mag 17

Spending review? E’ il momento di ripensare profondamente il rapporto tra pubblico e privato nel nostro paese

di Nicola Bellini

La spending review è oggi presentata come lo strumento essenziale per recuperare risorse da destinare al sostegno delle politiche di sviluppo. Non abbiamo dubbi che sia una strada necessaria, se non si vuole tornare al metodo sbrigativo quanto indiscriminato dei tagli trasversali e se si vuole invece incidere selettivamente sulla sostanza della spesa pubblica. Nel caso del governo nazionale, un ulteriore elemento di interesse sta nel contributo che la cultura aziendale di Enrico Bondi potrà dare ad un tema sinora gestito (con i risultati che conosciamo) nella prospettiva predominante della finanza pubblica.

Ogni prudenza è giustificata, innanzi tutto sulla dimensione quantitativa dei possibili risparmi. Oltre la retorica ed anche oltre l’incredibile esercizio di populismo di chiedere alla “gente” le indicazioni sui tagli in una specie di collettivo videogame, vi sono poi possibili paradossi, che paradossali non sono e con i quali bisognerà fare i conti. Devo ad una conversazione con un esperto dirigente di un grande comune toscano, la considerazione di quanto una lunga lista di importanti risparmi possano derivare da investimenti, in particolare in nuove tecnologie, quindi aumentando oggi le spese “buone” per poter ridurre domani e definitivamente spese “cattive”. Fantapolitica?

La spending review rimane tuttavia nell’ambito delle opzioni di natura tecnica. E queste (così come le mitologie salvifiche dei tagli al welfare o dell’evasione fiscale recuperata e punita) verosimilmente non bastano. Forse non è necessario essere un liberista alla Oscar Giannino per porsi la domanda, anche a sinistra, se non sia da ripensare profondamente il rapporto tra pubblico e privato in questo Paese. La questione non si ferma a quella delle (abbozzate) liberalizzazioni di qualche corporazione marginale (leggi: tassisti o farmacisti) e delle privatizzazioni a fini di cassa. Bisogna domandarsi se lo Stato non debba essere più consapevole ed attento nel finalizzare il peso della propria presenza nell’economia in un Paese che ha bisogno di un rapido aggiustamento strutturale del proprio apparato produttivo per riposizionarsi in modo più durevole nella nuova economia globale.

Un autocontenimento del proprio ruolo potrebbe essere utile non solo alla finanza pubblica, ma anche ad una politica industriale che seriamente miri a costruire una nuova economia, verde e fondata sulla conoscenza, e che su questo obiettivi sappia concentrare le risorse.

Invece i segnali negativi non mancano. Le ipotesi di intervento strutturale, che sono di natura essenzialmente politica, sembrano collocarsi di molto oltre gli orizzonti e le intenzioni del governo Monti. E a livelli inferiori, come nel purtroppo esemplare caso toscano, tocca alla Banca d’Italia intervenire con un richiamo severo su un’estensione della presenza pubblica resa direttamente funzionale a disegni politici di parte (vedasi la lettera su Fidi Toscana), quando non utilizzata per surrogare l’incapacità ad esercitare gli strumenti ordinari del governo del territorio (leggasi: aeroporto di Peretola). Nessuno nega la legittimità e, nel caso di Fidi Toscana, la competenza finanziaria di questi interventi, ma la domanda sul “value for money” (come direbbero gli anglosassoni) di queste forme di intervento è oggi più pressante che mai.

 

 

mag 10

C’è anche un’antipolitica buona

di Paola Binetti

Le elezioni di domenica e lunedì – e soprattutto la campagna elettorale che le ha precedute, suggeriscono alcune suggestioni che possono aiutare a capire come la protesta antipolitica può essere letta, a volte, anche come richiesta di buona politica. La collaborazione prestata durante la campagna elettorale a tanti colleghi parlamentari, direttamente coinvolti nelle elezioni amministrative dei propri Comuni, è stata un’occasione straordinaria per attraversare tutto il paese e ascoltare la voce diretta di tante persone di età e condizione diversa.

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mag 04

Centro in Festa a Pisa – 25/26 Maggio

In un momento di crisi dei partiti e di livelli di anti-politica incredibili, da tempo da me denunciati, ho pensato importante organizzare, in controtendenza con questo clima, una festa di partito che nella mia città mai è stata fatta. 

Una festa sobria, di contenuti, perchè incentrata su una serie di dibattiti, dove ascolteremo pareri e proveremo a prendere spunto per realizzare proposte per migliorare la nostra città, i nostri territori.

Parleremo di PARTECIPAZIONE, di ETICA e POLITICA, di VIVIBILITA‘, di SVILUPPO, di NUOVI PARTITI, di NUOVO WELFARE, di RIFORME ISTITUZIONALI.

Potrebbero apparire, e rimanere, come nel manifesto che allego, solo slogan. Vorremmo che diventassero vera occasione di confronto, anche per ripartire con una politica migliore.

Vi aspetto! 

Manifesto festa

mag 04

Aforismi e Pensieri

ERRORI
Lo sport e un campo di calcio portano molta adrenalina e a volte fanno fare anche brutti scherzi…Non mi piace però nè l’eccesso dei moralizzatori anti-Rossi, nè i tanti tifosi e le persone del web che lo difendono, prendendosela con un pò di retorica con i calciatori. Da quando esiste il calcio esistono calciatori che al momento della sostituzione si lamentano e mandano a quel paese il loro allenatore. Direi che è un classico. Può esistere anche che una brava persona come Delio Rossi perda la testa e faccia quello che ha fatto. Credo sia giusto ribadire con forza che ha sbagliato.

 

VALORE LEGALE DELLA LAUREA e SONDAGGI

Il Governo aveva manifestato la volontà di abolire il valore legale della laurea. Viste le numerose polemiche scaturite dalla proposta, il Ministero dell’Istruzione ha lanciato tempo fa un sondaggio online dove le persone erano invitate a esprimere la loro opinione in merito. Il sondaggio si è chiuso nei giorni scorsi. Pare che la netta maggioranza (anche dei giovani) abbia votato in maniera contraria…
Credo sia un altro buon motivo per andare avanti!!!

 

 

LA VITA AL CONTRARIO
“Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo”

Woody Allen

apr 30

Istituzioni, partiti, persone

ISTITUZIONI, PARTITI, PERSONE

Nuovi scenari antichi riflessi – di Ernesto Galli della Loggia

Forzando un po’ le cose, ma solo un poco, la scena politica italiana si presenta grosso modo così: i vecchi partiti boccheggiano e i nuovi, sebbene annunciati, non si sa ancora se, quando e come vedranno mai la luce; alla ribalta sembrano così rimanere sempre più solamente le persone. Le persone-partito da un lato, le persone-istituzioni dall’altro. Da una parte, cioè, Vendola, Di Pietro, Pannella (in questo senso un vero antesignano), Grillo e Bossi (sia pure molto malconcio): tutti e cinque padri-padroni e mattatori di formazioni tutte all’opposizione che senza di loro molto probabilmente non esisterebbero, ma che oggi raccolgono, comunque, almeno un quarto dell’elettorato. E dall’altra parte – ad essi virtualmente contrapposti non per loro volontà, ma per il solo fatto di essere le ultime trincee del sistema politico – Mario Monti in rappresentanza dell’istituzione governo, e insieme a lui Giorgio Napolitano, titolare dell’istituzione presidenza della Repubblica.
I vecchi partiti, invece, se ne stanno più o meno tutti nascosti al coperto dietro Monti e Napolitano. Sentono che il futuro non è tanto nelle proprie mani, non dipende tanto dai loro tentativi più o meno credibili di «cambiare» (quasi sempre fuori tempo massimo), quanto piuttosto da ciò che succederà in tre ambiti cruciali, ormai, però, pressoché fuori dalla portata di ogni loro eventuale intervento modificatore: la dimensione dell’astensionismo, la misura del successo delle formazioni dell’antipolitica, infine ciò che deciderà Monti circa il proprio destino politico. Leggi tutto »

apr 30

Basta con le Farmacie Comunali

Ai bilanci delle Farmacie comunali Spa perennamente in passivo, il Comune di Pisa, azionista di maggioranza, risponde da mesi con una poderosa campagna di marketing che rasenta l’incredibile e si pone in una chiara logica di concorrenza sleale verso le farmacie private. Fidelity card, sconti, promozione per varie associazioni, aperture in luoghi strategici (ad esempio all’aeroporto): di tutto, di più.
In un paese avanzato non si capisce come l’ente pubblico possa ancora continuare a voler gestire direttamente certe cose. L’unico scopo di una presenza “pubblica” sarebbe quello di sopperire ai fallimenti del mercato, che magari possono portare a carenze di servizi in certe aree periferiche della città (ad es. Coltano). Questo potrebbe anche giustificare delle passività, pagate dalle nostre tasche. Ma basta vedere dove sono posizionate le farmacie comunali in città per comprendere la loro inutilità.  Leggi tutto »

apr 19

Idee e crescita: il circolo virtuoso del terziario sociale

di Maurizio Ferrera

Hanno ragione i ministri a dire che non c’ è una bacchetta magica per la crescita. Ma il governo può e deve battere almeno qualche «colpo», soprattutto in quei settori che danno pochi segnali di innovazione e dinamismo rispetto alle tendenze degli altri Paesi e che potrebbero invece offrire opportunità di lavoro ai giovani. Un esempio emblematico è quello dei servizi alle persone. A seguito dell’ aumento della popolazione anziana e dell’ occupazione femminile, si sta sviluppando in Europa un nuovo «terziario sociale» per soddisfare bisogni e domande non coperte dal welfare statale nel campo della salute, dell’ assistenza, dell’ istruzione, delle attività culturali, ricreative, e, più in generale, della «facilitazione della vita quotidiana». I soggetti che operano in questi settori variano dalle micro-imprese giovanili alle emergenti multinazionali dei servizi, pronte a investire capitali (due terzi degli asili olandesi sono gestiti da una grande società inglese). In Francia e Gran Bretagna gli addetti del terziario sociale sono stimabili in quasi cinque milioni, in Italia sono meno di tre (dati Eurostat, accessibili in rete: sommerso in buona misura incluso). Il nostro deficit è soprattutto dovuto al mancato sviluppo di un «secondo welfare» a finanziamento non pubblico, capace di liberare anche in Italia il potenziale di crescita dei nuovi servizi, che vengono ancora prevalentemente prodotti e consumati all’ interno della famiglia (per approfondire: www.secondowelfare.it). Leggi tutto »

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