per fronteggiare le sfide. In terzo luogo, perché la nostra storica divisione Nord/Sud si è ormai troppo acutizzata e i conflitti che suscita non possono essere facilmente smussati e sopiti con le tecniche tipiche della democrazia acefala. Lo stallo, il conflitto fra opposte idee di repubblica, è destinato a continuare. Resti o no in scena Berlusconi.<br />
<em>Angelo Panebianco<br />
</em> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?feed=rss2&amp;p=560</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Rebeldia e i limiti della decenza</title>
		<link>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=558</link>
		<comments>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=558#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 12:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lazzeroni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cambiare Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[associazioni di volontariato a Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[elezione rettore università di Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[filippeschi e cerri]]></category>

		<category><![CDATA[lazzeroni Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[liberal pisa]]></category>

		<category><![CDATA[Partito della nazione pisa]]></category>

		<category><![CDATA[penali in caso di ritardo sesta porta]]></category>

		<category><![CDATA[progetto rebeldia pisa]]></category>

		<category><![CDATA[progetto sesta porta]]></category>

		<category><![CDATA[rebeldia]]></category>

		<category><![CDATA[rebeldia e fontanelli]]></category>

		<category><![CDATA[sgomberare rebeldia]]></category>

		<category><![CDATA[sinistra a pisa]]></category>

		<category><![CDATA[una casa per rebeldia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=558</guid>
		<description><![CDATA[Torno a parlare della vicenda Rebeldia perchè sta veramente superando il limite della decenza. Esistono due aspetti: un problema più generale, quello degli spazi pubblici per l’associazionismo, e uno più specifico che riguarda il progetto di riqualificazione chiamato “Sesta Porta”, con la conseguente esigenza che Rebeldia lasci al più presto lo stabile occupato in Via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-family: Tahoma"><img border="0" vspace="6" align="left" width="82" src="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/08/rebeldiapisa.thumbnail.jpg" hspace="6" alt="rebeldiapisa.jpg" height="85" />Torno a parlare della vicenda Rebeldia perchè sta veramente superando il limite della decenza. Esistono due aspetti: un problema più generale, quello degli spazi pubblici per l’associazionismo, e uno più specifico che riguarda il progetto di riqualificazione chiamato “Sesta Porta”, con la conseguente esigenza che Rebeldia lasci al più presto lo stabile occupato in Via Battisti. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-family: Tahoma">Sul primo aspetto, è bene ricordare che il cartello di associazioni Rebeldia (poche sono in realtà quelle riconosciute e con uno statuto) ha ricevuto dall’amministrazione comunale, cioè da tutti noi, molto di più di quanto abbiano mai ricevuto molte associazioni che operano gratuitamente sul territorio per la crescita sociale e culturale della città. Rebeldia infatti, dopo alcune occupazioni in città, trovò la compiacenza della giunta Fontanelli, che nel 2005 le diede in comodato gratuito, per la durata di un anno, lo stabile di Via Battisti.<br />
Sono passati cinque anni e Rebeldia si trova ancora lì, a protestare e chiedere spazi che gli vengono continuamente offerti, ma che rifiuta perché &#8220;giustamente&#8221; li vuole anche scegliere. Ebbene, per quanto tempo la maggioranza dei cittadini pisani e tutte le associazioni che lavorano per il bene comune nell’anonimato, e senza una sede dove trovarsi, dovrebbero continuare a subire in silenzio e accettare l’idea che solo chi infrange ripetutamente le regole trova ascolto nella pubblica amministrazione e in certa intellighenzia della città?</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-family: Tahoma">Esiste poi un problema più specifico, di questo ultimo periodo, legato al progetto Sesta Porta: come i rappresentanti di Rebeldia sanno bene, per rispettare il crono-programma dell’opera, i lavori dovevano iniziare nel mese di luglio. Il ritardo nell’avvio dei lavori porteranno a dover pagare, da noi cittadini naturalmente, penali molto salate, fino ad  una cifra quantificata in 1 ml e 800 mila euro se questo ritardo arrivasse ad un anno: considerata la situazione, purtroppo non è che sia un’ipotesi così lontana.<br />
A complicare questa vicenda legata ai tempi c’è anche la sentenza giudiziaria di qualche giorno fa che ha sancito che Rebeldia deve lasciare quello stabile, e questo era abbastanza scontato, ma concedendo tempo agli occupanti fino alla fine di ottobre. E il rischio di pagare le penali aumentano…<br />
Abbiamo inoltre assistito un’ulteriore gioco al &#8220;buonismo&#8221; da parte dei tre candidati alla carica di Rettore dell’Università di Pisa che, peggio dei politici in campagna elettorale, hanno difeso in maniera congiunta Rebeldia, chiedendo all’amministrazione comunale e agli altri attori interessati, tra cui l’Università stessa, di non prendere decisioni affrettate, di rimandare ogni decisione sulla questione, arrivando ad offrire la disponibilità anche per i locali dell’edificio ex-ASNU, richiesto a gran voce da Rebeldia ma scartato invece in più occasioni dall’attuale dirigenza dell’Università. Cosa si fa insomma per qualche voto in più…soprattutto se a pagare sono i pisani!</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-family: Tahoma">Su entrambi gli aspetti di questa vicenda, le responsabilità dell’amministrazione comunale sembrano molteplici. Il Comune di Pisa infatti, continua negli anni a privilegiare rapporti con associazioni che “alzano di più i toni e le richieste” e che, predicando la disubbidienza civile, occupano spazi privati o pubblici; in tal modo si favoriscono così palesi ingiustizie nel mondo associativo e giovanile. E di fronte a tutto ciò, sotto la minaccia dell’inizio dei lavori, l’amministrazione continua a perdere tempo e soldi (sempre nostri naturalmente) per trovare nuovi edifici da destinare ai “disubbidienti”. Insomma, oltre il danno la beffa!<br />
Così come errori di sottovalutazione l’amministrazione ha commesso per quanto riguarda l’inizio dei lavori del progetto Sesta Porta. Arrivare nella situazione in cui siamo, senza avere certezze sulla disponibilità dell’edificio di Via Battisti e con il pagamento delle penali alle porte, mi pare il fallimento di una qualsiasi buona amministrazione. </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-family: Tahoma">Per chiudere: ce un’altra sentenza, sempre di questi giorni, che dà ragione ai molti cittadini che abitano vicino a Rebeldia e che chiedevano solamente di poter dormire la notte, facendo rispettare i limiti acustici che i “disubbidienti” disattendevano nelle loro attività. Peccato che la sentenza sia arrivata così in ritardo, ma si sa i tempi della giustizia sono lunghi. Sembra però che questi abitanti, d’accordo con quelli che vivono nei pressi dell’ex-Ansu, abbiano una proposta da fare all’amministrazione comunale: individuare la nuova dimora di Rebeldia, nel primo alloggio utile, accanto all’abitazione del nuovo Rettore che sarà eletto a breve.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-family: Tahoma"></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="font-family: Tahoma"></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?feed=rss2&amp;p=558</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Una nuova programmazione del sistema carcerario che superi la disumana situazione esistente</title>
		<link>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=557</link>
		<comments>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=557#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 14:31:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lazzeroni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità &amp; politica]]></category>

		<category><![CDATA[Carlo Lazzeroni]]></category>

		<category><![CDATA[Circolo Liberal Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[don bosco a Pisa è sicuro]]></category>

		<category><![CDATA[indulto e amnistia]]></category>

		<category><![CDATA[Luigi compagna]]></category>

		<category><![CDATA[microcriminalità a Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[nessuno tocchi Caino]]></category>

		<category><![CDATA[omicidi in carcere]]></category>

		<category><![CDATA[Partito della nazione pisa]]></category>

		<category><![CDATA[Pisa liberal]]></category>

		<category><![CDATA[proosta di legge indulto]]></category>

		<category><![CDATA[scappano dal carcere di Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[sicurezza a Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[sicurezza in città]]></category>

		<category><![CDATA[sistema carcerario in Italia]]></category>

		<category><![CDATA[sovraffollamento carceri in Italia]]></category>

		<category><![CDATA[unione di centro pisa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=557</guid>
		<description><![CDATA[La situazione di emergenza che continuano a vivere le carceri italiane avrebbe bisogno di una vera presa d’atto da parte della classe politica. Un paese civile non può permettere una situazione di sovraffollamento come quello del nostro sistema carcerario, con gli ultimi dati che parlano di oltre 68 mila detenuti, rispetto alla capienza prevista che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="0" vspace="4" align="left" width="150" src="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/07/carceri.thumbnail.jpg" hspace="4" alt="carceri.jpg" height="109" />La situazione di emergenza che continuano a vivere le carceri italiane avrebbe bisogno di una vera presa d’atto da parte della classe politica. Un paese civile non può permettere una situazione di sovraffollamento come quello del nostro sistema carcerario, con gli ultimi dati che parlano di oltre 68 mila detenuti, rispetto alla capienza prevista che sarebbe intorno a 43 mila. Sono in continuo aumento i suicidi (siamo arrivati a 38 nel 2010, di fronte a 100 morti in carcere dall’inizio dell’anno), tra cui 4 agenti di polizia penitenziaria. Ogni anno più di 150 detenuti muoiono in cella, di questi 50 o 60 si suicidano: numeri drammatici, pressoché stabili da almeno 20 anni. Insomma, le nostre carceri appaiono sempre più terre di nessuno, dimenticate da tutti, nascoste sotto il tappeto come si fa con la polvere. Cuore non vede, occhio non duole.<br />
In alcuni casi qualche detenuto riesce anche ad evadere tranquillamente, come successo in quello di Lecco e di Pisa. Quest’ultimo, considerato tra i migliori in Italia, ha visto la fuga di due albanesi, calati con le lenzuola, in pieno giorno. Si è scoperto così che non c’erano sorveglianti sulla torre di controllo e nessun tipo di allarme…<br />
Tornando alla situazione insostenibile delle carceri, quello che prevede l’ordinamento penitenziario (legge del 1975) sembra sempre più un miraggio nell’Italia del 2010: “Il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve assicurare il rispetto della dignità della persona.[..] Nei confronti dei condannati e degli internati deve essere attuato un trattamento rieducativo che tenda, anche attraverso i contatti con l&#8217;ambiente esterno, al reinserimento sociale degli stessi. Il trattamento é attuato secondo un criterio di individualizzazione in rapporto alle specifiche condizioni dei soggetti.”<br />
L’ordinamento prevede che il detenuto stazioni in cella la notte per poi trascorrere l’intera giornata in attività di rieducazione, ma ad oggi ci sono carceri in cui i detenuti arrivano a trascorrere anche 20-22 ore al giorno chiusi in una cella, spesso sovraffollata, dove è possibile soltanto stare in branda ad aspettare che il tempo passi in fretta. C’è poi da vergognarsi se si guardano i dati sulla custodia cautelare in Italia, confrontandoli con le cifre di altri paesi europei. Più del 50% dei detenuti si trova in carcere per effetto di custodia cautelare : cioè non sono ancora stati giudicati colpevoli, ma per l&#8217;abuso di questa misura che dovrebbe essere eccezionale, stanno attendendo il processo in carcere.<br />
È difficile credere che molte carceri possano anche solo pensare di attuare un programma di reinserimento. Mancano i fondi e il personale.<br />
Le promesse di Berlusconi sulla costruzione di nuovi carceri appaiono sempre più lontane e anche il piano del ministro Alfano teso ad alleggerire le carceri, in attesa di costruirne di  nuove, sembra trovare delle resistenze in commissione giustizia.<br />
E’ per questo che nei giorni scorsi un liberale come Luigi Compagna, senatore del PDL, ha presentato una proposta di legge, subito smentita dall’ala più giustizialista, maggioritaria, di quel partito.<br />
La situazione di emergenza che si continua a vivere nelle carceri in Italia  potrebbe portare anche ad una nuova esigenza del genere anche se appare in salita visto le polemiche politiche “strumentali” seguite all’ultimo “indultino” del 2006, che fu approvato da una maggioranza trasversale con il solo no di Lega Nord, Alleanza Nazionale e Italia dei Valori (e l’astensione dei Comunisti del PDCI).  Oggi con il dominio leghista al governo sarebbe impensabile un provvedimento del genere, che comunque lascia qualche dubbio sull’efficacia, visto anche i risultati prodotti (dopo appena un paio di anni eravamo a punto e a capo).<br />
La prospettiva vera dei prossimi anni dovrebbe essere incentrata per trovare il modo di dare vita ad una nuova concezione delle strutture carcerarie che dovrebbero essere costruite su piccole dimensioni e trovando il supporto e il coinvolgimento dei privati e delle associazioni no profit, più adatte ad attuare al meglio il recupero e il reinserimento delle persone che hanno compiuto reati.<br />
Nel frattempo è ovvio che le guardie penitenziarie andrebbero aumentate di diverse unità, così come sarebbe auspicabile ridurre i termini di custodia cautelare per i reati meno gravi, aumentato il ricorso alla misure alternative alla detenzione, come l&#8217;adozione di procedure di controllo mediante strumenti elettronici o altri dispositivi tecnici (come il braccialetto elettronico) che hanno finora funzionato bene in molti paesi europei. Così come, laddove possibile, andrebbe messa in atto la procedura secondo la quale almeno una parte dei detenuti stranieri sconti la pena nelle carceri del proprio paese d&#8217;origine. Così come i condannati a pene inferiori a 3 anni (che sono 20 mila circa) potrebbero essere affidati ai servizi sociali e impiegati in lavori socialmente utili. Oltre che evitare l’affollamento record che stiamo vivendo, questo porterebbe un risparmio economico notevole, visto che dei circa 160 euro al giorno spesi per detenuto, solo 8 euro sono destinati al vitto e alla salute; il resto sono spese che riguardano manutenzione dei fabbricati, gestione ordinaria e personale.<br />
Speriamo che la politica abbia un sussulto e trovi finalmente la volontà politica per dare vita ad una seria programmazione del sistema di detenzione, per migliorarne la vivibilità assicurando la doverosa sicurezza dei cittadini. Sicurezza che deriva innanzitutto dalla capacità di recuperare coloro che hanno sbagliato e purtroppo, con il sistema attuale, sono portati a continuare a delinquere una volta usciti dal carcere, quando non ricorrono al gesto disperato di farla finita.  </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?feed=rss2&amp;p=557</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Nuova pista di Peretola e i rischi del sistema aeroportuale toscano</title>
		<link>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=554</link>
		<comments>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=554#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 13:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lazzeroni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità &amp; politica]]></category>

		<category><![CDATA[Cambiare Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[aeroporti in toscana]]></category>

		<category><![CDATA[Carlo Lazzeroni]]></category>

		<category><![CDATA[galilei e vespucci quale integrazione?]]></category>

		<category><![CDATA[integrazione aeroprti toscani]]></category>

		<category><![CDATA[integrazione e contrapposizione tra aeroporti in toscan]]></category>

		<category><![CDATA[nuova pista di peretola]]></category>

		<category><![CDATA[Pisa liberal]]></category>

		<category><![CDATA[pisano rossi]]></category>

		<category><![CDATA[sviluppo del galilei]]></category>

		<category><![CDATA[sviluppo del peretola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=554</guid>
		<description><![CDATA[Ieri la Giunta Regionale, guidata da Enrico Rossi, ha dato il via libera alla modifica del Pit, atto che dà il via all’iter per la costruzione della nuova pista a Peretola, che aprirebbe nuovi scenari nell’offerta aeroportuale della toscana. Si tratta anche di una svolta politica nella sinistra toscana, fortemente voluta dal sindaco Renzi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="0" vspace="4" align="left" width="144" src="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/07/aeroporti.thumbnail.jpg" hspace="4" alt="aeroporti.jpg" height="123" />Ieri la Giunta Regionale, guidata da Enrico Rossi, ha dato il via libera alla modifica del Pit, atto che dà il via all’iter per la costruzione della nuova pista a Peretola, che aprirebbe nuovi scenari nell’offerta aeroportuale della toscana. Si tratta anche di una svolta politica nella sinistra toscana, fortemente voluta dal sindaco Renzi e che ha trovato in Rossi l’alleato essenziale, dopo anni in cui la maggioranza regionale risultava scettica e contraria a tale opzione. Naturalmente siamo all’inizio di un percorso difficile con un progetto che dovrà superare  la valutazione di impatto ambientale e le resistenze politiche della sinistra radicale e anche in molti esponenti del Pd, tra cui lo scettico  presidente della Provincia di Firenze Barducci e i contrari sindaci di Campi e Sesto. <br />
Allo stesso tempo Rossi ha iniziato a parlare con forza di trovare forme di collaborazione stretta e magari di gestione unica dei due aeroporti toscani. Queste proposte sono da tempo in campo e trovano anche ampie convergenze: il punto è capire cosa vuol dire e come si fanno. Specialmente ora, con questa novità della pista fiorentina, che in qualche modo potrebbe cambiare la situazione di forza tra i due maggiori aeroporti toscani, il Peretola e il Galilei di Pisa.<br />
Ma vediamo innanzitutto un po’ di numeri che riguardano gli aeroporti italiani, con i dati riferiti al 2009, comparati anche con quelli del 2008. In questa classifica Roma Fiumicino è sempre prima (33.415.945 passeggeri ma con -4% rispetto al 2008), seguita dai due di Milano (Malpensa con -8,8% rispetto al 2008) e da Milano Linate (-10,5%). Al quarto posto c’è Bergamo (+9,7%). A seguire Venezia (-2,8%), Catania (-1,9%), Napoli (-5,1%), Bologna (+15, 5), Roma Ciampino (-0,4%) e Palermo (-1,6%).<br />
In queste prime dieci posizioni gli unici a crescere rispetto al 2008 sono Bergamo e Bologna, grazie alla forte crescita dei voli low cost. E’ quello che è successo anche al Galilei di Pisa che in questa classifica del 2009 (un anno difficile anche per le compagnie aeree e gli aeroporti) risulta fuori dalle prime dieci posizioni, ma continua a crescere anche se la concorrenza di Bologna, (non di Firenze), inizia a farsi sentire grazie a scelte politiche e infrastrutturali che in Toscana non sono state fatte e di cui invece Bologna ha goduto, grazie ai tempi di percorrenza ferroviaria della Tav.<br />
I dubbi derivanti dall&#8217; operazione della nuova pista di Peretola quindi ci sono tutti perché il rischio è di togliere in qualche modo un presente positivo per Pisa (e anche per Firenze), sicuramente da migliorare, per un futuro ancora da realizzarsi e da quantificare nei volumi, nei passeggeri e nei guadagni complessivi, in favore principalmente di Peretola. E&#8217; impossibile e indimostrabile, grazie alla nuova pista, arrivare a dire infatti che ci sarà un aumento di milioni di passeggeri in più sia per Pisa che per Firenze.<br />
L&#8217;analisi dell’esistente ci mostra inoltre una serie di fattori importanti: che l’utente di Peretola deve pagare delle tasse aeroportuali più alte rispetto a Pisa; che Pisa e Firenze distano solo 81 chilometri per ferrovia e questa però non si riesca a percorrere in un tempo europeo al di sotto dei 45 minuti; che nel raggio di 100 km da Firenze, oltre a Peretola e a Pisa, c’è appunto la concorrenza di Bologna a 97 km, servita in Alta Velocità; che una nuova pista a Peretola – se dovesse arrivare a 3-4 milioni di passeggeri come sarebbe auspicabile - renderebbe l’aria irrespirabile in un’area di Firenze che risulta congestionata di opere pubbliche e private (Castello, Parco della Piana, Università, nuovo stadio multi sportivo, Scuola Carabinieri) in corso d’opera.<br />
Insomma forse sarebbe stato meglio, come molti osservatori chiedono da tempo, che la politica toscana agisse, sempre in un’ottica di integrazione, per creare una rete seria di collegamento tra il capoluogo e il porto di Livorno e l’aeroporto di Pisa, con un servizio vero di navetta tra la stazione Centrale di Pisa e il Galilei e un collegamento serio e veloce con Firenze (di max. 45 minuti) Santa Maria Novella e il Peretola.<br />
E’ l’opinione anche di una voce autorevole in materia come quella di Giulio De Carli, amministratore delegato di One Works, che ha elaborato per conto di Enac e del ministero dei trasporti, il nuovo piano nazionale degli aeroporti. Da quanto si evince da questo studio, molti aeroporti (ben 24) non potrebbero più stare sul mercato e dovranno essere chiusi o drasticamente ridimensionati perché hanno un bacino di traffico insufficiente o vincoli infrastrutturali insuperabili. A questi scali lo Stato non dovrebbe più fornire nessun aiuto o sostegno finanziario, promuovendo lo spostamento del traffico verso scali più efficienti.  La conclusione principale di policy del piano è quella di fare sistema a livello nazionale e a livello di macro-aree, invitando gli enti locali a fare scelte impopolari per evitare sprechi per scali che sono mal collocati, mal collegati e sottocapitalizzati. Altolà alla polverizzazione aeroportuale e alle guerre di campanile insomma.<br />
E a proposito di Toscana, De Carli qualche mese fa dichiarava queste cose:<br />
“Una pista più lunga per l’aeroporto di Firenze parallela all’autostrada? Sono contrario a forzare le situazioni. E’ bene che gli aeroporti crescano in maniera armonica e quello fiorentino ha due limiti forti nella montagna da un lato e nell’autostrada dall’altro.<br />
Pisa? Eccellenza in Europa. Entrambi gli scali hanno lavorato bene in questi anni. Firenze ha un futuro radioso ma da scalo per affari, una sorta di <em>London Airport</em> in riva all’Arno…<br />
Non si ragiona per aeroporti e campanili, ma per aeroporti, bacini di traffico e livelli di servizio che le infrastrutture devono offrire alla popolazione. La scelta di Pisa come aeroporto principale della Toscana non è stata una scelta sbagliata perché Firenze ha dei limiti infrastrutturali che sono sotto gli occhi di tutti e non è conveniente nè per chi gestisce l’aeroporto nè per gli utenti forzare l’attuale situazione. Firenze e Pisa sono aeroporti che devono svolgere il loro ruolo in modo coordinato per garantire la disponibilità di infrastrutture che servono al bacino di traffico. Se il bacino è sbilanciato su Firenze bisogna collegarlo meglio a Pisa. Ma a Pisa c’è un aeroporto che sta in una condizione ambientale più favorevole a far volare e a gestire i passeggeri.<br />
Un’ora? Distanza europea. Il vero problema sono la qualità dei servizi con i quali si accede all’aeroporto. Il treno che garantisce l’accesso allo scalo pisano non offre certo un servizio di qualità e quindi su questo punto occorre lavorare.”<br />
In conclusione se il pisano Rossi nei prossimi cinque anni avesse portato a compimento questa integrazione di cui parla anche De Carli, invece di dare l&#8217;ok alla nuova pista di Peretola, avrebbe probabilmente fatto crescere veramente il sistema aeroportuale toscano a beneficio di tutti i cittadini, fiorentini compresi. Speriamo di sbagliarci.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?feed=rss2&amp;p=554</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Aforismi e Pensieri</title>
		<link>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=548</link>
		<comments>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=548#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 10:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Aforismi e Pensieri]]></category>

		<category><![CDATA[aforismi e pensieri sulla vita]]></category>

		<category><![CDATA[aforismi sulla vita]]></category>

		<category><![CDATA[aforismi vari]]></category>

		<category><![CDATA[carlo giuliani eroe??]]></category>

		<category><![CDATA[chi paga le tasse in italia]]></category>

		<category><![CDATA[condanna capo dei Ros]]></category>

		<category><![CDATA[eroi ambigui]]></category>

		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>

		<category><![CDATA[evasori in italia]]></category>

		<category><![CDATA[falcone e borsellino veri eroi]]></category>

		<category><![CDATA[Giampaolo ganzer]]></category>

		<category><![CDATA[giovanni falcone]]></category>

		<category><![CDATA[giuliani eroe insieme a borsellino e falcone]]></category>

		<category><![CDATA[gli eroi secondo nichi vendola]]></category>

		<category><![CDATA[il comandante dei ros capo del traffico di droga]]></category>

		<category><![CDATA[Il no di Richard Rudd]]></category>

		<category><![CDATA[italiani evasori]]></category>

		<category><![CDATA[la difficoltà di decidere tra vivere e morire]]></category>

		<category><![CDATA[la storia di richard]]></category>

		<category><![CDATA[lazzeroni Pisa]]></category>

		<category><![CDATA[legge sull'eutanasia]]></category>

		<category><![CDATA[liberal pisa]]></category>

		<category><![CDATA[paese difficile]]></category>

		<category><![CDATA[paolo borsellino]]></category>

		<category><![CDATA[pensieri sulla mafia]]></category>

		<category><![CDATA[social card]]></category>

		<category><![CDATA[suv e ville per i nullatenenti]]></category>

		<category><![CDATA[tasse e italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carlolazzeroni-blog.it/?p=548</guid>
		<description><![CDATA[IL NO DI RICHARD
Ti stacchiamo la spina?» E Richard disse no
Richard Rudd aveva sempre detto alla famiglia che se gli fosse accaduto qualcosa non avrebbe mai voluto essere tenuto in vita da una macchina. Ma si sbagliava. Dopo essere rimasto paralizzato nell’ottobre 2009 in un incidente in moto, il 43enne inglese autista di autobus ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/07/richard_-180x140.jpg" title="richard_-180x140.jpg"></a><img border="0" vspace="4" align="left" width="164" src="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/07/richard_-180x140.thumbnail.jpg" hspace="4" alt="richard_-180x140.jpg" height="131" />IL NO DI RICHARD</strong><br />
<strong>Ti stacchiamo la spina?» </strong><em>E Richard disse no</em></p>
<p>Richard Rudd aveva sempre detto alla famiglia che se gli fosse accaduto qualcosa non avrebbe mai voluto essere tenuto in vita da una macchina. Ma si sbagliava. Dopo essere rimasto paralizzato nell’ottobre 2009 in un incidente in moto, il 43enne inglese autista di autobus ha fatto il possibile per far capire ai medici che non voleva morire. Con un segno dell’occhio, per tre volte di seguito, ha detto sì al medico che gli chiedeva se voleva vivere ancora. E così è stato. Oggi, trascorsi nove mesi da quel momento cruciale, Rudd rimane paralizzato e bisognoso di cure costanti ma riesce a comunicare con i familiari e le figlie, Charlott di 18 anni e Bethan di 14: sorride, muove gli occhi e la testa. «Quando è arrivato il momento di decidere – racconta il padre – non avevamo dubbi. Ci aveva sempre detto che non avrebbe voluto vivere appeso a un filo». Ma fortunatamente i medici che lo avevano in cura all’ospedale Addenbrooke di Cambridge, hanno voluto provarci ancora. Hanno sollevato le palpebre del paziente e gli hanno chiesto di muovere gli occhi verso sinistra se non voleva morire. Rudd l’ha fatto tre volte e a quel punto era chiaro che capiva e lo hanno tenuto in vita.</p>
<p><strong><img border="0" vspace="4" align="right" width="141" src="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/07/ganzer.thumbnail.jpg" hspace="4" alt="ganzer.jpg" height="91" />PAESE DIFFICILE (1)</strong></p>
<p>Giampaolo Ganzer è stato condannato in primo grado a 14 anni per traffico di droga. Non si tratta di un narcos qualsiasi, bensì di un generale dei carabinieri, comandante del Ros. Il cacciatore di trafficanti trattato alla stregua dei criminali ai quali dava la caccia. Quattordici anni di carcere, 65 mila euro di multa e l&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici è la sentenza dei giudici di Milano. Il generale Ganzer è stato condannato in relazione all&#8217;operazione «Cobra» iniziata nel febbraio 1994 e terminata nel novembre 1994 e all&#8217;operazione «Cedro uno», iniziata nell&#8217;ottobre 1995 e finita nel settembre 1997.<br />
Il generale incassa la solidarietà e fiducia dell&#8217;arma dei carabinieri e del ministro dell&#8217;interno Maroni.<br />
Certo è difficile vivere in un paese dove capi di governi e gran parte di forze politiche del passato sono stati accusati di collusioni con la mafia, che il primo partito italiano e l&#8217;attuale presidente del consiglio sarebbero stati costituiti con l&#8217;avallo e su spinta della mafia, che il capo dei Ros sia un trafficante di droga, ecc&#8230;</p>
<p><a href="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/07/suv.jpeg" title="suv.jpeg"></a><strong><img border="0" vspace="4" align="left" width="124" src="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/07/suv.thumbnail.jpeg" hspace="4" alt="suv.jpeg" height="96" />PAESE DIFFICILE (2)</strong><strong> </strong>E&#8217; difficile vivere anche in un paese dove dovremmo compatire chi, a bordo di una fiammante fuori serie, vediamo varcare il cancello di una lussuosa villa che ha appena affittato a Porto Cervo, Capri, Forte dei Marmi, Positano, oppure, perché no, Portofino e Taormina: nel 47% dei casi, secondo Contribuenti.it, infatti risulterebbe nullatenente o pensionato con la social card nel portafoglio…<a href="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/07/vendola.jpg" title="vendola.jpg"><strong><img border="0" vspace="4" align="right" width="93" src="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/07/vendola.thumbnail.jpg" hspace="4" alt="vendola.jpg" height="131" /></strong></a></p>
<p><strong>EROI&#8230; PER VENDOLA<br />
</strong><br />
&#8220;Vincere per gli eroi dei nostri giorni, come Falcone, Borsellino e Carlo Giuliani&#8221; …<br />
<em>Niki Vendola</em><br />
<strong><img border="0" vspace="4" align="left" width="99" src="http://www.carlolazzeroni-blog.it/wp-content/uploads/2010/07/falcone-e-borsellino.thumbnail.jpg" hspace="4" alt="falcone-e-borsellino.jpg" height="122" />EROI<br />
</strong><br />
“Gli uomini passano ma gli ideali restano e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.”<br />
<em>Giovanni Falcone </p>
<p></em>“La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità…”<br />
<em>Paolo Borsellino</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.carlolazzeroni-blog.it/?feed=rss2&amp;p=548</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
